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10 Luglio 2026

Asimmetrie fiscali tra digitali e locali: guida senza miti

Capire in modo pratico perché le multinazionali digitali pagano imposte in modo diverso dalle imprese locali e quali regole possono ridurre il divario.

Asimmetrie fiscali tra digitali e locali: guida senza miti

Le multinazionali digitali operano su più mercati senza una presenza fisica significativa, mentre le imprese locali vendono e sono tassate principalmente nel Paese in cui risiedono. Questo genera un’asimmetria fiscale a parità di ricavi in un mercato, la base imponibile di un gruppo digitale può emergere altrove, seguendo funzioni e rischi distribuiti nel gruppo, mentre quella di un operatore locale ricade tipicamente nel luogo in cui avviene la vendita.

L’argomento è rilevante perché influisce su equitàcompetitività e get­tito. Comprendere i principi consente di distinguere tra ottimizzazione legittima e basi imponibili erose da regole inadeguate. Questa guida illustra: la struttura del gap, il nexus digitale (quando tassare senza presenza fisica), il Pilastro Due OCSE (imposta minima effettiva), le principali alternative di policy, l’impatto sulle imprese locali e un glossario per orientarsi.

Perché esiste l’asimmetria: modelli digitali e basi imponibili

Nei modelli tradizionali, la tassazione segue una stabile organizzazione fisica e la ripartizione dei profitti riflette funzioni, asset e rischi sul territorio. Nei modelli digitali, il valore dipende da intangibili (software, marchi, algoritmi) e da effetti di rete portabili oltre confine. I ricavi possono provenire da utenti in un Paese, mentre le funzioni chiave sono allocate in entità estere. Il risultato tipico è una base imponibile che si concentra dove sono localizzati intangibili e rischi, non necessariamente dove avvengono le vendite o l’interazione con gli utenti.

Per le imprese locali, la base imponibile è difficilmente delocalizzabile: l’infrastruttura, il personale e la clientela sono nel territorio. Per i gruppi digitali, la combinazione tra prezzi di trasferimento su intangibili e assenza di presenza fisica genera uno scarto. Ridurre lo scarto richiede regole che colleghino una porzione di profitti ai mercati di destinazione, quando il valore è effettivamente creato dall’interazione con gli utenti.

Il nexus digitale: tassare senza presenza fisica

Il concetto di nexus definisce quando un Paese può tassare un’impresa. Nel contesto digitale, il nexus digitale amplia il criterio oltre la presenza fisica, introducendo soglie legate a ricavi, utenti o contratti conclusi in remoto. L’idea di fondo è che una presenza economica significativa possa esistere anche senza uffici o magazzini, quando l’impresa svolge attività sistematiche e genera valore tramite una base utenti locale.

In pratica, criteri di significant economic presence possono includere: volume di ricavi digitali, numero di utenti attivi, localizzazione degli annunci, contratti o dati raccolti. L’uso del nexus digitale riduce le aree grigie, ma richiede definizioni robuste e coordinamento tra Paesi per evitare doppia imposizione o lacune. Una sua implementazione coerente aiuta a riallineare gettito e mercati di destinazione.

Pilastro Due OCSE: imposta minima effettiva

Il Pilastro Due OCSE introduce una aliquota minima effettiva a livello gruppi multinazionali, calcolata come ETR (effective tax rate) su base giurisdizionale. Se l’ETR di una controllata in una giurisdizione scende sotto la soglia minima, si applicano regole che consentono a un’altra entità del gruppo o alla giurisdizione di origine di prelevare un’imposta integrativa, colmando il divario.

Questo meccanismo mira a limitare la concorrenza fiscale sui profitti altamente mobili e a ridurre incentivi alla delocalizzazione degli intangibili. Pur non riallocando i profitti verso i mercati (compito più vicino al nexus digitale o ad altre soluzioni), la minima effettiva stabilisce un pavimento comune e attenua le differenze estreme negli oneri, rendendo meno conveniente concentrare redditi in luoghi a bassa imposizione.

Alternative di policy: come ridurre il divario

Oltre al nexus digitale e al minimo globale, i decisori possono combinare strumenti diversi. Opzioni tipiche includono: equalization levy mirate a ricavi digitali; ritenute alla fonte su servizi automatizzati; ripartizione formulare di una quota di profitti in base a fattori come vendite o utenti; regimi destination-based che tassano dove si consumano i servizi; semplificazioni per PMI per ridurre costi di conformità; crediti d’imposta coordinati per attenuare la doppia imposizione.

Ogni strumento comporta compromessi. Le imposte sui ricavi sono semplici ma possono colpire attività a bassa marginalità. La ripartizione formulare riduce la pianificazione aggressiva ma richiede accordo sui fattori e sulle ponderazioni. Le ritenute sono amministrabili ma necessitano di meccanismi di credito estero. Una progettazione coerente, accompagnata da safe harbour per operatori minori, consente di bilanciare equità, efficienza e competitività.

Impatto sulle imprese locali: costi e campo di gioco

Le imprese locali affrontano oneri fiscali più ancorati al territorio e minori opportunità di pianificazione transfrontaliera. Quando concorrenti digitali spostano profitti verso giurisdizioni favorevoli, emerge un campo di gioco non livellato. Regole su nexus digitale e minimi effettivi tendono a ridurre questo squilibrio, attenuando differenziali ingiustificati nel carico fiscale a parità di attività economica.

Per i gruppi digitali, l’armonizzazione aumenta la certezza del diritto ma può accrescere compliance e reporting. Per gli operatori locali, la maggiore coerenza internazionale favorisce concorrenza su qualità e prezzo più che su arbitraggio fiscale. In generale, una cornice chiara facilita investimenti, piani di crescita e decisioni sulla localizzazione delle funzioni ad alto valore.

Grafici esplicativi (schemi concettuali)

Figura 1 – Dove emergono i profitti in un modello digitale vs locale
Ricavi mercato A: 100
- Modello locale: Profitti tassati in A ~ 100 -> Base in A
- Modello digitale: Funzioni/intangibili in B -> Base in B
Figura 2 – Effetto del Pilastro Due sulla minima effettiva
ETR giurisdizione X: 8% | Soglia minima: 15%
Top-up tax: 7% su base GloBE -> recupero in capogruppo o X

Glossario essenziale

  • Nexus digitalecriterio di collegamento che consente a un Paese di tassare un’impresa in base a ricavi o utenti senza presenza fisica.
  • Pilastro Due OCSE insieme di regole per una aliquota minima effettiva su base giurisdizionale con imposte integrative.
  • Stabile organizzazione presenza fisica attraverso cui un’impresa estera esercita attività imponibili in un Paese.
  • Intangibilibeni immateriali come software, algoritmi, marchi, dati e know-how che generano valore.
  • Ripartizione formulare metodo che divide i profitti tra Paesi secondo fattori oggettivi (vendite, salari, asset, utenti).
  • Equalization levy prelievo su ricavi digitali per compensare l’assenza di nexus tradizionale.

Cosa significa per decisori e imprese

Per i decisori, la combinazione di nexus digitaleminimo effettivo e strumenti complementari offre un percorso pragmatico per riallineare gettito e mercati senza soffocare l’innovazione. Per le imprese, mappare catene del valore, localizzazione degli intangibili e flussi di dati aiuta a valutare l’impatto delle regole e a prevenire rischi di doppia imposizione. Un quadro coerente rende più prevedibile la tassazione dei modelli digitali e riduce il gap rispetto agli operatori radicati sul territorio, sostenendo una concorrenza basata sul merito.

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.