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30 Giugno 2026

Balenciaga: licenziamento confermato per molestie dopo le denunce di sette colleghe

Un manager della sede di Scandicci di Balenciaga è stato licenziato in tronco dopo indagini interne che hanno raccolto le denunce di sette colleghe. Il tribunale civile ha respinto il ricorso contro il provvedimento disciplinare.

Balenciaga: licenziamento confermato per molestie dopo le denunce di sette colleghe

Firenze, 30 giugno 2026 — Il rapporto interno e gli esiti giudiziari segnano la conclusione di una vicenda che ha coinvolto un dirigente della sede produttiva di Scandicci di Balenciaga. Dopo una survey aziendale che aveva evidenziato un clima negativo nel reparto, risorse umane hanno avviato accertamenti che hanno portato al licenziamento immediato del manager.

Le indagini sono state alimentate dalle dichiarazioni di sette colleghe, che hanno descritto episodi di comportamenti inappropriati e battute discriminatorie. L’uomo, quarantenne con una retribuzione dichiarata intorno ai 250.000 euro annui, ha impugnato il provvedimento ma il tribunale civile ha rigettato il ricorso confermando il licenziamento.

Comportamenti contestati dalle colleghe e contesto dell’indagine

Secondo le testimonianze raccolte, nel corso di riunioni e in momenti informali il manager avrebbe pronunciato frasi a contenuto sessuale e fatto gesti di carattere fisico non richiesti. Alcuni episodi descritti includono la simulazione del gesto di suonare una campanella accompagnata dalla frase: “Ragazze è l’ora del sesso”, e in due occasioni l’applicazione di pacche sui glutei di lavoratrici. Inoltre, sono state segnalate confidenze fisiche indesiderate come baci sul collo e massaggi non concordati al collo e alle spalle.

Commenti a sfondo razziale e religioso

Oltre alle molestie di natura sessuale, le testimonianze documentano battute e offese legate al colore della pelle e alla provenienza. In una riunione il dirigente avrebbe chiesto a una sottoposta: “Perché sei così scura? Sei marocchina?”. Alla risposta della donna, che si è definita ebrea, secondo gli atti l’uomo avrebbe proseguito con una domanda offensiva sul comportamento sessuale legato alla fede, generando ulteriore sconcerto e imbarazzo tra i presenti.

Accertamenti interni, mail e altri episodi concreti

L’avvio degli accertamenti aziendali è scaturito da un listening survey finalizzato a misurare la percezione del clima lavorativo. Il reparto diretto dal manager ha registrato un indice molto basso sulla voce “assenza di discriminazione”. Risorse umane hanno quindi raccolto dichiarazioni individuali da circa una decina di donne impiegate nel settore senza la presenza dei vertici, costruendo un quadro coerente di lamentele sul trattamento subito.

Tra le situazioni prese in esame figurano anche l’invio di una mail dal pc di una collega con oggetto e testo discutibili e la messa in atto di “scherzi” ritenuti inaccettabili. Un episodio descritto nei verbali parla di una dipendente momentaneamente legata a una sedia con un elastico, mentre altri racconti evidenziano ripetute battute sul peso e confidenze fisiche forzate.

Testimonianze raccolte e valutazione aziendale

Le sette colleghe chiamate a deporre in sede giudiziaria hanno confermato le accuse mosse in sede interna, fornendo dettagli sugli atteggiamenti e sulle frasi pronunciate. La società ha ritenuto tali comportamenti gravemente lesivi della dignità personale e del ruolo professionale delle lavoratrici, motivando il licenziamento in tronco del dirigente.

Il provvedimento disciplinare è stato La difesa ha prodotto testimonianze a sostegno, tra cui quella della moglie e di un’amica, ma tali elementi non hanno mutato l’esito del giudizio di primo grado.

Con il rigetto del ricorso da parte del tribunale civile di Firenze, il licenziamento è stato confermato. L’avvocato del dirigente ha annunciato l’intenzione di presentare appello, aprendo così la strada a un ulteriore passaggio processuale che deciderà della validità definitiva del provvedimento disciplinare.

La vicenda mette in luce come strumenti di ascolto interno come il listening survey possano innescare verifiche importanti e portare a misure disciplinari significative quando emergono comportamenti ritenuti lesivi. L’attenzione su correttezza, tutela della dignità e assenza di discriminazioni resta al centro del dibattito aziendale e giuridico.

Autore

Niccolò Conforti

Niccolò Conforti ha seguito il lancio di una startup napoletana in un incontro al Centro Direzionale, sostenendo una linea editoriale pro-innovazione nel settore fintech. Analista fintech, porta un dettaglio biografico: mantiene un registro delle prime pitch a cui ha assistito a Napoli.