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Crescita globale dei datacenter: dove si concentrano i megawatt e perché conta

Scopri come le proiezioni di capacità dei datacenter ridefiniscono ruoli nazionali e regionali, con effetti su energia, normativa e investimenti

Crescita globale dei datacenter: dove si concentrano i megawatt e perché conta

Il panorama globale dei datacenter sta cambiando rapidamente: le stime indicano che la capacità negli Stati Uniti potrebbe triplicare, raggiungendo circa 102 GW se tutti i progetti in pipeline fossero completati. Questo slancio mostra come alcuni paesi stiano puntando a diventare hub infrastrutturali, mentre altri rischiano di perdere posizioni nelle classifiche mondiali, sia in termini assoluti di megawatt sia rispetto al rapporto con il PIL.

Dinamiche globali e spostamenti di classifica

Oggi il Regno Unito dispone di circa 1,76 GW di capacità operativa, una cifra che potrebbe salire verso i 4 GW se tutti i progetti in programma vedessero la luce. Tuttavia, secondo le analisi, questa crescita non sarebbe sufficiente a mantenere la posizione attuale: il Regno Unito potrebbe scivolare dalla quarta alla settima posizione nella classifica mondiale per capacità totale, superato da paesi come India, Malaysia e Australia.

Parallelamente, il rapporto MW su PIL (una misura che confronta la capacità elettrica dei datacenter con la dimensione dell’economia) vede il Regno Unito passare dall’ottavo al decimo posto una volta inclusi i progetti in pipeline.

Il ruolo delle regioni metropolitane

A livello regionale, Londra oggi vanta circa 1,53 GW di capacità installata e progetti in costruzione che la porterebbero a ~1,82 GW. Se si considera l’intero pipeline dichiarato, la cifra salirebbe fino a ~3,25 GW, con la possibilità di scalare posizioni nella graduatoria regionale. Va però ricordato che molte di queste iniziative sono ancora soggette a permessi e autorizzazioni, quindi il pipeline reale potrebbe differire dalle stime.

Casi di rapido sviluppo: Asia e America Latina

Alcuni paesi emergenti mostrano tassi di crescita straordinari. Gli Stati Uniti presentano una proiezione di crescita della capacità del ~221%, ma è l’Indonesia a distinguersi con un aumento stimato del 451%, portandosi a ~2,1 GW. Anche la Malaysia prevede un’espansione significativa, intorno al 279% fino a ~4,87 GW. Questi mercati cercano di servire economie regionali come Singapore, Tailandia e Vietnam, approfittando di risorse energetiche e terreni disponibili, oltre che di investimenti diretti di grandi operatori cloud.

Investimenti dei big tech e contesto regionale

La decisione di alcuni hub storici come Singapore di limitare lo sviluppo per vincoli di energia e territorio ha spalancato opportunità in Indonesia e Malaysia, dove aziende come Amazon, Google, Microsoft e Meta hanno annunciato impegni miliardari.

Questo spostamento illustra come la sovranità dei dati, la disponibilità energetica e i costi influenzino scelte strategiche e la geografia dei servizi cloud.

Regole, limiti di rete e casi europei

L’Irlanda è un esempio emblematico di crescita che ha incontrato un tetto infrastrutturale: con circa 1,27 GW installati (circa 1,2 GW concentrati nell’area di Dublino), è stata una delle prime aree a saturare la rete. Dal 2026 l’operatore di rete ha di fatto sospeso nuove connessioni nella Greater Dublin e, entro il 2026, i datacenter hanno assorbito ~21% del consumo elettrico nazionale. Nuove regole impongono a chi costruisce strutture oltre i 10 MW di garantire sistemi di generazione on-site per coprire la domanda.

Impatto delle norme sulla localizzazione dei dati

Paesi come India, Australia e Brasile mostrano tassi di crescita elevati legati anche a normative di data residency e requisiti di sovranità. L’India propone un aumento della capacità del ~222% fino a ~5,1 GW, mentre l’Australia vede una crescita stimata del ~224% verso ~4,8 GW. Il Brasile prevede un +218% fino a ~1,6 GW. Queste misure costringono fornitori cloud e operatori a sviluppare regioni locali per rispettare le regole nazionali.

Il significato del rapporto MW su PIL

Il confronto tra MW di capacità e PIL aiuta a capire se un Paese costruisce datacenter per uso interno o come servizio esportabile. Un rapporto elevato (per esempio in Irlanda, Indonesia, Malaysia) indica una strategia da “digital exporter“, con consumi energetici finalizzati a processare dati per altri mercati. Rapporti bassi (tipici di paesi come Giappone, Regno Unito, Paesi Bassi) segnalano economie mature dove i datacenter supportano prevalentemente l’attività interna.

Verso un equilibrio sostenibile

Due economie, gli Stati Uniti e l’Australia, sembrano posizionarsi per una crescita significativa ma più bilanciata grazie a spazi disponibili e potenziale rinnovabile: entrambi mostrano proiezioni forti in termini di aumento del rapporto MW su PIL, segnalando una possibile “zona ottimale” dove sviluppo infrastrutturale e sostenibilità possono convivere. In definitiva, la mappa futura dei datacenter dipenderà da vincoli energetici, regolatori e dalle scelte strategiche degli operatori globali.

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Scritto da Marco TechExpert

Ha testato ogni smartphone sin dal primo iPhone, ogni laptop, ogni gadget che prometteva di cambiare la vita. Sa distinguere la vera innovazione dal marketing. Le sue recensioni non cercano sponsor: cercano la verità su ciò che vale i soldi.

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