L’Intelligenza Artificiale (AI) sta rivoluzionando il settore della cybersecurity, con un impatto significativo sul lavoro quotidiano e sui livelli di stress dei professionisti. Secondo uno studio recente di ISC2 intitolato Rethinking AI’s Impact on Cybersecurity Roles l’AI sta ridefinendo la natura del lavoro nel campo della sicurezza informatica, portando sia benefici che nuove sfide.
Lo studio, pubblicato il 14 luglio 2026 rivela che mentre l’AI migliora l’efficienza e consente ai team di lavorare in modo più strategico, introduce anche nuovi rischi e pressioni. Scott Beale CEO di ISC2, ha dichiarato: “L’AI non sta sostituendo i professionisti della cybersecurity; sta cambiando ciò che la professione richiede loro.” Con l’AI che si occupa di compiti ripetitivi e analisi complesse, i ruoli nella cybersecurity si stanno spostando verso attività di maggiore valore, come la validazione dei risultati e l’applicazione del giudizio umano.
L’impatto dell’AI sullo stress lavorativo
Uno degli aspetti più interessanti dello studio è l’impatto dell’AI sui livelli di stress dei professionisti della cybersecurity. Secondo i dati raccolti, il 48% dei rispondenti ha dichiarato che l’AI ha ridotto il loro stress lavorativo, mentre il 32% ha riferito un aumento dello stress. Questa divisione riflette le diverse nature dei compiti assegnati ai professionisti.
Coloro che hanno riportato un aumento dello stress sono più propensi a trascorrere tempo a decidere quando fidarsi delle raccomandazioni generate dall’AI o a rivedere e validare i risultati dei modelli di AI. Inoltre, lo studio ha rilevato una forte correlazione tra livelli di stress più elevati e preoccupazioni riguardo all’impatto dell’AI sui sistemi di cybersecurity. Le principali preoccupazioni includono la spiegazione delle decisioni legate all’AI, la responsabilità per gli esiti influenzati dall’AI e la riduzione del giudizio umano nei punti decisionali critici.
Responsabilità e affidabilità dell’AI
Le preoccupazioni riguardo alla responsabilità sono particolarmente rilevanti. Molti rispondenti hanno riportato che, quando le azioni raccomandate dall’AI portano a esiti errati o dannosi, le organizzazioni tendono a ritenere responsabili i decisori umani. Inoltre, il 90% dei rispondenti ha affermato di aver ricevuto raccomandazioni errate da parte dell’AI.
D’altra parte, i professionisti che hanno dichiarato una riduzione dello stress grazie all’AI sono quelli il cui lavoro è diventato più hands-off. Questi professionisti trascorrono meno tempo a svolgere compiti manuali e a supervisionare i sistemi di cybersecurity, il che li fa sentire più a loro agio.
L’impatto dell’AI sui percorsi di carriera
Lo studio di ISC2 ha anche riacceso il dibattito sulla carenza di competenze nel settore della cybersecurity e sulla necessità di promuovere la sicurezza come opzione di carriera tra i giovani. L’AI sta cambiando la natura dei percorsi di carriera iniziali nel settore, non sempre in modo positivo. Circa il 60% dei partecipanti ha dichiarato che l’AI sta riducendo la necessità di ruoli di livello base, mentre solo il 4% ritiene che l’AI stia aumentando significativamente la necessità di professionisti di livello base.
Nonostante ciò, il 53% dei partecipanti ritiene che l’AI stia creando nuovi tipi di ruoli di livello base nella sicurezza. Tuttavia, il rapporto non ha rivelato la natura precisa di questi nuovi ruoli o come coloro che li svolgono si sentano riguardo a essi. Nonostante le sfide, il 48% dei rispondenti si sente più ottimista riguardo alle proprie prospettive di carriera nel settore della sicurezza, e il 62% ritiene che le competenze fondamentali di cybersecurity siano ancora essenziali.
Mentre l’AI migliora l’efficienza e consente ai professionisti di concentrarsi su attività di maggiore valore, introduce anche nuove pressioni e preoccupazioni. La chiave per affrontare queste sfide sta nell’investire in governance, validazione, mentoring e sviluppo delle competenze a tutti i livelli.



