I mercati finanziari hanno aperto la settimana con un’aria di incertezza, influenzati dalle recenti tensioni tra Stati Uniti e Iran. Le preoccupazioni per la situazione nel Golfo Persico hanno spinto gli investitori a mantenere un atteggiamento prudente, in attesa dei dati sull’inflazione americana e dell’intervento del governatore della Fed Kevin Warsh.
Le borse europee hanno chiuso la giornata con un leggero rialzo, con Milano che ha registrato un aumento dello 0,37%, seguita da Parigi e Francoforte. Londra, invece, ha chiuso in leggero calo. Il settore energetico ha beneficiato dell’impennata dei prezzi del petrolio, mentre il comparto tecnologico ha subito un nuovo colpo, soprattutto a causa del calo dei titoli sudcoreani.
Il settore energetico in primo piano
Il petrolio ha registrato un aumento significativo, con i future sul Brent che hanno guadagnato il 3,17% a 78,4 dollari al barile. L’Opec ha tagliato ulteriormente le previsioni di crescita della domanda mondiale di petrolio per il 2026, segnalando un impatto minore sui consumi dall’inizio della guerra in Iran rispetto ad altri previsori.
Anche il gas naturale ha registrato un forte rialzo, con i future scambiati ad Amsterdam che hanno guadagnato il 4,4% a 50,8 euro al megawattora. Le tensioni nel Golfo Persico hanno alimentato le preoccupazioni sulle spedizioni di GNL attraverso lo Stretto di Hormuz, contribuendo all’aumento dei prezzi.
Wall Street in calo
Wall Street ha aperto la giornata in calo, con il Dow Jones che ha lasciato sul terreno lo 0,17%, lo S&P 500 lo 0,39% e il Nasdaq lo 0,88%. I titoli del settore dei semiconduttori sono stati sotto pressione, con SK Hynix che ha perso oltre il 14% a Seul e Micron Technology che ha ceduto il 6,1%.
Le tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno pesato sui mercati, con gli investitori che attendono con ansia il dato sull’inflazione di giugno e l’intervento del governatore della Fed Kevin Warsh. Il clima di avversione al rischio ha spinto gli investitori a cercare rifugio in asset più sicuri, come l’oro e i titoli di Stato.
Le banche in primo piano
Nel settore bancario, Banco Bpm ha intensificato le interlocuzioni con Crédit Agricole per ottenere garanzie sulla tutela dell’autonomia della banca. Sullo sfondo, i rumors indicano un possibile nuovo interessamento di Unicredit sull’istituto di Piazza Meda. Mps ha registrato un aumento dell’1,3%, con l’amministratore delegato Luigi Lovaglio che ha dichiarato il potenziale dell’istituto senese superiore a quello attualmente riflesso dalla Borsa.
Fineco ha brillato con un aumento dell’1,8%, dopo le indiscrezioni su un potenziale interesse di Unicredit. Le banche italiane sono state al centro dell’attenzione, con gli investitori che monitorano da vicino le mosse strategiche degli istituti di credito.



