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15 Agosto 2026

Come gli pneumatici stanno cambiando la sostenibilità delle flotte aziendali

Dall'usura alla rigenerazione, scopri come gli pneumatici stanno diventando un elemento chiave per la sostenibilità delle flotte aziendali

Come gli pneumatici stanno cambiando la sostenibilità delle flotte aziendali

Quando si parla di mobilità sostenibile l’attenzione si concentra spesso su veicoli elettrici e riduzione delle emissioni. Tuttavia, un elemento cruciale e spesso trascurato è rappresentato dagli pneumatici che accompagnano ogni veicolo per decine di migliaia di chilometri.

In questo contesto, l’Osservatorio Impatto Pneumatici (OIP) promosso da EM Fleet sta studiando l’inquinamento generato dall’abrasione degli pneumatici e il ruolo che una gestione più evoluta può avere nella riduzione dell’impatto ambientale delle flotte.

L’usura degli pneumatici: un fenomeno sottovalutato

Uno pneumatico destinato ad autobus o veicoli industriali può perdere mediamente circa 13 chilogrammi di materiale durante il proprio ciclo di utilizzo. Su un veicolo equipaggiato con sei pneumatici, questo significa oltre 78 chilogrammi di materiale disperso nell’ambiente. Su una flotta di 100 veicoli, si arriva quasi a 8 tonnellate di materiale nell’arco di un ciclo completo di utilizzo.

L’usura degli pneumatici non è solo una questione di sicurezza e durata ma anche di sostenibilità. La gestione corretta degli pneumatici può diventare una leva strategica per le flotte aziendali, influenzando sia l’efficienza operativa che l’impatto ambientale.

Fattori che influenzano l’usura

L’usura degli pneumatici può essere influenzata da diverse variabili operative, tra cui la pressione di gonfiaggio la scelta dello pneumatico la manutenzione preventiva l’assetto del veicolo e le condizioni di utilizzo. Questi stessi fattori possono incidere anche sui consumi di carburante rendendo la gestione degli pneumatici un elemento chiave per il fleet management.

Il ruolo dell’Osservatorio Impatto Pneumatici

L’Osservatorio Impatto Pneumatici (OIP) nasce con l’obiettivo di raccogliere informazioni, sviluppare analisi e mettere in relazione ricerca, istituzioni, produttori e gestori di flotte. L’obiettivo è trasformare lo pneumatico in un nuovo indicatore della qualità della gestione della flotta, non solo in termini di costo e durata ma anche di consumousura e impatto ambientale.

Entro il 2027 OIP prevede di pubblicare il primo Rapporto dedicato all’inquinamento da abrasione degli pneumatici e al contributo che una corretta gestione tecnica può offrire alla riduzione dell’impatto ambientale delle flotte.

Innovazioni nel riciclo degli pneumatici

Parallelamente, il settore degli pneumatici sta vedendo innovazioni significative nel campo del riciclo. Pirelli insieme a PyrumBASF e Synthos ha avviato un progetto europeo che mette in collegamento tutte le fasi del recupero degli pneumatici fuori uso, dalla raccolta alla trasformazione fino al loro reimpiego nella realizzazione di nuovi prodotti.

Il processo di recupero prevede l’uso della pirolisi per ottenere recovered carbon black (rCB) e olio da pirolisi. Il carbon black rigenerato viene trattato e reimpiegato direttamente nella produzione europea di Pirelli, mentre l’olio da pirolisi viene utilizzato come materia prima per la produzione di intermedi chimici destinati all’industria della gomma.

L’intero processo è certificato secondo lo standard ISCC PLUS che garantisce la tracciabilità dei materiali riciclati lungo tutta la filiera produttiva. L’obiettivo è aumentare la quota di materie prime seconde impiegate nella produzione di pneumatici, riducendo il ricorso a materiali vergini.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.