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12 Settembre 2026

Auto in Italia: come sono cambiate le scelte degli acquirenti negli ultimi anni

Esplora le tendenze del mercato auto italiano, dalla crescita dei prezzi alla preferenza per le auto usate, e scopri come le nuove tecnologie stanno influenzando le scelte degli acquirenti

Auto in Italia: come sono cambiate le scelte degli acquirenti negli ultimi anni

Il mercato automobilistico italiano sta vivendo una trasformazione significativa. Negli ultimi anni, si è assistito a un aumento costante dei prezzi delle auto nuove, accompagnato da un cambiamento nelle abitudini di acquisto degli italiani. Le auto usate stanno guadagnando sempre più popolarità, diventando una scelta preferenziale per molti consumatori.

Questo fenomeno è stato influenzato da diversi fattori, tra cui la proliferazione di piattaforme online che facilitano la compravendita, l’aumento dell’affidabilità dei motori moderni e l’incremento dei costi delle materie prime. Inoltre, l’installazione di sistemi tecnologici avanzati e l’aumento dei costi dei semiconduttori hanno contribuito a rendere le auto nuove sempre più costose.

L’ascesa delle auto usate

Nel 2025, sono state registrate oltre 3,2 milioni di passaggi di proprietà di auto usate, più del doppio rispetto alle auto nuove. Questo cambiamento è stato determinato dalla necessità di risparmiare sui costi di acquisto, soprattutto in un contesto di inflazione e aumento dei prezzi dei beni di prima necessità.

Le piattaforme online hanno reso più facile confrontare i prezzi, analizzare le condizioni dei veicoli e verificare l’affidabilità dei rivenditori. Inoltre, i motori moderni sono diventati più affidabili, aumentando il valore percepito delle auto usate. Questo ha reso l’acquisto di un’auto usata una scelta sempre più conveniente e sicura.

L’impatto dei cambiamenti tecnologici

L’installazione di sistemi di assistenza alla guida avanzati, come gli ADAS ha contribuito all’aumento dei prezzi delle auto nuove. Questi sistemi, insieme all’aumento dei costi delle materie prime e dei semiconduttori, hanno reso le auto nuove sempre più costose. Tuttavia, l’aumento dei redditi medi delle famiglie italiane non è stato sufficiente a compensare l’inflazione e i rincari dei beni di prima necessità.

Dal 2016 al 2024, il reddito netto delle famiglie italiane è cresciuto da 24.500 euro a 39.501 euro. Nonostante questo aumento, molti consumatori preferiscono acquistare auto usate per risparmiare sui costi di acquisto e mantenimento.

Le differenze tra i segmenti di mercato

Le auto di segmento A come le citycar, hanno subito un rincaro minore rispetto ad altri segmenti. Nel 2025, il prezzo medio di queste auto è stato di 15.519 euro, con un aumento di circa 5mila euro rispetto al 2016. Le auto di segmento B come le berline e i Suv, hanno visto un aumento di prezzo più significativo, con un rincaro complessivo di più di 7mila euro per le berline e di circa 5mila euro per i Suv.

Le auto di segmento C come le berline compatte, offrono un alto livello di comfort e abitabilità, rendendole una scelta popolare per le famiglie. Tuttavia, anche questi modelli hanno subito un aumento dei prezzi, rendendo le auto usate una scelta sempre più conveniente.

Le preferenze degli acquirenti

Gli italiani stanno sempre più optando per auto usate, preferendo allungare i tempi di finanziamento per acquistare veicoli migliori. Le durate dei finanziamenti si sono allungate, con un aumento delle richieste per finanziamenti di 4-5 anni e oltre 5 anni. Le rate mensili si concentrano nella fascia di 250-500 euro, con una preferenza per una maxi-rata finale di 15mila euro.

Le richieste di finanziamento sono aumentate del 6,7% nel primo semestre del 2026, con una crescita significativa nel Sud Italia, dove le richieste sono aumentate del 15,5% in Campania, del 16,2% in Puglia e del 14,1% in Sicilia. Inoltre, le donne e la Gen Z stanno acquistando sempre più auto, con un aumento delle richieste del 12,4% per le donne e del 14,9% per la Gen Z.

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.