Negli ultimi giorni l’inchiesta sul delitto di Garlasco è tornata al centro dell’attenzione pubblica dopo nuove acquisizioni investigative che coinvolgono direttamente Andrea Sempio. Le attività svolte dai carabinieri del Nucleo Omicidi di Milano e la ricostruzione formulata dalla Procura di Pavia hanno portato alla notifica di un invito a comparire, disponendo una nuova verifica dei fatti. In questo nuovo capitolo emergono intercettazioni ritenute potenzialmente rilevanti e una ricostruzione del movente che modifica l’orientamento delle indagini.
Il clamore mediatico è aumentato anche per la copertura televisiva: la vicenda è stata oggetto di dibattito su Rete 4 nel programma 4 di Sera, dove sono state analizzate le intercettazioni e le interpretazioni contrapposte tra accusa e difesa. Il caso, già noto per la complessità processuale e per le sentenze precedenti, vive ora una nuova fase che potrebbe avere ripercussioni anche sul profilo giudiziario di Alberto Stasi, attualmente condannato in via definitiva.
Le intercettazioni e il contenuto contestato
Al cuore delle nuove acquisizioni c’è una conversazione registrata all’interno di un’automobile che gli investigatori considerano significativa. In quel frammento Sempio si sarebbe rivolto a sé stesso in quello che gli inquirenti definiscono un soliloquio, durante il quale farebbe riferimento a elementi legati alla vittima, Chiara Poggi, e ai presunti contenuti digitali che la riguarderebbero. Gli investigatori sostengono che la descrizione fornita dall’indagato su dove avrebbe visto tali file non sia compatibile con le conoscenze tecniche documentate al momento dei fatti, elemento che ha destato attenzione.
Il passaggio imitativo e la lettura degli inquirenti
Nel corso della stessa registrazione Sempio sarebbe arrivato a imitare una voce femminile in un episodio descritto dagli investigatori come una riproduzione di un dialogo con la vittima.
Per la Procura questo particolare, se confermato nella contestualizzazione, potrebbe contribuire a ricostruire i rapporti tra le persone coinvolte e la sequenza di comportamenti precedenti al crimine. La difesa, invece, colloca quelle frasi in un contesto diverso, sostenendo che si tratti di allusioni collegate ad altre fonti, tra cui podcast o rappresentazioni teatrali, e contesta l’interpretazione data dagli inquirenti.
La ricostruzione della Procura di Pavia
Nel capo di imputazione notificato con l’invito a comparire, la Procura di Pavia descrive una dinamica particolarmente cruenta risalente alla mattina del 13 agosto 2007, data collegata al delitto. Secondo l’atto investigativo, dopo un iniziale conflitto legato a un approccio respinto dalla vittima, l’indagato avrebbe colpito ripetutamente la ragazza con un corpo contundente, infliggendo almeno una dozzina di ferite al cranio e al volto.
La sequenza, così delineata dalla Procura, è


