Canonical ha reso disponibile la nuova release Ubuntu 26.04 LTS, nota anche come Resolute Raccoon, una versione pensata per offrire stabilità a lungo termine senza rinunciare alle tecnologie più recenti. La distribuzione, pubblicata nella sua versione finale il 23 aprile 2026, integra il kernel Linux 7.0 e il nuovo ambiente desktop GNOME 50, puntando su una piattaforma più sicura e modulare per utenti desktop e server.
Questa LTS è stata sviluppata con l’obiettivo di essere difficile da rompere e semplice da fidare: molte componenti interne sono state modernizzate, alcune riscritte in Rust, e la gestione dei pacchetti e del firmware è stata rivista per aumentare la resilienza del sistema. Di base la release offre cinque anni di aggiornamenti di sicurezza (fino ad aprile 2031) e prevede la possibilità di estensione fino a dieci anni tramite Ubuntu Pro.
Un salto tecnico verso la resilienza
Il cuore della release è il kernel 7.0, che porta supporto per nuovo hardware e miglioramenti alle performance e alla sicurezza; il kernel è stato annunciato da Linus Torvalds il 12 aprile. Canonical ha scelto di rafforzare il sistema introducendo componenti chiave riscritti in Rust per ridurre i classici rischi legati alla gestione della memoria. A livello crittografico la distribuzione integra nuove primitive e aggiornamenti per OpenSSH, con attenzione anche alla post-quantum cryptography dove applicabile.
Kernel, driver e avvio
Oltre al kernel, Ubuntu 26.04 adotta un avvio più moderno con Dracut e una gestione del firmware più modulare per ridurre la dimensione degli aggiornamenti. Il supporto hardware è stato esteso, includendo nuovi processori e miglior integrazione per GPU: gli stack proprietari per NVIDIA e le librerie per calcolo GPU come CUDA e ROCm sono disponibili nei repository ufficiali.
Questo rende la distribuzione interessante anche per chi lavora con carichi GPU-accelerati.
Desktop moderno: GNOME 50 e Wayland definitivo
Il desktop predefinito è GNOME 50, che porta miglioramenti nell’usabilità, animazioni più fluide e funzioni come supporto HDR e VRR più maturi. Canonical ha completato il passaggio a Wayland come server grafico di default per la sessione GNOME: la sessione X11 non è più offerta come opzione completa, ma la compatibilità con applicazioni legacy è preservata tramite XWayland. Per ambienti alternativi come KDE Plasma o Xfce è ancora possibile avviare sessioni basate su X11 quando necessario.
App, interfaccia e prestazioni quotidiane
Il set di applicazioni di default è stato rinnovato: il monitor di sistema tradizionale è sostituito da Resources, il lettore video Totem lascia il posto a Showtime, mentre PDF, immagine e terminale vedono alternative più moderne (ad esempio Papers, Loupe e Ptyxis).
Il file manager ha ottenuto ottimizzazioni concrete: caricamento delle cartelle e generazione delle miniature sono sensibilmente più veloci, e piccole scorciatoie come Ctrl + . per aprire il terminale nella cartella corrente migliorano il flusso di lavoro quotidiano. L’App Center è stato aggiornato per gestire meglio i pacchetti Debian e Snap.
Sicurezza, crittografia e gestione del sistema
Sul fronte della sicurezza Ubuntu 26.04 rafforza l’integrazione con TPM per la cifratura completa del disco (TPM/FDE): quando hardware e firmware lo supportano, il sistema può delegare la gestione delle chiavi al chip TPM per ridurre la necessità di inserire manualmente le password ad ogni avvio. È stata migliorata anche la compatibilità con sistemi dual boot e volumi cifrati come BitLocker per limitare rischi di configurazioni distruttive durante l’installazione.
Edizioni, requisiti e consigli per l’aggiornamento
Ubuntu 26.04 LTS è disponibile in più edizioni: Desktop, Server, WSL, Cloud e Core, e può essere scaricata anche tramite BitTorrent. Per la variante desktop Canonical consiglia almeno un processore dual core a 2 GHz, 6 GB di RAM e 25 GB di spazio su disco: sebbene l’installazione sia teoricamente possibile con 2 GB di RAM, le prestazioni risultano modeste e per hardware datato è preferibile optare per una derivata più leggera come Xubuntu o Lubuntu. Prima di aggiornare in ambiente professionale è consigliabile verificare la compatibilità delle applicazioni legacy, in particolare quelle dipendenti da sessione X11.

