Il settore alberghiero europeo sta vivendo una fase di grande fiducia da parte degli investitori. Secondo le ultime rilevazioni, oltre il 90% degli operatori del settore prevede di mantenere o aumentare gli investimenti nel 2026. L’Italia, in particolare, si sta affermando come uno dei mercati più attrattivi, grazie alla sua capacità di offrire opportunità di valore in un contesto di incertezza geopolitica e macroeconomica.
La crescita degli investimenti nel settore alberghiero non è un fenomeno isolato, ma riflette una tendenza più ampia verso la percezione dell’investimento alberghiero come strutturale e non ciclico. Questo cambiamento di prospettiva è evidente nella preferenza per strategie ad alto rendimento e nella crescente attenzione verso modelli di ospitalità ibridi e di lunga permanenza.
L’attrattiva del lusso e dell’upper-upscale
Il segmento di mercato che sta attirando maggiormente l’attenzione degli investitori è quello del lusso seguito da vicino dall’upper-upscale. Questi settori rappresentano rispettivamente il 53% e il 44% delle preferenze degli investitori, segnali chiari di una domanda in crescita per strutture di alta gamma. Inoltre, si osservano segnali interessanti di diversificazione, con un crescente interesse verso modelli extended-stay e hybrid-hospitality che offrono flussi di cassa più stabili anche nei mercati regionali.
Strategie di investimento: il valore del value-add
Tra le strategie di investimento, il value-add resta dominante, con il 53% degli investitori che preferisce questa modalità. Questo dato, sommato alla crescita dell’interesse per strategie opportunistiche, passa dal 15% al 25%, conferma il grande interesse verso operazioni ad alto rendimento. Inoltre, prevale la preferenza per l’acquisizione in vacant possession e cresce significativamente l’orientamento verso i brand globali, passati dal 43% al 53%. I marchi internazionali sono oggi visti come leva di creazione di valore e non più come vincolo.
Le sfide del mercato: costi operativi e incertezza geopolitica
Nonostante la fiducia degli investitori, il mercato non è privo di sfide. Le preoccupazioni principali riguardano i costi operativi legati alle utilities e di esecuzione. La voce relativa a costi di capex e operativi superiori alle attese, che erodono i rendimenti netti, emerge come la sfida più sentita. L’incertezza geopolitica è il secondo fattore di preoccupazione, coerente con il contesto di tensioni globali che ha accompagnato la rilevazione. Tuttavia, le condizioni di finanziamento appaiono più stabilizzate, con il costo del capitale e l’accesso al credito che, pur restando rilevanti, non sono più la preoccupazione dominante.
Italia: un mercato in crescita
L’Italia si conferma al secondo posto in Europa per aspettative di performance, con un ruolo da protagonista nel mercato alberghiero. Insieme alla Spagna, il Belpaese concentra oltre il 40% del totale degli investimenti a livello europeo. Milano è la città italiana di punta, raggiungendo il quarto posto europeo a pari merito con Parigi, mentre Roma si posiziona al settimo. Nel primo trimestre del 2026, sono stati investiti 522 milioni di euro nel comparto alberghiero, in crescita del 15% rispetto al trimestre precedente.
Gli investitori riconoscono nell’Italia un potenziale di trasformazione concreto, con un mercato maturo orientato alla creazione di valore attraverso il riposizionamento verso i segmenti upper-upscale e luxury nei quattro grandi mercati urbani e nei principali mercati leisure. L’interesse crescente verso il mercato italiano è supportato dalla diversità dell’offerta ricettiva e dall’emergere di nuove catene di hotel internazionali. Inoltre, il Belpaese continua ad attrarre prevalentemente capitale internazionale, con circa tre quarti degli investimenti che arrivano da soggetti stranieri.



