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6 Novembre 2026

Watkins al comando del Crew-13: una pietra miliare per la diversità

Jessica Watkins rompe le barriere di genere e razza, diventando la prima donna nera a guidare una missione spaziale con equipaggio.

Watkins al comando del Crew-13: una pietra miliare per la diversità

Il 1° ottobre 2026, il razzo Falcon 9 di SpaceX ha sollevato dalla piattaforma di lancio la capsula Crew Dragon destinata alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). A bordo c’erano quattro astronauti, fra cui Jessica Watkins, che ha assunto il ruolo di comandante. Con questo volo, la NASA ha confermato che Watkins è diventata la prima donna nera a dirigere una missione con equipaggio, segnando un passo decisivo per la diversità nel settore aerospaziale.

Il lancio del Crew-13 e il ruolo di Watkins al comando

La missione, denominata Crew-13, è stata pianificata come un volo di circa sei mesi verso la ISS. Oltre a Watkins, a bordo c’erano il pilota Luke Delaney e altri due astronauti, tutti selezionati per le loro competenze tecniche e operative. Durante la conferenza stampa pre-lancio, Watkins ha sottolineato l’importanza del traguardo, dichiarando: “This is certainly an important milestone, I think both for our agency and for the country.” L’agenzia ha poi confermato via email che la sua nomina alla guida del crew si basava sull’esperienza accumulata e sulla capacità di conduzione della missione.

Il percorso di Watkins: da geologa a comandante di missione

Prima di assumere la guida del Crew-13, Jessica Watkins aveva già una solida esperienza nello spazio. Nel 2022 ha partecipato alla missione Crew-4, accumulando più di 200 giorni di permanenza orbitale. Oltre al suo background di geologa, è stata aquanauta e ha praticato rugby a livello professionistico, dimostrando una versatilità rara tra gli astronauti. Queste competenze si sono rivelate fondamentali per la gestione di esperimenti scientifici, attività extraveicolari e operazioni di manutenzione a bordo della ISS.

Il contesto storico delle missioni con astronauti neri

Finora soltanto gli Stati Uniti e l’ex Unione Sovietica hanno lanciato astronauti di origine africana nello spazio. L’Unione Sovietica ha preceduto gli USA con il volo di Arnaldo Tamayo Méndez nel 1980, mentre gli USA hanno inviato Guion Bluford tre anni dopo. A oggi, solo sei donne nere hanno varcato la soglia del cosmo, e Watkins è la più recente. Questo storico slancio apre la porta a ulteriori candidature da parte di paesi con popolazioni eterogenee.

Impatto sulla diversità e il ruolo del settore commerciale

La collega astronauta e geologa Sian Proctor, prima donna nera a pilotare una capsula privata nel 2021 con la missione Inspiration4, ha elogiato l’importanza del nuovo comando: “It just means so much to so many people when you see a diverse crew, and particularly women, and women of color, in leadership positions.” Proctor ha aggiunto che la diversità rende le squadre più forti e ha sottolineato il valore aggiunto del panorama commerciale, citando la prontezza di Jared Isaacman nel proporre l’opportunità di volo. Il programma Artemis della NASA, che prevede future missioni lunari, promette di includere equipaggi sempre più eterogenei: attualmente il corpo astronautico è composto per il 45 % da donne e per il 25 % da persone di colore.

Le dichiarazioni di Proctor hanno anche evidenziato la pressione psicologica che grava su coloro che rappresentano minoranze: “If something goes wrong, because of who you are, maybe your gender or your ethnicity or race, you’re looked at differently.” Nonostante queste sfide, la comunità scientifica e il pubblico celebrano il traguardo di Watkins, considerandolo un segnale di progresso per l’intera nazione.

Con il volo del Crew-13 in corso, gli occhi del mondo rimangono puntati sulla ISS, dove Watkins e il suo equipaggio eseguiranno esperimenti scientifici, manutenzioni e attività di ricerca che contribuiranno al futuro dell’esplorazione umana nello spazio. La missione, che durerà circa sei mesi, è destinata a proseguire la tradizione di partnership tra NASA e SpaceX, dimostrando che l’innovazione tecnologica può andare di pari passo con la promozione di una cultura più inclusiva nel settore aeronautico.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.