Le fiabe che abbiamo imparato da bambini spesso nascondono lati oscuri che i racconti edulcorati tendono a censurare. In anni recenti, case editrici e autori hanno scelto di esplorare proprio quegli aspetti, trasformando storie note in fumetti rivolti a un pubblico adulto. Queste riletture non si limitano a rendere le trame più cupe: usano il linguaggio visivo della nona arte per scavare in temi come violenza, identità, dipendenza e potere.
La selezione che segue mette a confronto sei esempi diversi, dal prequel che rilegge le origini di un eroe eternamente bambino alle versioni grottesche che deformano i personaggi fino alla satira. Ogni opera è accompagnata dalla sua impronta autoriale e dalla casa editrice, così da offrire una mappa per chi vuole avvicinarsi a queste letture senza perdere il filo della tradizione fiabesca.
Perché le fiabe si prestano alla reinvenzione
Le fiabe funzionano come contenitori simbolici: archetipi e situazioni facilmente riconoscibili permettono agli autori di ristrutturare significati e contesti. Nel fumetto questa operazione diventa visiva e seriale, consentendo di sviluppare prequel, sequel e universi narrativi estesi. Ad esempio, in certe riletture la Londra vittoriana diventa il palcoscenico per conflitti sociali che spiegano la crudeltà di alcuni antagonisti, mentre in altre la dipendenza da mondi immaginari diventa una lente per parlare di salute mentale. Il confronto tra infanzia idealizzata e realtà adulta è il motore di molte reinterpretazioni.
Elementi ricorrenti
Tra i topoi più frequenti troviamo l’esplorazione dell’identità (genere, ruolo sociale), la trasformazione del folclore in noir urbano e il ricorso al grottesco per mettere in crisi le certezze del lettore.
Titoli come Fables sfruttano l’idea dell’esilio dei personaggi fiabeschi in città moderne per costruire trame da murder mystery, spy story e conflitti politici interni. Altre opere, come le riletture di Pinocchio o Pelle d’uomo, usano la metafora tecnologica o il travestimento per interrogare libertà e controllo.
Le sei riletture consigliate
Di seguito una panoramica delle sei opere selezionate, con note su autori e case editrici. L’obiettivo non è solo evidenziare la componente più cupa, ma mostrare come ogni autore rilegga il materiale originario per costruire qualcosa di nuovo: dai prequel psicologici ai fumetti che trasformano la dolcezza in satira rancorosa.
Riletture oscure e psicologiche
Peter Pan di Régis Loisel (Editoriale Cosmo) è un prequel che scava nelle radici della giovinezza forzata, trasformando il Capitano Uncino in un’ombra di Jack lo Squartatore e mettendo in luce le dinamiche predatorie della Londra vittoriana.
Alice per sempre (D. Panosian, G. Spalletta, F. Mascolo; Saldapress) propone invece una Alice dipendente da pillole che la ricamano a un mondo fatato, fino al ricovero in clinica e a un incubo ancora più spaventoso. Entrambe le opere usano il trauma e la perdita dell’innocenza come chiavi interpretative.
Satira, grottesco e fantascienza
In una direzione diversa, Fables (Bill Willingham, Mark Buckingham; Panini Comics) sposta i personaggi fiabeschi in un quartiere di New York, dove Biancaneve è una politica locale e il Lupo Cattivo è un investigatore privato: un laboratorio per intrecciare generi diversi. Odio Favolandia di Skottie Young (Bao Publishing) è una satira amara, con una protagonista intrappolata per anni in un regno dai colori stucchevoli che corrompe la sua sanità mentale.
Pinocchio di Winshluss (Comicon Edizioni) reinventa il burattino come robot militare scappato al controllo del creatore, accompagnato da uno scarafaggio ubriaco; questa versione ha conquistato il premio come miglior fumetto al Festival di Angoulême. Infine, Pelle d’uomo (Hubert, Zanzim; Bao Publishing) sfrutta la magia del travestimento con la «pelle d’uomo» per esplorare privilegi e libertà di genere, trasformando i rapporti tra i personaggi in sorprese morali.
Queste opere dimostrano che la tradizione fiabesca è ancora fertile terreno creativo: il fumetto permette di estendere, deformare e approfondire storie note senza tradirne l’essenza. Che si tratti di noir metropolitano, di grottesco parodico o di riflessione sociologica, le riletture mantengono il dialogo con gli originali e invitano il lettore adulto a rileggere il passato con occhi nuovi.

