in

Auto e design a Milano: percorsi, installazioni e modelli che ridisegnano la città

Alla Milano Design Week le auto non sono solo oggetti: diventano installazioni, scenografie e manifesti di un modo nuovo di pensare la mobilità e il design urbano

Auto e design a Milano: percorsi, installazioni e modelli che ridisegnano la città

La Milano design week si è fatta teatro di un dialogo stretto tra automobile e spazio pubblico: cortili rinascimentali, ex officine e showroom hanno ospitato progetti che trasformano la vettura in esperienza culturale. In questa cornice, marchi come Audi, Renault, Hyundai, Volvo e Fiat hanno pensato i propri allestimenti come percorsi da attraversare, mettendo in scena temi che vanno dalla performance al benessere urbano, dalla trasparenza dei processi produttivi alla continuità tra passato e futuro. Il risultato è stato un racconto che coniuga tecnologia e sensorialità, invitando il pubblico a fermarsi e riflettere.

Audi: la performance come processo

La proposta di Audi ha occupato il cortile del Portrait Milano con Origin, progetto sviluppato con Zaha Hadid Architects, una struttura fluida che interagisce con la luce e il porticato storico.

L’installazione è pensata come rifugio dal sensory overload, ovvero dal sovraccarico sensoriale tipico delle metropoli, e lavora per restituire chiarezza visiva e ritmo. All’interno dello spazio la conversazione su cosa significhi andare forte è stata messa al centro: il talk intitolato Alle origini della velocità ha riunito atleti, manager e progettisti per sottolineare che la velocità nasce da un processo continuo, fatto di preparazione e controllo.

Mostre, talk e modelli

Durante l’evento sono state esposte la monoposto Audi R26 (presente nel campionato di Formula 1 del 2026) e la nuova RS 5, che introduce la prima soluzione ibrida plug-in nel corso della gamma RS con 639 CV e 825 Nm. Questi oggetti agiscono come laboratori: la monoposto è documento tecnico di ricerca, la RS5 è l’esempio concreto di come l’elettrificazione possa convivere con l’idea di performance.

L’intervento della sciatrice Federica Brignone ha rimarcato che andare forte è frutto di disciplina, allenamento e lavoro di squadra, non un semplice scatto istintivo.

Renault e Fiat: narrazioni urbane tra ironia e funzionalità

Renault ha trasformato lo rnlt Store di Brera in uno stagno immaginario firmato dal designer Marcantonio, giocando sull’associazione storica tra il frontale della Twingo e una rana. Ninfee giganti, superfici liquide e una scultura che reinterpreta occhi e sorriso dell’auto hanno creato un micro-ecosistema in cui la Twingo E-Tech Electric si inserisce come protagonista di una mobilità leggere e sorridente. Il progetto punta sull’emotività: l’installazione è pensata per essere vissuta prima che spiegata, restituendo un’idea di città accessibile e giocosa.

Fiat: scala urbana e memoria

Al contrario, Fiat ha lavorato sulla scala dell’uso quotidiano presentando la Topolino Gallo, microcar elettrica lunga 2,53 metri, con 75 km di autonomia e 45 km/h di velocità massima. Il progetto usa il colore corallo e livree che richiamano fondali marini per rendere l’oggetto urbano immediatamente riconoscibile. Nelle sale del Magna Pars sono confluiti anche riferimenti storici — dalla 500 del 1957 alla Panda degli anni Ottanta — e proposte di studenti di IED Torino e ISIA Roma, a sottolineare che la risposta alla mobilità urbana passa per soluzioni semplici e significative.

Hyundai e Volvo: processo visibile e spazio da abitare

Hyundai ha portato in Tortona l’installazione Unfold Stories per raccontare il passaggio dall’idea al prodotto: superfici che si piegano, materiali che mutano stato e la sequenza From Paper to Steel che svela fasi progettuali spesso invisibili.

Nel percorso è stato introdotto il nuovo linguaggio Art of Steel, dove l’acciaio diventa elemento espressivo, e in anteprima è stata mostrata la compatta elettrica IONIQ 3 con silhouette Aero Hatch, coefficiente di resistenza Cx 0,263, autonomia fino a 496 km e ricarica dal 10 al 80% in circa 29 minuti.

Volvo: materiali e calma scandinava

Il Volvo Studio Milano ha enfatizzato il ruolo permanente dello spazio come piattaforma culturale, concentrandosi su una tensione progettuale tra atemporalità e futuro. Le designer Cecilia Stark e Rekha Meena hanno portato l’attenzione sul CMFcolore, materiali, finiture — mostrando come questi elementi definiscano l’identità dell’abitacolo prima ancora della forma. L’approccio di Volvo trasforma l’interno di un’auto in una stanza, privilegiando materiali naturali, luce controllata e proporzioni misurate per creare un’esperienza sensoriale calma e coerente.

What do you think?

Scritto da Martina Colombo

Psicologa iscritta all'Albo e giornalista, specializzata in benessere emotivo e relazioni.

DeepSeek V4, Pro e Flash: modello open source con finestra da un milione di token

DeepSeek V4, Pro e Flash: modello open source con finestra da un milione di token