Il commissario straordinario Guido Castelli ha presentato un ambizioso piano di ricostruzione delle scuole nel cratere sismico del Centro Italia. Con un investimento di 1,4 miliardi di euro la Struttura commissariale sta realizzando 450 interventi in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria trasformando l’edilizia scolastica in un simbolo di rinascita per le comunità locali.
La scuola non è solo un luogo di apprendimento, ma un punto di riferimento per intere comunità. Per questo, il programma di ricostruzione va oltre la semplice riparazione dei danni causati dal terremoto. L’obiettivo è creare una rete scolastica moderna, sicura, accessibile ed efficiente capace di offrire agli studenti e al personale ambienti adeguati alle nuove esigenze della didattica.
Un programma senza precedenti
Il piano di ricostruzione è uno dei più vasti mai realizzati nel Centro Italia. Attraverso l’Ordinanza speciale n. 31 del 2021 la Struttura commissariale ha organizzato un programma da 900 milioni di euro per 227 edifici scolastici. Questo ha permesso di avviare in modo coordinato un numero così rilevante di interventi, mettendo a disposizione degli enti attuatori procedure, progettisti e imprese.
Le nuove scuole sono progettate nel rispetto dei più elevati requisiti di sicurezza sismica e secondo lo standard Nearly Zero Energy Building (nZEB). Questo significa edifici ad altissima prestazione energetica con consumi ridotti e una crescente capacità di produrre l’energia necessaria al proprio funzionamento.
Esempi concreti di rinascita
Tra i tanti interventi in corso, spiccano alcuni esempi concreti di rinascita. L’Istituto Ugo Betti di Camerino il nuovo ITTS Eustachio Divini di San Severino Marche e la scuola Cagnucci di Ascoli Piceno sono solo alcuni dei segni tangibili di un lavoro che attraversa tutto l’Appennino centrale.
Dietro ognuno di questi interventi ci sono bambini e ragazzifamiglieinsegnanti e intere comunità. La scuola è il luogo in cui si acquisiscono conoscenze, ma anche dove si formano amicizie, ricordi e le prime responsabilità. È qui che si costruisce quella coscienza del luogo che permette di comprendere da dove veniamo e quale responsabilità abbiamo verso la nostra comunità.
Investire nella scuola significa credere nel futuro
Investire nella scuola significa alimentare la restanza e la tornanza. Significa creare le condizioni affinché i giovani possano scegliere di restare nei territori dell’Appennino senza rinunciare alla qualità della formazione e alle opportunità. E significa mantenere vivo, anche in chi parte per studiare o lavorare altrove, il legame con le proprie radici e il desiderio di tornare.
La ricostruzione delle scuole rappresenta una delle scelte più importanti che abbiamo compiuto. Perché una comunità che investe nell’istruzione afferma di credere nel proprio futuro. E una scuola che riapre è il segno più forte di un territorio che non si arrende, che continua a vivere e che guarda avanti.
Ogni campanella che torna a suonare nei nostri territori è la voce di una comunità che sceglie il futuro. A tutte le studentesse e a tutti gli studenti auguro di affrontare questo nuovo anno con curiosità, impegno e fiducia. Siate consapevoli del valore dei luoghi nei quali vivete, custoditene la memoria e sentitevi protagonisti del loro futuro.



