Alla fine di maggio l’Alliance for Open Media ha pubblicato le specifiche definitive del nuovo codec AV2, il successore royalty-free di AV1. La piattaforma di video sharing ha annunciato che l’implementazione per la versione web arriverà nei primi mesi del 2027, anticipando una trasformazione significativa nel modo in cui gli utenti consumano contenuti online.
Efficienza e risparmio di banda: i numeri dietro AV2
Le prime analisi indicano che AV2 è tra il 25% e il 32% più efficiente di AV1, con una media di compressione intorno al 30%. Con un bitrate tipico di 20 Mbps per un video 4K, AV2 può mantenere una qualità comparabile usando soltanto 14 Mbps. Questo si traduce in un notevole risparmio di dati sia per gli utenti finali sia per le infrastrutture dei data center, soprattutto con la crescita dei contenuti HDR a frame rate elevati.
Superblocchi da 256×256 pixel e miglioramenti di predizione
Una delle innovazioni chiave è l’adozione di superblocchi di 256×256 pixel, rispetto ai 128×128 di AV1. Accoppiati a nuovi filtri e a meccanismi di predizione più sofisticati, questi blocchi consentono di catturare dettagli minuti nei contenuti ad alta risoluzione, riducendo al contempo gli artefatti di compressione.
Adozione da parte dei grandi player del settore
Google, Meta, Amazon, Netflix, Apple e Intel hanno già dichiarato il loro sostegno al progetto AV2. Questo significa che, oltre a YouTube, il nuovo codec sarà disponibile in Chrome e potrà trovare impiego su piattaforme come Facebook, Instagram e Prime Video. La presenza di questi attori garantisce una solida base di sviluppo sia a livello software che hardware.
Edgar Cervantes ha sottolineato che la transizione verso AV2 richiederà tempo, soprattutto su dispositivi mobili e smart TV, dove l’accelerazione hardware è ancora in fase di sviluppo. Attualmente, la decodifica di AV2 può richiedere fino a cinque volte più potenza di calcolo rispetto a AV1, rendendo necessaria l’adozione di chip dedicati da parte di produttori di semiconduttori.
Contributi della ricerca e prospettive future
Il ricercatore di Netflix, Andrey Norkin, ha presentato risultati di test che mostrano un miglioramento del 28,6% in PSNR e del 32,6% in VMAF rispetto ad AV1, confermando l’efficacia del nuovo schema di compressione. Oltre al tradizionale streaming on-demand, AV2 è progettato per supportare esperienze multiview, realtà virtuale, realtà aumentata e videoconferenze ad alta risoluzione, aprendo scenari innovativi per eventi sportivi e contenuti immersivi.
Nel contesto di YouTube, più del 90% del catalogo è già codificato in AV1. Il passaggio a AV2 rappresenterà quindi un’evoluzione di una infrastruttura già consolidata, con un impatto iniziale limitato ai browser compatibili. In futuro, quando le soluzioni hardware saranno diffuse, anche le app mobili e le smart TV potranno trarre vantaggio dalle stesse ottimizzazioni.



