in

Sette nuovi HEO per IRIDE aumentano la copertura e i dati della costellazione

Il nuovo lancio rafforza IRIDE: sette HEO italiane hanno iniziato a trasmettere telemetria, portando la costellazione a 15 unità e aumentando capacità e copertura

Sette nuovi HEO per IRIDE aumentano la copertura e i dati della costellazione

La costellazione italiana IRIDE ha registrato un nuovo passo avanti con un lancio in modalità rideshare che ha collocato in orbita sette ulteriori satelliti per l’osservazione terrestre. Il vettore impiegato è stato un Falcon 9 di SpaceX, partito dalla base di Vandenberg, con a bordo il payload principale CAS500-2 e numerosi altri carichi utili. Dopo la separazione, il segnale di tutti i nuovi nodi è stato acquisito dal Mission Control Center dello SpacePark di Argotec, a testimonianza del corretto dispiegamento e della prontezza operativa delle piattaforme.

Questi sette satelliti fanno parte della famiglia HEO (Hawk for Earth Observation), progettata per essere compatta e modulare: ogni unità pesa circa 70 kg e porta sensori ottici multispettrali con una risoluzione di 2,6 metri/pixel.

Già nelle prime orbite le unità hanno trasmesso telemetria e immagini, contribuendo al patrimonio dati della costellazione che supera le 1.700 immagini e circa 3 TB di informazioni raccolte fino ad oggi.

Il lancio e la configurazione orbitale

La missione è stata eseguita in rideshare, una soluzione che consente a più operatori di condividere lo stesso lancio per raggiungere la orbita eliosincrona, nota anche come SSO, ideale per osservazioni sistematiche della superficie terrestre. Il primo stadio del Falcon 9 impiegato, identificato come B1071, ha completato con successo il suo 33° volo e ha effettuato il recupero sulla Landing Zone 4, dimostrando la ripetibilità di questa tecnologia di lancio e recupero.

Dettagli tecnici del vettore e del payload

Tra i carichi imbarcati, il satellite sud-coreano CAS500-2 è stato il payload primario con una massa di circa 500 kg, affiancato da 44 altri payload tra cui i sette HEO italiani progettati da Argotec in collaborazione con Officina Stellare.

Tutti i sistemi sono stati rilasciati e inseriti nell’orbita prevista, consentendo al ground segment di acquisire i primi pacchetti di telemetria e immagini per le fasi iniziali di check-out.

Cosa cambia per la costellazione IRIDE

L’arrivo di sette nuovi nodi porta la famiglia HEO a quota 15 satelliti, superando la metà dell’obiettivo prefissato per questo sottosistema, che a regime arriverà a 25 unità. Complessivamente, il programma IRIDE conta già 31 satelliti in orbita, distribuiti su più costellazioni e destinati a offrire servizi differenziati grazie a piattaforme eterogenee. Questo avvicina la rete a un revisit time sempre più ridotto sulla penisola italiana e su aree di interesse strategico.

Numeri, capacità e dati raccolti

I satelliti HEO sono pensati per offrire immagini multispettrali ad alta risoluzione operativa; ad oggi il segmento ha generato oltre 1.700 immagini e più di 3.000 GB di dati, coprendo aree per un’estensione cumulativa stimata in milioni di chilometri quadrati.

Queste cifre testimoniano sia la capacità tecnica dei nodi sia il valore informativo che la costellazione può mettere a disposizione di enti pubblici e operatori privati.

Impatto operativo, industriale e applicativo

IRIDE non è solo una piattaforma di osservazione: è il risultato di un investimento pubblico-industriale sostenuto anche dal PNRR e da risorse nazionali per oltre un miliardo di euro. Le informazioni derivate dai satelliti HEO si prestano a molteplici usi pratici, dal monitoraggio del dissesto idrogeologico e degli incendi alla sorveglianza delle coste, delle infrastrutture critiche, della qualità dell’aria e delle condizioni meteorologiche. Allo stesso tempo, i dati abilitano opportunità commerciali per startup, PMI e fornitori di servizi geospaziali.

Dal punto di vista industriale, la collaborazione tra ASI, ESA e aziende come Argotec e Officina Stellare dimostra come la filiera nazionale sia in grado di progettare, costruire e operare satelliti in scenari complessi.

Secondo i responsabili del programma e gli operatori coinvolti, l’obiettivo è ridurre il tempo tra acquisizione e disponibilità dell’informazione fino a livelli quasi in tempo reale, trasformando lo spazio in un’infrastruttura concreta per la gestione del territorio e per lo sviluppo economico.

What do you think?

Scritto da Sara Rinaldi

Specializzata in gite fuori porta e borghi italiani da scoprire.

La Cina accelera la transizione green tra affari fotovoltaici e controlli ai funzionari

La Cina accelera la transizione green tra affari fotovoltaici e controlli ai funzionari