Il mondo delle startup italiane ha accolto questa settimana un nuovo protagonista: Exein, la società romana specializzata in cybersecurity per dispositivi IoT ha chiuso un finanziamento da 270 milioni di dollari, portando la sua valutazione a 1,7 miliardi. Con questo risultato, la giovane impresa si inserisce nella cerchia ristretta dei unicorni italiani, diventando il più recente esempio di azienda nata e cresciuta in Italia capace di superare la soglia del miliardo di dollari.
Fondata nel 2018 da Gianni Cuozzo, ex consulente per la NATO in materia di sicurezza informatica, Exein ha scelto una strategia poco convenzionale: proteggere i componenti hardware dei dispositivi prima che questi vengano assemblati. Anziché vendere software a produttori di elettrodomestici, la società collabora direttamente con fornitori di semiconduttori come Mediatek e Arm, inserendo le proprie soluzioni nei chip che alimentano lavatrici, telecamere, automobili e ogni altro oggetto connesso.
Exein: dal round da 270 milioni alla valutazione di 1,7 miliardi
Il capitale è stato guidato da Headline, con la partecipazione di investitori internazionali quali Sofina, Goldman Sachs, la European Investment Bank, KfW Capital e T.Capital di Deutsche Telekom. Il finanziamento non solo ha rafforzato il bilancio di Exein, ma ha anche confermato la fiducia del mercato nella capacità dell’azienda di difendere miliardi di dispositivi da attacchi informatici. L’approccio “a monte” consente di chiudere le vulnerabilità prima che siano integrate nella catena di produzione, riducendo drasticamente il rischio di una porta laterale per gli hacker.
Strategia di protezione a monte dei componenti
Stabilire partnership con leader del settore dei semiconduttori permette a Exein di inserire nel silicio funzioni di autenticazione, cifratura e rilevamento delle anomalie. Grazie a questi accordi, le tecnologie dell’azienda sono ora presenti in dispositivi destinati a mercati globali, dal Nord America all’Asia, contando già su un volume di installazioni pari a diversi miliardi di unità.
Gli altri unicorni italiani: fintech, AI e oltre
Exein non è l’unica realtà che ha raggiunto il traguardo del miliardo. Il panorama italiano comprende già realtà come Satispay e Scalapay, entrambe protagoniste del settore fintech. Satispay, nata come applicazione per i pagamenti via smartphone, ha ampliato la propria offerta includendo servizi di welfare aziendale, mentre Scalapay ha introdotto il modello “compra ora, paga dopo” per il retail online. Domyn, ex iGenius, rappresenta l’ambito dell’intelligenza artificiale enterprise sviluppa soluzioni AI sovrane volti a ridurre la dipendenza dalle piattaforme statunitensi e guida un consorzio europeo per un modello di AI open source. Altri nomi di spicco, sebbene non più privati, includono Bending Spoons, quotata al Nasdaq con una capitalizzazione di 24 miliardi, e Technoprobe, produttrice di probe card per il test dei chip.
Barriere all’espansione e ragioni del basso numero di unicorni
Il limitato numero di unicorni in Italia non è casuale. Tra gli ostacoli più citati vi sono l’eccessiva burocrazia e un sistema fiscale poco adatto alle esigenze delle startup. Inoltre, il mercato interno spesso non offre una scala sufficiente per sostenere una crescita rapida: la dimensione del mercato nazionale è inferiore a quella di paesi come Regno Unito o Francia, quest’ultimo conta circa trenta unicorni, tre volte l’Italia. Un altro fattore determinante è la scarsità di investitori di venture capital attivi localmente; la maggior parte dei finanziamenti di grossa taglia proviene da fondi esteri, come dimostra il round di Exein guidato da capitali statunitensi e europei.
Nonostante la flessione degli investimenti aggregati dal 2022, l’ecosistema italiano mostra segnali di ripresa grazie a iniziative pubbliche volte a stimolare il capitale di rischio e a una crescente presenza di imprenditori italiani all’estero, che hanno contribuito a creare circa 30 unicorni fuori dal territorio nazionale. Questi dati evidenziano che, sebbene il numero di unicorni domestici rimanga limitato, la capacità di produrre talento e innovazione è comunque presente, pronta a tradursi in nuovi successi qualora le condizioni di mercato e le politiche di sostegno migliorino.



