Come aprire una ditta di pulizie

Gli elementi da valutare prima di aprire la propria ditta di pulizie

aprire una ditta di pulizie

Aprire un’impresa di pulizie in questo momento è sicuramente una buona idea. Il mercato è, infatti, in forte espansione, nonostante l’invisibilità che sembra affliggere la categoria. Come per tutte le attività, avviare un business in questo settore richiederà un buon senso imprenditoriale e un oculato studio del mercato, al fine d’identificarne la fetta più adeguata alla tipologia d’impresa che stiamo configurando. In questo articolo cercheremo di darti tutte le informazioni necessarie per aprire una ditta di pulizie.

Come aprire una ditta di pulizie: le basi

Partiamo dalle basi: di che cosa si occupa un’impresa di pulizia? Un’impresa di pulizia si occupa d‘igienizzare e pulire ambienti lavorativi o residenziali, sia pubblici che privati, passando per una lunga serie di specializzazioni, come il lavaggio della moquette o una lucidatura al marmo. Tra gli interventi ritenuti straordinari, ci possono essere sanificazioni specifiche di ambienti, pulitura profonda al termine di lavori di straordinaria manutenzione o di ristrutturazione o costruzione, disinfestazione. Un’impresa di pulizia si occupa quindi di operazioni ordinarie e straordinarie che vengono stabilite con i propri clienti e che saranno specifiche a seconda delle loro esigenze.

E’ inoltre importante tenere presente che, al fine di offrire una gamma di servizi completa, volta ad accontentare le esigenze più disparate, è necessario verificare quali tipologie di certificazioni sono richieste per ogni settore, anche per quanto riguarda la scelta dei prodotti da utilizzare.

I costi per aprire una ditta di pulizie

Prima di aprire la nostra ditta di pulizie, è necessario valutare quanto andremo a spendere. Parlare in termini di numeri non è semplicissimo, dal momento che i costi dipenderanno dalla tipologia di azienda e dalla tipologia di servizio che andremo ad offrire. Tuttavia, è possibile darne un quadro generale.

I costi burocratici, ovvero quelli necessari per l’apertura di una Partita Iva e per la frequentazione di corsi mirati ad ottenere le certificazioni che permettono di avviare un’impresa di pulizie, non influiranno di molto sul nostro budget iniziale.

Le spese più alte saranno invece quelle inerenti all’acquisto di macchinari, prodotti per la pulizia, assunzione dei dipendenti. Inoltre, è necessario tenere in considerazione anche i costi dell’apertura del magazzino per i macchinari e i veicoli, e quelli per l’apertura degli uffici amministrativi.

Una volta aperta l’attività, saranno infine necessari dei costi per la gestione dell’intera attività. Le spese principali inerenti alla gestione includeranno:

  • Spese amministrative
  • Costo dei dipendenti
  • Spese di affitto del locale
  • Costi per la manutenzione dei macchinari

Come aprire una ditta di pulizie: le modalità di finanziamento

Come abbiamo appena visto, aprire una ditta di pulizie richiede dei costi elevati. Per far fronte a tutte le spese è quindi necessario procedere alla richiesta di un prestito. Ma quali sono le migliori modalità di finanziamento?

La prima modalità di finanziamento è quella tramite le imprese. Essa consiste in particolari mutui e prestiti concessi dalle banche a coloro che vogliono aprire un’impresa nel territorio italiano. Solitamente si richiedono anche garanzie reali o personali per sostenere il prestito.

Una seconda modalità è il prestito personale. Nel caso in cui si abbiano già dei liquidi da parte, per cofinanziare l’avvio della propria attività è possibile scegliere di richiedere anche un prestito personale. Esistono infatti finanziarie che offrono prestiti a coloro che hanno delle garanzie personali o una proprietà immobiliare.

Infine, è possibile ricorrere al prestito d’onore. Questa forma di finanziamento è concessa dallo Stato italiano mediante le banche oppure attraverso la partecipazione ai bandi indetti dall’Unione Europea. Il prestito d’onore è ideale per coloro che desiderano ottenere un finanziamento agevolato e che desiderano ottenere una parte del prestito a fondo perduto.

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Scritto da Chiara Cichero