Nel 2026, 62 giovani toscani avranno l’opportunità di vivere un’esperienza unica e trasformativa grazie ai viaggi missionari organizzati dalle 18 diocesi della regione. Questo progetto, sostenuto dalla Regione Toscana e dalla Conferenza Episcopale Toscana (CET), rappresenta un investimento significativo nel futuro dei giovani e nella promozione della cooperazione internazionale.
L’iniziativa, che fa parte del progetto Giovanisì mira a offrire ai giovani un’esperienza di incontro con popoli, culture e religioni diverse, promuovendo la cooperazione, l’impegno civile e la crescita personale. Le destinazioni includono paesi come il Congo, il Ruanda, la Tanzania, l’Angola, il Burkina Faso, la Bolivia, il Brasile, le Filippine, Palermo, Lampedusa e la Bosnia.
Un investimento nella crescita personale e civile
Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha espresso il suo orgoglio per questo progetto, sottolineando che sostenere i viaggi missionari dei giovani significa investire in un’esperienza che educa a ciò che davvero conta. “Questi percorsi internazionali insegnano ai ragazzi a costruire amicizie sincere con culture e religioni diverse, a dialogare con comunità lontane e a scoprire che la cooperazione nasce sempre dall’ascolto e dal rispetto reciproco”, ha dichiarato Giani.
Il sottosegretario Bernard Dika ha aggiunto che queste esperienze sono una vera palestra che forma cittadini consapevoli e aperti al mondo. “Stare accanto a popoli diversi, condividere la quotidianità, affrontare con spirito di adattamento contesti nuovi e talvolta complessi, significa imparare la cooperazione tra i popoli ed educare autenticamente al rispetto e alla Pace”, ha affermato Dika.
Il valore educativo e culturale dei viaggi missionari
A nome della CET, il vescovo mons. Gherardo Gambelli ha espresso gratitudine alla Regione Toscana per il sostegno ai viaggi internazionali. “Al di là del contributo economico, apprezziamo il riconoscimento che viene dato al valore culturale, educativo e civile di questi viaggi che consentono di conoscere realtà lontane dalla nostra”, ha detto Gambelli.
Gambelli ha sottolineato che i giovani che partecipano a questi viaggi sviluppano una maggiore conoscenza del mondo e dei problemi economici e sociali che sono all’origine del fenomeno migratorio. “Tornano arricchiti dall’incontro con culture, tradizioni e modi di vivere diversi. Questi viaggi permettono anche di incontrare persone che, in questi luoghi, si dedicano ad attività di solidarietà, di vicinanza e di promozione umana”, ha aggiunto.
Un patrimonio di esperienze da condividere
Gambelli ha anche evidenziato che i giovani che partecipano a questi viaggi portano con sé un patrimonio di esperienze che viene poi trasmesso agli altri, contribuendo al bene della regione. “Siamo certi che chi vi partecipa porta, al suo ritorno, un arricchimento di conoscenze ed esperienze che viene poi trasmesso agli altri”, ha concluso.
Grazie al sostegno della Regione Toscana e della CET, 62 giovani avranno l’opportunità di partire nel 2026 per un viaggio che cambierà la loro vita e quella delle comunità che visiteranno.



