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Terminali laser Atlas-1 per smallsat: demo in orbita e downlink a 1 Gbps

Astrolight lancerà in marzo 2026 i terminali Atlas-1 per mostrare link ottici ad alta velocità e più sicuri per i smallsat, con prove su stazioni ottiche greche e applicazioni per osservazione iperspettrale

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Astrolight avvia dimostrazione orbitale dei terminali laser Atlas-1

Astrolight ha annunciato una dimostrazione in orbita dei terminali laser Atlas-1. L’iniziativa risponde all’affollamento nella bassa quota e alla crescente scarsità di spettro radio. Il test mira a verificare la capacità dei terminali di fornire link spazio-terra ad alta velocità con ingombri e consumi ridotti. La dimostrazione si svolge in orbita terrestre bassa e si propone come soluzione per le missioni di piccole dimensioni che incontrano limiti nelle risorse radiofrequenza.

Perché le comunicazioni laser interessano i smallsat

Astrolight privilegia i collegamenti ottici per ridurre i vincoli delle trasmissioni tradizionali e aumentare la capacità dei terminali nelle operazioni in orbita terrestre bassa.

Le trasmissioni in RF sono vincolate da spettro limitato, interferenze e requisiti hardware spesso incompatibili con le risorse dei smallsat.

Il collegamento laser impiega fasci stretti di luce a infrarossi che consentono di superare questi limiti e possono offrire velocità molto superiori rispetto alla radiofrequenza.

In prova, la tecnologia è stata progettata per raggiungere fino a 1 Gbps in condizioni ideali. I fasci ottici forniscono inoltre una protezione intrinseca contro jamming e intercettazione non autorizzata, riducendo il rischio di compromissione del link.

Dal punto di vista operativo, il laser riduce la necessità di antenne voluminosi e di licenze di spettro. Ciò abbassa i costi e rende i collegamenti più scalabili per operatori di piccole flotte satellitari con risorse limitate.

Vantaggi tecnici e operativi

Oltre alla maggiore velocità, i terminali a basso SWaP consentono di integrare capacità ottiche su piattaforme con vincoli stringenti di massa ed energia.

Grazie a questo approccio, gli operatori di piccoli satelliti possono ridurre peso e consumo senza rinunciare alla larghezza di banda.

Astrolight riferisce che ogni unità Atlas-1 ha superato test condotti su richiesta dei clienti per garantire il funzionamento in un ampio spettro di condizioni ambientali. Tali prove sono descritte dall’azienda come essenziali per assicurare affidabilità durante le operazioni in orbita.

La missione in e i partner greci

I terminali Atlas-1 saranno installati su due satelliti clienti che voleranno a bordo del lancio SpaceX Transporter-16 previsto per. In una delle prime applicazioni pratiche, le apparecchiature entreranno a far parte delle iniziative nazionali greche Ermis e PeakSat.

Entrambi i progetti ricevono supporto dall’Agenzia Spaziale Europea con l’obiettivo di rafforzare le infrastrutture spaziali nazionali e favorire l’adozione di collegamenti ottici.

Il volo su Transporter-16 rappresenta quindi un banco di prova operativo per la tecnologia e per le collaborazioni industriali tra Astrolight e partner europei.

Ermis, PeakSat e stazioni ottiche

A seguito dei test su Transporter-16, il programma europeo prosegue con due iniziative accademiche che mirano a validare collegamenti ottici e servizi di comunicazione spaziale.

Coordinato dall’Università Nazionale Capodistriana di Atene, il progetto Ermis intende sviluppare servizi innovativi per le comunicazioni spaziali. Tra gli obiettivi figurano LEO 5G-IoT, link inter-satelliti e downlink ottici. Il consorzio proverà i collegamenti tra il payload Atlas-1 e l’Optical Ground Station (OGS) di Helmos.

Il programma PeakSat, promosso dall’Università Aristotele di Salonicco, valuterà le prestazioni operative dell’OGS di Holomondas.

Le prove includeranno scenari con diversi angoli di elevazione, condizioni meteorologiche variabili e ambienti di illuminazione differenti, per misurare l’affidabilità e la continuità del servizio.

Preparazioni a terra e upgrade delle stazioni

Per sostenere i collegamenti ottici testati in orbita, Astrolight ha aggiornato le installazioni a terra.

La stazione di Holomondas è stata potenziata con un Laser Beacon a 808 nanometri e un ricevitore ottico in banda C compatibile. Il sistema è progettato per mantenere l’allineamento e la qualità del segnale in presenza di turbolenze atmosferiche e variazioni operative.

Le modifiche consentono prove realistiche e misure comparative mirate a valutare la maturità tecnologica della soluzione. I test includono scenari con diverse angolazioni di elevazione, condizioni meteorologiche e livelli di illuminazione per misurare affidabilità e continuità del servizio.

Test operativi e scenari d’uso

Le prove proseguono con la verifica dei link ottici in condizioni operative reali. I test includono passaggi a bassa elevazione e scenari con diverse condizioni meteorologiche. L’obiettivo è simulare le variabilità che incontrano i servizi di osservazione della Terra e misurare affidabilità e continuità del servizio.

Fra gli scopi pratici figura il supporto a payload di osservazione iperspettrale destinati ad applicazioni quali l’agricoltura di precisione. In tali casi il trasporto rapido ed efficiente di grandi volumi di dati risulta fondamentale per fornire immagini e indici utili all’analisi colturale.

Prospettive e roadmap

Se la dimostrazione di confermerà le aspettative, Astrolight prevede di evolvere la famiglia di prodotti con Atlas-2. La nuova versione è concepita per collegamenti sia tra satelliti sia verso terra, aumentando flessibilità e capacità operativa.

L’integrazione delle comunicazioni ottiche nelle architetture dei piccoli satelliti potrebbe ridurre la pressione sullo spettro RF. Ciò aprirebbe opportunità per missioni con requisiti elevati di banda e per applicazioni che richiedono maggiore sicurezza dei dati.

Contestualmente, il panorama spaziale mostra altre dinamiche rilevanti. La NASA ha rinviato il lancio della missione Artemis II, inizialmente previsto per il 6 marzo, a seguito di problematiche tecniche sul razzo SLS. L’episodio evidenzia come le sfide ingegneristiche e i costi — che per programmi come Artemis raggiungono cifre multimilionarie o multibilionarie — restino centrali nello sviluppo della space economy e nelle scelte operative di agenzie e partner commerciali.

La prova in orbita di Atlas-1 rappresenta un passo significativo verso collegamenti spaziali più veloci, sicuri e accessibili per operatori di piccola scala. L’esito dei test potrebbe riequilibrare le opzioni di comunicazione tra tecnologie RF consolidate e soluzioni ottiche emergenti, influenzando piani di investimento e roadmap tecnologiche del settore.

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Scritto da Staff

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