Il 23 giugno 2026, i mercati finanziari globali sono stati scossi da un violento sell-off nel settore tech, con ripercussioni significative sugli indici azionari di tutto il mondo. La giornata ha visto un aumento della volatilità e un brusco calo dei prezzi, soprattutto nel comparto dei chip e delle aziende tecnologiche.
Il calo del Nasdaq nella giornata precedente ha innescato una reazione a catena, con vendite massicce che hanno colpito duramente le Borse asiatiche e poi quelle europee. Tra le aziende più colpite, SpaceX ha registrato un calo del 16%, mentre altre grandi del settore tech hanno subito perdite significative.
Il crollo delle Borse asiatiche
L’indice Kospi di Seul ha registrato un crollo dell’8%, scivolando violentemente dai record precedenti. Anche il Nikkei di Tokyo ha subito una discesa di quasi il 3%, con lo yen vicino ai minimi da due anni sul dollaro. Le vendite hanno colpito duramente i colossi dei chip come SK hynix e Samsung con cali rispettivamente del 6% e del 5%.
Non sono state risparmiate neanche le Borse cinesi, con Shanghai e Hong Kong in calo rispettivamente dell’1,4% e dell’1,8%. Il prezzo del petrolio ha seguito la stessa tendenza al ribasso, con il Wti sceso sotto i 73 dollari e il Brent a 76,74 dollari. Anche l’oro ha registrato un calo del 1,5%, scendendo a 4.120 dollari.
Le ripercussioni sui mercati europei
A Piazza Affari, l’indice Ftse Mib ha aperto in netto calo, con titoli come StellantisPrysmian e Ferrari in forte ribasso. Le vendite hanno colpito anche altri settori, con il comparto bancario sotto i riflettori dopo le recenti operazioni di MpsIntesa Sanpaolo e Banco Bpm.
Tra le poche eccezioni positive, Italgas ha presentato un piano strategico al 2032 con investimenti per 13 miliardi di euro, confermando la guidance per il 2026. Il settore bancario rimane sotto osservazione, con sviluppi significativi dopo l’Opas di Intesa Sanpaolo e la proposta di integrazione di Banco Bpm.
Le cause del sell-off e le prospettive future
Le cause del sell-off globale sono da ricercare in una combinazione di fattori, tra cui le prese di profitto dopo i recenti record e le tensioni geopolitiche. I colloqui tra Iran e Usa in Svizzera hanno registrato alcuni progressi, ma le differenze rimangono sostanziali. L’inflazione negli Stati Uniti è un altro fattore critico, con le prospettive di prezzi in ribasso che riaprono il fronte delle banche centrali.
Gli investitori stanno monitorando con attenzione gli indici Pmi e i risultati trimestrali di aziende come Micron Technology che rappresenteranno un test per verificare se la spesa legata all’intelligenza artificiale sia in grado di sostenere il rally del settore tecnologico. Il titolo Micron ha guadagnato oltre il 300% dall’inizio dell’anno, riflettendo l’entusiasmo per l’AI.
Gli investitori dovranno navigare con cautela in un contesto di aumentata volatilità e incertezza.



