Il mondo del calcio piange la scomparsa di Franco Baresi una delle figure più iconiche e rispettate dello sport italiano. Conosciuto come il Kaiser Franz Baresi ha trascorso tutta la sua carriera nel Milan diventando un simbolo di dedizione, professionalità e successo.
La sua morte ha scatenato un’ondata di omaggi da parte di tifosi, compagni di squadra e personalità del calcio, tutti uniti nel ricordare un uomo che ha incarnato i valori più nobili dello sport. La sua eredità, fatta di trofei e momenti indimenticabili, continuerà a vivere nei cuori di chi lo ha ammirato.
Una carriera intera dedicata al Milan
Franco Baresi ha iniziato la sua avventura nel calcio con un provino all’Inter ma è stato scartato per la sua corporatura troppo esile. Fu allora che Italo Galbiati un osservatore del Milan, lo invitò a provare con i rossoneri. Dopo tre provini, Baresi entrò a far parte del vivaio del Milan, iniziando un legame che sarebbe durato per sempre.
Esordì in prima squadra nel 1977 e divenne capitano nel 1982, un ruolo che ricoprì per ben 15 stagioni. Con la maglia rossonera, Baresi ha vinto sei scudettitre Coppe dei Campionidue Coppe Intercontinentalidue Supercoppe Uefa e quattro Supercoppe italiane. La sua presenza in campo era sinonimo di sicurezza e leadership, qualità che lo resero un punto di riferimento per i compagni e un incubo per gli avversari.
La leggendaria difesa del Milan
Insieme a Paolo MaldiniMauro Tassotti e Alessandro Costacurta Baresi ha formato una delle difese più forti della storia del calcio. Questo quartetto ha permesso al Milan di stabilire il record di 58 partite consecutive senza sconfitta nei maggiori campionati nazionali d’Europa, un’impresa che testimonia la loro straordinaria capacità difensiva.
La maglia azzurra e i Mondiali del 1994
La carriera di Baresi in Nazionale è stata altrettanto illustre. Dopo un inizio in sordina, con poche presenze nelle prime competizioni, divenne un punto fermo della squadra sotto la guida di Azeglio Vicini. Il suo momento più memorabile arrivò ai Mondiali del 1994 negli Stati Uniti, dove, nonostante un infortunio al menisco, riuscì a recuperare in tempo per la finale contro il Brasile.
In quella partita, Baresi giocò una delle sue migliori prestazioni, ma il destino volle che l’Italia perdesse ai rigori. Le sue lacrime, insieme a quelle di Roberto Baggio rimangono una delle immagini più iconiche della storia del calcio italiano. La sua ultima partita in azzurro risale al 7 settembre 1994 mentre il ritiro dal calcio professionistico avvenne il 28 ottobre 1997.
Il Pallone d’oro e il riconoscimento dei tifosi
Franco Baresi è stato candidato per sette volte al Pallone d’oro arrivando a un soffio dalla vittoria nel 1989, quando il premio andò al suo compagno di squadra Marco van Basten. Nel 1999, in occasione del centenario del Milan, fu eletto dai tifosi Milanista del secolo un riconoscimento che testimonia l’amore e il rispetto che i sostenitori nutrivano per lui.
L’eredità di un campione
Dopo il ritiro, Baresi è rimasto legato al Milan come dirigente e ambasciatore, continuando a contribuire alla crescita del club. La sua influenza va oltre i trofei e le statistiche: ha rappresentato i valori del calcio, la passione per la maglia e il rispetto per gli avversari. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile, ma la sua eredità continuerà a ispirare generazioni di calciatori e tifosi.
In un’intervista a La Gazzetta dello SportFabio Capello ha ricordato Baresi come una parte fondamentale della storia del Milan, sottolineando il suo impegno e la sua dedizione. Anche Gerry Cardinale ha reso omaggio al capitano rossonero, definendolo un simbolo di eccellenza e valori.



