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14 Luglio 2026

Intel Starfire: il chip spaziale con tecnologia 18A

Intel ha sviluppato Starfire, un chip spaziale con tecnologia 18A, progettato per operare in condizioni estreme e supportare l'intelligenza artificiale in orbita.

Intel Starfire: il chip spaziale con tecnologia 18A

Intel ha annunciato il lancio di Starfire un processore avanzato progettato specificamente per le missioni spaziali. Questo chip, destinato ai veicoli spaziali della NASA rappresenta un passo significativo nell’evoluzione dell’elettronica per l’esplorazione cosmica. I primi campioni di Starfire saranno disponibili nel terzo trimestre del 2026.

Starfire è stato sviluppato utilizzando la tecnologia di processo Intel 18A la stessa impiegata per i processori della serie Intel Core Ultra Series 3. Tuttavia, a differenza dei chip per uso consumer, Starfire è progettato per operare in condizioni estreme, con temperature comprese tra -55 e +125° C e resistenza alle radiazioni ionizzanti. La durata prevista del chip supera i 10 anni un requisito fondamentale per le missioni spaziali di lunga durata.

Specifiche tecniche di Starfire

Intel ha progettato due versioni di Starfire: una LowPower e una Performance. Entrambe le versioni condividono una CPU octa-core, composta da quattro Performance core e quattro Low Power Efficiency core ma differiscono per le frequenze operative e il consumo energetico.

La versione LowPower ha una CPU con frequenze di 1 GHz per i Performance core e 850 MHz per i Low Power Efficiency core, una GPU Xe3 con 64 unità di esecuzione e una NPU con tre tile. Il TDP è di 10 Watt e le prestazioni raggiungono fino a 45 TOPS.

La versione Performance, invece, offre frequenze più elevate: 3,1 GHz per i Performance core e 2,1 GHz per i Low Power Efficiency core. La GPU Xe3 opera a 2 GHz e il TDP è di 35 Watt con prestazioni fino a 75 TOPS.

Entrambe le versioni supportano memorie LPDDR5/DDR5 e 12 linee PCIe 4.0. La NPU garantisce elevate prestazioni AI, rendendo Starfire ideale per l’elaborazione locale di modelli di intelligenza artificiale, come l’analisi delle immagini catturate dai satelliti in orbita.

Resistenza alle radiazioni e applicazioni spaziali

Uno degli aspetti più distintivi di Starfire è la sua capacità di resistere alle radiazioni ionizzanti, un requisito cruciale per i chip destinati all’uso spaziale. Intel ha adottato tecnologie di hardening per proteggere il chip dagli effetti delle radiazioni, garantendo un funzionamento affidabile in ambienti estremi.

Starfire è progettato per operare in un intervallo di temperature estremo, da -55° C a +125° C e ha una durata prevista superiore ai 10 anni. Queste caratteristiche lo rendono ideale per l’uso in satelliti e altre piattaforme spaziali che non possono essere sottoposte a manutenzione una volta dispiegate.

Intel ha una lunga storia di collaborazione con la NASA, fornendo chip per missioni spaziali. Il processore 80386 è stato installato negli Space Shuttle e sulla Stazione Spaziale Internazionale mentre un 80486 è presente sullo Space Hubble. Con Starfire, Intel punta a continuare questa tradizione, offrendo una soluzione avanzata per le future missioni spaziali.

Starfire rappresenta un passo avanti significativo nell’elettronica spaziale, combinando prestazioni elevate con resistenza alle condizioni estreme dello spazio. Con il suo lancio previsto per il terzo trimestre del 2026, questo chip promette di rivoluzionare l’elaborazione dei dati in orbita e supportare le future esplorazioni cosmiche.

Autore

Roberto Capelli

Roberto Capelli di Milano annotò i dati di una mensa aziendale durante un’indagine sul pasto lavorativo; quella visione epidemiologica modellò la sua linea editoriale, orientata a scelte alimentari misurate. In redazione difende chiarezza scientifica e conserva ricette leggere annotate a mano.