Il panorama musicale underground italiano è stato scosso da una proposta inusuale: Materazi future Club ha deciso di dare voce al calcio, trasformando telecronache, interviste e cori da stadio in veri e propri brani rock-electronici. Dopo aver attirato l’attenzione con il loro primo disco Formazione Titolare, la band ha voluto spingersi oltre i confini nazionali, puntando il mirino sulla Premier League e sugli italiani che hanno osato il salto verso il campionato più ricco e competitivo del mondo.
Da una generazione di YouTube alla prima opera discografica
Il trio – Riccardo Montanari, Edoardo Piron e Marco Manini – nasce all’inizio degli anni ’90, immerso nella cosiddetta YouTube generation. Il nome Materazi, scritto con una sola “z”, è un omaggio ai Fugazi, leggendaria band hardcore di Washington. Il loro debutto, Formazione Titolare, pubblicato nel 2022, fondeva basi new wave, indie e rock con campionamenti di telecronache e citazioni di giocatori come Cassano, Criscito e Rossi. Le canzoni prendevano il nome dei calciatori protagonisti, creando una sinestesia fra sport e musica che ha conquistato un pubblico giovane, spesso più hipster che tifoso tradizionale.
‘The Italian Job’: un concept album che attraversa l’Inghilterra
Il nuovo lavoro, ‘The Italian Job’, è definito dalla stessa band come concept album dedicato a quegli italiani che hanno abbandonato la zona di comfort per affrontare la Premier League. Tra i titoli spiccano “Balotelli (Why Always Me)”, “Conte (I Want To See The Fire)”, “Ranieri (How On Earth Did That Happen)”, “Calafiori (And You Are Fantastico)” e, infine, “Vialli (The Italian Job)”. Ogni traccia contiene frammenti di interviste in lingua originale, spesso impreziositi da accenti o gaffe linguistiche, che il gruppo ha selezionato per far emergere la filosofia personale di ciascun protagonista.
Storie di successi e cadute
Balotelli è stato interpretato con un ritmo dance che accelera senza mai fermarsi, a sottolineare la sua capacità di ribaltare le sorti di una partita. Il brano dedicato a Claudio Ranieri adopera una struttura pop sognante, catturando l’emozione della “miracolosità” di Leicester City nel 2016. Calafiori, infatti, ha sorpreso la band con la vittoria del titolo nella stagione in cui veniva registrato il pezzo, portando una nota di ironia positiva. Il lato più oscuro è stato affidato a Tonali, il cui brano “I miss the sun” include il coro immaginario dei tifosi del Newcastle, trasformando la sua crisi in un momento di redenzione.
Registrazione a Londra: tra fattoria fatiscente e suono britannico
Per dare al progetto un’autentico sound inglese, i Materazi si sono spostati a Londra, dove hanno collaborato con il produttore Jake Long, già noto per il lavoro con gli Snapped Ankles. Le tracce sono state registrate in uno studio improvvisato all’interno di una vecchia fattoria “un po’ fatiscente ma ancora bellissima”, un luogo che in passato aveva ospitato la riservata star Kate Bush. Long ha inserito elementi tipici della scena UK, donando al disco una “pressione sonora” più incisiva e una coesione che il trio descrive come una “sintesi sincretistica tra cultura popolare e immaginario sportivo”.
Il tour “The Italian Job” e prospettive future
Il tour inizia il 6 novembre a Torino e attraversa le principali città italiane, dove i musicisti indossano le maglie delle squadre locali – un rituale ormai consolidato dal loro primo disco. Il pubblico è invitato a cantare i cori da stadio inseriti nei brani, replicando l’atmosfera di un vero match. Nonostante non aspirino al successo dei grandi rock britannici, la band ritiene che il loro progetto abbia già creato “un ponte culturale” tra Italia e Inghilterra. Tra i piani futuri, i membri accennano a possibili racconti su altre figure come Messias o il caso Calciopoli, dimostrando che il loro approccio narrativo è ancora ricco di potenziale.



