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4 Agosto 2026

Club sociali a pagamento: pro e contro di questa nuova tendenza

Scopri come i club sociali a pagamento stanno rivoluzionando il modo di fare amicizia e se possono essere la soluzione alla solitudine urbana

Club sociali a pagamento: pro e contro di questa nuova tendenza

Vivere in una grande città può essere un’esperienza solitaria, nonostante la folla e il fermento costante. Un fenomeno sempre più diffuso sta cercando di combattere questa solitudine: i club sociali a pagamento. Questi gruppi curati offrono un modo strutturato e sicuro per conoscere nuove persone, ma sono davvero la soluzione al problema della solitudine?

I club sociali a pagamento non sono una novità assoluta. Fin dal XVI secolo, esistono club privati in Gran Bretagna, come i famosi gentlemen’s clubs di Londra. Tuttavia, la differenza principale risiede nel modello di business. Mentre i club tradizionali erano spesso non profit o basati sulla proprietà condivisa, le piattaforme online moderne come Timeleft e Chirpy Plus operano come aziende private a scopo di lucro.

La solitudine nel XXI secolo

La solitudine è un problema di salute pubblica sempre più preoccupante. Secondo i dati, circa uno su sei australiani sopra i 15 anni si sente spesso molto solo. La solitudine non è semplicemente la mancanza di compagnia, ma il divario tra le connessioni che desideriamo e la realtà che viviamo. Non si tratta di quanti amici abbiamo, ma della qualità di queste relazioni.

Tuttavia, esiste una minoranza di persone che trovano felicità nella solitudine. Questi individui vivono una vita che potrebbe essere etichettata come ‘solitaria’, ma si sentono profondamente appagati grazie a scopi, creatività, spiritualità o semplicemente al tempo trascorso da soli. Per loro, la solitudine non è un problema, ma una scelta di vita.

Il costo dell’amicizia

I club sociali a pagamento promettono un modo a basso rischio per incontrare nuove persone, specialmente per chi si sente isolato o vuole uscire dal mondo virtuale. Tuttavia, monetizzare le connessioni umane solleva alcune tensioni etiche. Le membership possono variare da pochi dollari al mese per piattaforme comunitarie a quasi cento dollari all’anno per servizi premium.

Le tariffe più elevate, soprattutto per i club più popolari, possono ampliare le disuguaglianze sociali. Essere esclusi da gruppi selezionati può intensificare i sentimenti di isolamento e rafforzare barriere invisibili di discriminazione. Se la membership diventa un privilegio, chi rimane escluso potrebbe pagare un prezzo sociale.

L’amicizia vera si basa su fiducia, reciprocità e vulnerabilità condivisa. Questi club possono aiutare a trovare persone con interessi simili e offrire un punto di ingresso per gli introversi, ma non garantiscono amicizie durature. Riempire il calendario di attività potrebbe sembrare promettente, ma potrebbe lasciare una sensazione di solitudine ancora più profonda.

Come costruire amicizie significative

L’amicizia funziona meglio quando si sviluppa attraverso connessioni reciproche e impegno, non attraverso la convenienza curata. Ecco alcuni consigli per fare nuove amicizie, che tu scelga di unirti a un club a pagamento o meno.

Dai tempo al tempo. L’amicizia è un processo lento che si costruisce attraverso momenti ripetuti, non attraverso una chimica istantanea. Inizia con piccoli passi. Invece di riempire il calendario con diversi eventi curati che potrebbero sembrare transazionali, è meglio scegliere un singolo evento ripetuto, come un incontro mensile o quindicinale, a cui tornare per costruire legami significativi nel tempo.

Se vuoi unirti a un gruppo, cerca un hobby che ti appassioni. Questo ti darà un punto di partenza naturale per incontrare persone con interessi simili e costruire amicizie basate su passioni condivise.

Infine, ricorda che l’amicizia è un viaggio, non una destinazione. Richiede tempo, pazienza e apertura. Non importa come incontri nuove persone, l’importante è essere disposti a investire in quelle relazioni e permettere loro di crescere naturalmente.

Autore

Camilla Pellegrini

Camilla Pellegrini, genovese e già infermiera, racconta ancora la notte trascorsa nel pronto soccorso di Sampierdarena quando decise di tradurre esperienza clinica in contenuti divulgativi. In redazione sostiene un approccio rigoroso e porta con sé cartoline e appunti di turni reali.