L’intelligenza artificiale ha superato la fase di semplice assistente per passare a quella di esecutore autonomo all’interno dei sistemi aziendali. Oggi gli agenti AI non solo rispondono a una domanda, ma aprono file, chiamano API, stabiliscono connessioni di rete e agiscono con i permessi degli utenti che rappresentano. Questo cambiamento trasforma la superficie d’attacco tradizionale, creando nuovi punti vulnerabili: modelli, prompt, identità, dati e le interazioni tra questi elementi richiedono una protezione che vada oltre la semplice visibilità e governance.
Cybertech Europe 2026 a Roma: il palcoscenico della nuova sfida AI
Il 13 e 14 ottobre la capitale italiana ospita Cybertech Europe uno degli appuntamenti più attesi nel panorama della sicurezza informatica. L’evento, che si svolge a Roma, riunisce fornitori, esperti e responsabili IT per analizzare le minacce emergenti e le contromisure più innovative. In questo contesto, CrowdStrike presenterà Falcon Guardian il prodotto pensato per difendere gli agenti AI durante l’esecuzione, rispondendo a un bisogno evidente evidenziato dal Global Threat Report 2026 più del 90 organizzazioni hanno subito attacchi tramite tool di GenAI e la velocità delle minacce è ora 2,5 volte superiore a quella delle analisi umane.
Perché visibilità e governance tradizionali non bastano più
Inventari, policy d’uso e controllo della shadow AI rappresentano il punto di partenza, ma questi meccanismi descrivono solo quello che dovrebbe accadere. Un agente censito può comunque essere ingannato da una prompt injection inserita in un’email, in una pagina web o nella risposta di uno strumento. Poiché i modelli linguistici non distinguono tra istruzioni legittime e malevole, la domanda non è più “se” l’agente verrà ingannato, ma “cosa” potrà fare in quel momento. La risposta richiede controlli applicati durante il runtime con la capacità di ricostruire l’intera catena d’azione e di intervenire prima che il danno si propaghi.
Esempi concreti di abusi emergenti
Tra gli scenari più preoccupanti, a è stata osservata una campagna di LLMjacking (tecnica MITRE ATLAS “Cost Harvesting”): un attaccante, sfruttando credenziali cloud a lungo termine, ha inviato quasi 200 000 richieste al modello AI in soli due minuti, saturando i limiti di throttling e rivendendo il servizio a terzi. Un altro caso, legato al framework open source Mastra ha visto un gruppo nordcoreano compromettere almeno 131 pacchetti npm inserendo malware attraverso una truffa su LinkedIn, dimostrando come la catena di fornitura dell’AI possa diventare veicolo di attacchi su larga scala.
Falcon Guardian: protezione runtime per gli agenti AI
Il cuore della soluzione è il sensore Falcon già presente negli endpoint, eliminando la necessità di installare nuovi agenti. Falcon Guardian individua sia gli agenti noti sia quelli di shadow AI anche quando apparentemente inattivi, ricostruendo il grafo di esecuzione dal prompt al processo, al file e alle connessioni di rete. Il sistema valuta il blast radius potenziale e blocca immediatamente comportamenti rischiosi, come la fuga di credenziali o l’esfiltrazione di dati sensibili, grazie a meccanismi di mascheramento o cifratura.
Rilevazione e risposta alla velocità delle macchine
Secondo il Threat Hunting Report 2026 le detection generate dagli agenti AI crescono a un ritmo 2,5 volte superiore a quello degli analisti umani. Per gestire questo flusso, Falcon Guardian unifica la telemetria AI con quella di endpoint, identità e cloud, inviando i dati direttamente al Next-Gen SIEM. La baseline non si basa sul “pensiero” dell’agente, ma su azioni concrete: accesso a credenziali, persistenza, esfiltrazione. Un team di threat hunter – la squadra OverWatch di CrowdStrike – monitora 24/7 gli indicatori di attacco, intervenendo quando le decisioni automatiche superano il livello di rischio accettabile.
Verso una difesa affidabile per un’AI sempre più autonoma
L’adozione di agenti AI non può più essere considerata un rischio da eliminare, ma un asset da proteggere. Le organizzazioni che riusciranno a integrare una protezione runtime capiranno rapidamente quali azioni gli agenti stanno compiendo, potranno contenerne gli effetti e, infine, trarre vantaggio dalle loro capacità senza temere compromissioni.



