Salta al contenuto
20 Agosto 2026

Tech, ingegneria e sanità in affanno: i lavori più difficili da trovare

Il mercato del lavoro italiano è in crisi: tech, ingegneria e sanità sono i settori più colpiti dalla carenza di competenze. Scopri quali sono i profili più introvabili e perché.

Tech, ingegneria e sanità in affanno: i lavori più difficili da trovare

Il mercato del lavoro italiano sta affrontando una crisi senza precedenti. Con l’avanzata dell’intelligenza artificiale e l’invecchiamento della popolazione, settori chiave come techingegneria e sanità stanno registrando una carenza di competenze che minaccia il futuro del Paese.

Secondo i dati più recenti, le categorie professionali più difficili da ricoprire sono quelle legate alla progettazione tecnica allo sviluppo software e alla gestione dei dati. Ma anche il comparto sanitario e assistenziale non è da meno, con una contrazione delle risposte agli annunci di lavoro che registra valori notevolmente inferiori alla media.

Le professioni più introvabili in Italia

La classifica delle professioni più difficili da trovare in Italia è dominata da figure tecniche e sanitarie. In cima alla lista troviamo l’ingegneria industriale ed elettronica con un calo del 76% delle candidature rispetto alla media nazionale. Seguono lo sviluppo software (-72%), la farmacia (-71%) e l’ingegneria meccanica (-70%).

Non mancano anche professioni legate alla gestione dei dati come l’information design e ricerca (-68%), la matematica e statistica (-58%) e i tecnici sanitari (-67%). Anche il settore della bellezza e benessere (-57%) e la medicina e chirurgia (-57%) sono in sofferenza.

La mappa del mismatch: le regioni più in difficoltà

La Lombardia è la regione che registra la maggiore pressione, con il 50% degli annunci di lavoro postati su Indeed in Italia concentrati in questo territorio. Lazio e Veneto si alternano al secondo posto in classifica per la maggior parte delle categorie professionali più introvabili.

La mansione in assoluto più difficile da ricoprire è quella del Reliability Engineer con il 95% di candidature in meno rispetto alla media degli annunci. Le posizioni sono concentrate principalmente in Piemonte e Emilia-Romagna.

Il paradosso dei settori che assumono

Il fenomeno del mismatch occupazionale non riguarda solo una singola professione, ma coinvolge intere aree considerate strategiche. Il divario tra offerte e candidature appare particolarmente marcato nei profili tecnici e sanitari, dove le risposte risultano molto inferiori rispetto alla media nazionale.

Secondo i dati, le difficoltà di reperimento sono evidenti in diversi ambiti dell’ingegneria. Tra i profili più critici figurano l’ingegneria industrialeelettronica e meccanica insieme allo sviluppo software. In questi casi, la carenza di candidature giornaliere rende più complesso coprire le posizioni aperte e accentua la competizione per le competenze disponibili.

Un andamento simile interessa anche il comparto sanitario e assistenziale. Farmacisti, tecnici sanitari e figure medico-chirurgiche registrano una carenza di risposte rispetto agli annunci pubblicati, confermando che la difficoltà non è limitata ai ruoli tecnologici, ma attraversa anche professioni essenziali per i servizi alla persona e per il sistema sanitario.

Tecnici specializzati e AI: i profili più richiesti dalle imprese

L’accelerazione dell’intelligenza artificiale generativa richiede enormi infrastrutture fisiche. Data center, reti energetiche, impianti industriali automatizzati, sistemi di raffreddamento, reti di distribuzione dell’energia devono essere progettati, costruiti, installati e poi mantenuti da tecnici altamente qualificati.

I numeri confermano questa tendenza. Un’analisi su oltre 50 milioni di offerte di lavoro nel mondo, di cui 7,3 milioni in Italia, evidenzia come dalla fine del 2026 ai primi mesi del 2026 la domanda di tecnici della robotica sia cresciuta del 107% a livello globale e addirittura del 152% nel nostro Paese. Gli ingegneri HVAC registrano un incremento del 67% nel mondo e del 74% in Italia. I tecnici di automazione industriale crescono rispettivamente del 51% e del 67%.

La vera criticità è il crescente squilibrio tra domanda e offerta. A livello globale servono, in media, 56 giorni per assumere un tecnico specializzato, contro i 54 necessari per un profilo impiegatizio. In Italia il divario è ancora più evidente: 41,2 giorni contro 36,8.

Per questo è necessario un impegno condiviso di istituzioni, imprese, sistema formativo e associazioni di categoria per valorizzare questi percorsi e renderli più attrattivi per le nuove generazioni.

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.