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17 Giugno 2026

Digital Markets Act: l’Antitrust italiana avvia indagine su Apple per iCloud

L'Antitrust italiana ha avviato un'indagine su Apple per verificare il rispetto del Digital Markets Act, con particolare attenzione al servizio iCloud e all'interoperabilità con servizi cloud terzi.

Digital Markets Act: l'Antitrust italiana avvia indagine su Apple per iCloud

In un contesto di crescente attenzione alle pratiche delle grandi aziende tecnologiche, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato un’indagine su Apple per verificare il rispetto del Digital Markets Act (DMA). Questo regolamento europeo, entrato in vigore il 7 marzo 2026, mira a garantire una concorrenza più equa nei mercati digitali, imponendo obblighi specifici ai cosiddetti gatekeeperovvero le piattaforme digitali che dominano il mercato.

L’indagine, comunicata pubblicamente il 16 giugno 2026, si concentra sul servizio iCloud e sulla sua interoperabilità con servizi cloud di terze parti. Secondo l’AGCM, Apple potrebbe non garantire l’accesso alle stesse componenti hardware e software utilizzate da iCloud, limitando così la concorrenza. Questo potrebbe costringere gli utenti a utilizzare esclusivamente iCloud per il backup completo dei loro dispositivi, svantaggiando i servizi concorrenti.

Il Digital Markets Act e gli obblighi dei gatekeeper

Il DMA introduce il concetto di gatekeeperidentificando sette operatori principali: AlphabetAmazonAppleBookingByteDanceMeta e Microsoft. Questi soggetti sono tenuti a garantire la libertà di scelta per gli utenti, evitando di vincolarli a una specifica piattaforma. Ad esempio, grazie al DMA, è ora possibile attivare chat con terze parti su WhatsApp, scaricare app su iPhone e iPad da fonti diverse dall’App Store e scollegare l’account Messenger dal profilo Facebook.

Uno degli obblighi chiave del DMA è l’interoperabilitàche richiede ai gatekeeper di permettere ai servizi concorrenti di accedere alle stesse componenti hardware e software utilizzate dai loro servizi proprietari. Nel caso di Apple, l’AGCM ha rilevato che i fornitori terzi di servizi cloud potrebbero non avere accesso alle stesse funzionalità di integrazione disponibili per iCloud, limitando così la loro capacità competitiva.

Le implicazioni economiche del cloud storage

Il tema del cloud storage non è marginale, sia per l’esperienza utente che per gli aspetti economici. In Europa, il settore dei servizi di cloud storage ha raggiunto un valore di circa 30,3 miliardi di euro nel 2026 e potrebbe superare i 36 miliardi nel corso del 2026. Per Apple, i servizi cloud rappresentano una parte significativa del fatturato, con iCloud che contribuisce insieme ad altri servizi come Apple Music e Apple TV.

Lo spazio di archiviazione gratuito offerto da iCloud è limitato a 5 GB, oltre i quali è necessario attivare un piano a pagamento. Questo modello di business potrebbe essere influenzato dalle decisioni dell’AGCM, che mira a garantire un mercato più aperto e competitivo.

Le prossime mosse dell’indagine

L’indagine è attualmente in corso e non si è ancora giunti a una condanna. Apple ha 60 giorni di tempo per chiedere di essere ascoltata a partire dalla notifica del provvedimento. L’AGCM chiuderà il procedimento entro il 31 marzo 2027 e trasmetterà i risultati alla Commissione europea, che avrà il compito di accertare eventuali violazioni e imporre sanzioni o misure correttive.

Questa indagine rappresenta un precedente importante, poiché è la prima volta che l’Antitrust italiana utilizza gli strumenti del DMA per vigilare su una big tech. Indipendentemente dall’esito, l’indagine contribuirà a definire nuovi standard per il rapporto tra servizi proprietari e operatori terzi all’interno dell’ecosistema mobile europeo.

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.