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17 Ottobre 2026

Proposta del CMA: Microsoft sotto status di mercato strategico

Il CMA ha proposto la designazione di Microsoft come impresa a status strategico e avvierà una consultazione entro febbraio 2027; la mappa tocca cloud, AI, Teams e sicurezza.

Proposta del CMA: Microsoft sotto status di mercato strategico

Il regolatore britannico ha presentato una proposta che potrebbe cambiare la relazione tra grandi fornitori di software e i loro clienti. La Competition and Markets Authority (CMA) ha indicato la possibilità di classificare l’ecosistema software di Microsoft come strategic market status (SMS), aprendo una consultazione formale prevista nel quadro del Digital Markets, Competition and Consumers Act 2024 e fissando una decisione finale per february 2027. Questa mossa non presume un illecito ma abilita il regolatore a considerare interventi mirati se verranno confermate criticità strutturali.

Ambito dell’ecosistema Microsoft e dati chiave

La valutazione della CMA copre cinque attività digitali specifiche: sistemi operativisoftware di produttivitàsoftware di sicurezzasistemi operativi server e relational database management systems come SQL Server. Secondo il regolatore, questi prodotti raggiungono more than a million aziende e organizzazioni del settore pubblico e totalizzano circa around 20 million utenti mensili nel Regno Unito. La proposta evidenzia barriere allo switching, pratiche di bundling commerciale e vantaggi di integrazione che rendono difficile per sviluppatori concorrenti esercitare una reale pressione competitiva.

Test di designazione e implicazioni pratiche

La prova per la designazione richiede il soddisfacimento di tre criteri: una soglia di fatturato, un potere di mercato sostanzialmente radicato e una posizione di rilevanza strategica nell’attività digitale specificata. La CMA sottolinea che la designazione descrive una situazione di potere di mercato e non costituisce automaticamente un’accusa; eventuali misure obbligatorie o rimedi arriveranno solo dopo ulteriori valutazioni. L’elemento centrale emerso dal lavoro investigativo è che i clienti incontrano difficoltà nello switching e nel combinare offerte alternative insieme ai prodotti Microsoft, limitando la possibilità per i rivali di competere efficacemente.

Roadmap indicativa: cloud, AI, Teams e sicurezza

Nel documento la CMA traccia una roadmap su quattro ambiti concreti: licenze cloud funzionalità AI nei software di produttività come Copilot software di comunicazione e collaborazione come Teams e prodotti di security. Il regolatore intende raccogliere ulteriori elementi di prova su punti specifici, tra cui la libertà dei clienti di scegliere strumenti AI oltre a Copilot, l’impatto del bundling di soluzioni di sicurezza sulla scelta del cliente e la possibilità per le organizzazioni di decidere in quale cloud eseguire le proprie licenze software.

Tempismo e preoccupazioni sull’AI

La CMA ha inquadrato la proposta in un momento di svolta per l’AI generativa e agentica: se l’ecosistema Microsoft non interopera agevolmente con fornitori di AI concorrenti, il mercato, oggi ancora aperto, rischia di chiudersi. Tra gli obiettivi immediati della supervisione c’è capire se le funzionalità AI vengano rese realmente componibili con soluzioni esterne o se la dinamica commerciale favorisca l’immobilità dei clienti.

Azioni parallele nel cloud e reazioni

Oltre al percorso di designazione, la CMA ha aggiornato i progressi nelle trattative informali con Amazon Web Services (AWS) e Microsoft riguardo al cloud. Sono stati segnalati passi avanti come la connessione dei datacenter con fornitori rivali (a partire da Google), la rimozione di fee di trasferimento dati per chi migra cloud e l’introduzione di un meccanismo per richiedere maggiore interoperabilità, oltre a strumenti basati su AI per automatizzare lo switching. Restano però questioni aperte su identity and access management e sulla portabilità delle architetture cloud; la CMA pubblicherà un aggiornamento in spring 2027 e non esclude una indagine SMS completa sul cloud.

Opinioni e dati economici

Microsoft ha contestato i presupposti dell’indagine, affermando di operare in un mercato «vigorously competitive» e citando la presenza nell’ecosistema di alternative come Google Workspace, macOS, Linux, PostgreSQL e Okta. L’azienda sottolinea inoltre il contributo dei suoi 34,000 UK partners che generano circa £38bn per l’economia britannica. Dal fronte critico, l’Open Cloud Coalition ha stimato che le pratiche di licensing di Microsoft costino al settore pubblico circa £60m l’anno e oltre £300m in un intero periodo parlamentare. In March il CEO di Civo, Mark Boost ha espresso scetticismo sulle soluzioni volontarie fuori dal quadro SMS.

La CMA ha ricordato che il settore pubblico incide per circa 10% della domanda di cloud nel Regno Unito e ha dato indicazioni sulla procurement per favorire la diversificazione dell’offerta. Sarah Cardell, chief executive della CMA, ha sintetizzato la posizione regolatoria con una frase chiave: “Organisations should be able to choose the products that work best for them, switch provider when they want to and combine services from different suppliers.” La consultazione pubblica rappresenterà il passaggio in cui l’analisi di mercato potrebbe trasformarsi in rimedi vincolanti, con una decisione finale attesa entro February 2027.

Autore

Niccolò Conforti

Niccolò Conforti ha seguito il lancio di una startup napoletana in un incontro al Centro Direzionale, sostenendo una linea editoriale pro-innovazione nel settore fintech. Analista fintech, porta un dettaglio biografico: mantiene un registro delle prime pitch a cui ha assistito a Napoli.