Tracciabilità alimentare come priorità nell’era post-Covid

La pandemia globale da Covid-19 sta rendendo prioritario il tema della tracciabilità alimentare con un focus trasparenza e sulla sicurezza.

tracciabilità food
sempre più una priorità per i consumatori italiani.

Tracciabilità alimentare, sempre più una priorità per i consumatori italiani. È quanto emerge dal Primo Rapporto dell’Osservatorio sul mondo agricolo Enpaia-Censis, dal titolo “Il valore dell’agricoltura per l’economia e la società italiana post Covid-19”.

Una maggiore attenzione alla tracciabilità alimentare

Il nuovo Coronavirus, in particolare, ha trasformato le abitudini nel rapporto con il cibo e i consumi alimentari. Gli italiani hanno cominciato a risparmiare di più, ricorrendo ai discount (+18%) e agli ipermercati (+3%). Nel new normal emerge un nuovo importante ruolo dei prodotti ‘made in Italy’: il 91% è pronto ad acquistare più alimenti di produzione italiana. Rivalutata, in particolare, la necessità di una maggiore trasparenza: l’89% degli italiani punterà su alimenti la cui etichetta rende evidente origine, ingredienti, lavorazione. Lo faranno di più millennial (86,7%), laureati (86,3%) e bassi redditi (94,6%).

Dino Natale

Cresce, quindi, la domanda di trasparenza da parte dei consumatori. Una tendenza che non riguarda solo il food, ma si impone sempre più come una necessità per il mondo della farmaceutica, della cosmesi, dei prodotti per la cura della casa e della persona, solo per citarne alcuni. Determinante l’apporto della tecnologia, chiamata a elaborare soluzioni sempre nuove per rispondere al meglio a queste necessità. Il ruolo delle etichette parlanti assume un ruolo di primo piano in un mercato sempre più globalizzato.

La tracciabilità in Italia

Il mercato italiano del settore si presenta altamente frammentato ma negli anni il ruolo di aggregatore e di principale player nazionale, capace di offrire soluzioni a 360° per l’identificazione automatica della tracciabilità per la supply chain, è riuscito a ritagliarlo Finlogic, gruppo attivo nel settore dell’Information Technology con la realizzazione di soluzioni complete e innovative per la codifica e l’identificazione automatica dei prodotti attraverso l’utilizzo di codici a barre e della tecnologia RFID (Radio Frequency Identification). Il Gruppo fornisce sistemi integrati e personalizzati di etichettatura per la riconoscibilità e tracciabilità, coprendo l’intera catena del valore (hardware, software, materiale di consumo e assistenza tecnica) in ambiti trasversali che spaziano dal food al farmaceutico, dalla logistica alla chimica, dalla security al sanitario. Per favorire il percorso di crescita, la società ha scelto di quotarsi su AIM Italia, il listino di Piazza Affari dedicato alle piccole e medie imprese a elevato potenziale di crescita.

“La tracciabilità – spiega Dino Natale, amministratore delegato di Finlogic -, in Italia, è stata fortemente sostenuta da interventi legislativi e ha il duplice vantaggio di garantire la tutela dei consumatori e consentire alle imprese di ottimizzare i processi produttivi, riducendo errori e accelerando le procedure. Dal giorno della quotazione abbiamo portato avanti un fitto programma di acquisizioni che non solo ha accresciuto la nostra capacità produttiva, ma ci ha anche permesso di offrire soluzioni complete per l’etichettatura che vanno dai sistemi automatizzati per l’applicazione delle etichette alla stampa 3D che consente di inglobare la tecnologia RFID”.

Le tendenze dopo il Coronavirus

Il Covid, come visto, ha disegnato nuovi scenari per molti settori, evidenziando una crescente attenzione verso i temi della trasparenza e della sicurezza. “Non ci siamo mai fermati. Nel corso della pandemia – aggiunge Natale – abbiamo registrato un calo della domanda da parte di settori chiave, che ancora oggi stentano a riprendersi, come l’automotive e il mondo della moda, ma a fronte di ciò c’è stato un vero e proprio boom della domanda proveniente da sanità e food“. Il mercato è stato fortemente influenzato dall’impatto della pandemia. “Abbiamo avviato anche la produzione di visiere protettive in 3D – sottolinea l’amministratore delegato di Finlogic -. E abbiamo provato a guardare oltre la fase di emergenza”.

Nasce da qui Smart&Distant, la soluzione nata per favorire il mantenimento della distanza di un metro in contesti come quelli degli impianti produttivi. Si tratta di bracciali o collane dotate di sensori capaci di riconoscersi a vicenda ed emettere un allarme quando si riduce il giusto distanziamento. Una soluzione che guarda al new normal con applicazioni nuove, come l’uso all’interno dei musei. “Abbiamo pensato già alle possibili applicazioni di questi strumenti quando torneremo alla normalità”, conclude Natale. “Si pensi solo alla possibilità di applicarli a muletti capaci di leggere la presenza di operatori, evitando incidenti sul lavoro, o alla possibilità di avvisare in caso di mancamenti o cadute da parte degli operatori delle linee produttive. In questo modo è possibile intervenire immediatamente sul lungo dell’incidente e in alcuni casi anche prevenirlo. Abbiamo trasformato la minaccia Covid in opportunità per il Gruppo.”

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Scritto da Redazione Think

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