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25 Ottobre 2026

Miliardi per la ricerca: Anthropic, Musk e altri puntano sulla filantropia

Tech e AI: i giganti della Silicon Valley destinano miliardi a fondi filantropici per affrontare i rischi dell’automazione.

Miliardi per la ricerca: Anthropic, Musk e altri puntano sulla filantropia

Negli ultimi mesi la Silicon Valley ha vissuto un vero e proprio cambio di rotta: i leader che una volta si promuovevano con slogan come “Don’t be evil” o “Iscriviti, è gratis e lo sarà per sempre” stanno ora puntando la loro ricchezza verso iniziative filantropiche. L’obiettivo dichiarato è quello di compensare i potenziali costi sociali derivanti dall’avanzamento dell’intelligenza artificiale e dall’automazione, ma la concreta realizzazione di questi progetti rimane ancora da valutare.

La tendenza è emersa in risposta a critiche crescenti sul ruolo delle tecnologie emergenti nella perdita di posti di lavoro, nella privacy e nella sicurezza. Le aziende stanno così cercando di trasformare la loro immagine: da fornitori di strumenti digitali a “guardiani” del bene pubblico, destinando parte della loro capitalizzazione a fondi dedicati a ricerca, salute e politiche di mitigazione.

Anthropic dedica il 5% delle proprie azioni a un fondo per il bene pubblico

Il 18 ottobre la startup di intelligenza artificiale Anthropic ha annunciato che il cinque per cento delle sue azioni sarà versato in un fondo dedicato al bene pubblico. Con una valutazione iniziale di circa 48 miliardi di dollari, la quota corrisponde a un impegno di quasi 2,4 miliardi di dollari. Il fondo mira a sostenere la ricerca biomedica, la sicurezza dell’AI e progetti volti a gestire le conseguenze dell’automazione sul mercato del lavoro. L’azienda aveva già destinato 200 milioni di dollari per affrontare gli impatti dell’automazione, dimostrando una continuità di intenti.

Elon Musk promette una quota di SpaceX a tutti i bambini statunitensi

Solo poche ore dopo l’annuncio di Anthropic, Elon Musk ha rivelato un progetto ancora più spettacolare: a partire dal 2027, ogni bambino americano (circa 73 milioni) riceverà una singola azione di SpaceX. Se l’offerta verrà effettivamente realizzata, il valore complessivo supererà gli 11 miliardi di dollari. Al momento non sono stati divulgati i dettagli operativi: si ipotizza l’utilizzo di “Trump Accounts”, ovvero conti d’investimento dedicati ai minorenni, già sperimentati dalla presidente di SpaceX, Gwynne Shotwell, che ha distribuito azioni a più di due milioni di bambini. L’iniziativa, se concreta, rappresenterebbe un caso unico di trasferimento di ricchezza aziendale a una generazione intera.

Altre iniziative filantropiche nel panorama tech

OpenAI investe miliardi in ricerca e sicurezza dell’AI

OpenAI, la società dietro ChatGPT, ha costituito una fondazione con un primo impegno di 25 miliardi di dollari destinati a ricerca su malattie e a contratti a rischio AI. A marzo 2026 è stato annunciato un pacchetto di un miliardo di dollari in sovvenzioni, a cui si aggiunge il People-First AI Fund da 100 milioni di dollari, previsto per il periodo 2025-2026, finalizzato a sostenere organizzazioni no-profit e progetti sociali legati all’intelligenza artificiale.

continua a finanziare progetti basati sull’AI

Google, attraverso la sua brancalevia filantropica , ha destinato 20 milioni di dollari a iniziative che sfruttano l’intelligenza artificiale per la ricerca medica, lo studio di malattie rare e soluzioni ambientali. Un ulteriore fondo da 36 milioni supporta programmi scientifici focalizzati su tecnologie emergenti e su impatti globali.

Chan Zuckerberg Initiative e altri contributi alla sicurezza tech

Mark Zuckerberg e Priscilla Chan hanno giurato di destinare il 99 % delle loro azioni Facebook/Meta a cause di pubblico interesse tramite la Chan Zuckerberg Initiative, che finanzia ricerca biomedica, istruzione e strumenti scientifici. Parallelamente, Dustin Moskovitz e Jaan Tallinn finanziano studi sui rischi dei sistemi avanzati attraverso Open Philanthropy, mentre Jensen Huang (Nvidia) e Bill Gates (Fondazione Bill & Melinda Gates) sostengono progetti di formazione e diagnostica medica basati sull’AI.

Queste iniziative mostrano una crescente consapevolezza da parte dei leader tech: non bastano più le promesse di accessibilità e libertà digitale; è necessario mettere a disposizione risorse concrete per gestire le sfide etiche, sociali ed economiche generate dalle nuove tecnologie. Resta da vedere se gli ingenti importi dichiarati saranno tradotti in risultati “proporzionati” rispetto alle aspettative della società.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.