Il mercato automobilistico cinese sta vivendo un momento di transizione. Mentre le vendite interne di auto elettriche mostrano segni di rallentamento, l’export verso l’Europa è in forte crescita. Questo fenomeno riflette una strategia di adattamento e espansione da parte dei principali costruttori cinesi, che stanno ridefinendo il panorama globale dell’auto elettrica.
Nel primo semestre del 2026, le immatricolazioni di auto elettriche in Cina hanno registrato un calo significativo. Questo trend è attribuibile a diversi fattori, tra cui la saturazione del mercato e la guerra dei prezzi tra i produttori. Tuttavia, nonostante il rallentamento interno, le esportazioni verso l’Europa stanno registrando numeri record.
Il rallentamento del mercato interno cinese
Secondo i dati della China Passenger Car Association (CPCA) le vendite di auto elettriche in Cina sono diminuite del 22% a maggio 2026, raggiungendo quota 1,5 milioni di unità. Questo calo è il risultato di una combinazione di fattori, tra cui la saturazione del mercato e la guerra dei prezzi tra i produttori. La concorrenza omogenea con modelli dall’aspetto simile e configurazioni smart quasi identiche, ha smorzato l’interesse dei consumatori.
La guerra in Medio Oriente e il conseguente rialzo dei prezzi del petrolio hanno ulteriormente aggravato la situazione. Nonostante l’abbassamento progressivo dei prezzi, solo i brand già forti potranno consolidare la loro posizione sul mercato interno. Gli esperti prevedono che solo dai 5 ai 10 produttori cinesi sopravvivranno alla recessione, mentre una percentuale ampia verrà inglobata dai colossi o scomparirà del tutto.
L’espansione verso l’Europa
Mentre il mercato interno rallenta, l’export verso l’Europa è in forte crescita. A maggio 2026, le esportazioni cinesi di veicoli a nuova energia hanno sfiorato quota 450.000 unità, il livello più alto mai registrato in un singolo mese. A trainare la crescita internazionale sono soprattutto BYDChery e Geely mentre la fabbrica Tesla a Shanghai continua a svolgere un ruolo centrale nelle esportazioni.
I costruttori cinesi stanno adottando una strategia di adattamento e espansione, aprendo o pianificando fabbriche direttamente in Europa. Questo approccio permette loro di aggirare in larga parte le sovrattasse, poiché un’auto costruita in Europa non viene trattata come un prodotto importato. Le fabbriche cinesi in Europa diventano così la prova più evidente che la strategia difensiva ha prodotto un effetto contrario a quello sperato, trasformando un tentativo di chiusura in un’occasione di insediamento stabile.
La situazione globale
Secondo i dati diffusi da Benchmark Mineral Intelligence (BMI) a maggio 2026 le vendite nel mondo di veicoli full electric e ibridi plug-in sono state 1,8 milioni, in crescita del 3% rispetto allo stesso mese del 2026 e del 7% rispetto ad aprile scorso. Tuttavia, dietro il dato complessivo si nascondono dinamiche diverse tra le principali regioni del pianeta.
L’Europa si conferma il mercato più florido, con le vendite di auto elettriche cresciute del 23% su base annua e del 2% rispetto ad aprile. A sostenere la domanda contribuiscono gli incentivi pubblici attivi in alcuni Paesi e il rialzo dei prezzi dei carburanti, che rende le vetture a batteria più competitive. In Nord America, invece, le immatricolazioni EV risultano in calo del 26% rispetto a maggio 2026 e del 25% da inizio anno.
Mentre le vendite interne mostrano segni di rallentamento, l’export verso l’Europa è in forte crescita. Questa dinamica riflette una strategia di adattamento e espansione da parte dei principali costruttori cinesi, che stanno ridefinendo il panorama globale dell’auto elettrica.


