I mercati azionari hanno registrato un sell-off tecnologico il 23 giugno 2026 tra Wall Street Asia ed Europa, con il Nasdaq in calo di oltre il 2% e forti vendite sui titoli dei semiconduttori. La correzione ha innescato ribassi a catena sui listini asiatici ed europei, penalizzando in particolare i nomi legati all’intelligenza artificiale.
L’episodio è rilevante perché riapre il tema delle valutazioni dopo il rally dei mesi scorsi, con il dubbio che i massicci capex sull’AI non si traducano in utili coerenti con i prezzi attuali. La volatilità è aumentata anche su materie prime e valute rifugio, mentre gli investitori guardano a dati macro e trimestrali chiave. Ultimo aggiornamento: 24 giugno 2026.
Wall Street: Nasdaq in flessione e pressione sui semiconduttori
A New York, le vendite hanno colpito i titoli AI e i produttori di chip portando il Nasdaq a perdere oltre il 2%, mentre S&P 500 e Dow Jones hanno segnato cali più contenuti grazie alla diversa composizione settoriale. L’indice dei produttori di chip ha ceduto circa il 7% dopo un forte rialzo dai minimi collegati a precedenti shock geopolitici. Tra i titoli sotto pressione, Micron Technology ha aperto in netto ribasso e Alphabet ha proseguito le prese di profitto dei giorni scorsi.
Nella stessa seduta si è vista una caduta del 16% per SpaceX mentre alcune componenti più difensive del tech hanno contenuto i cali grazie a rating positivi. La rotazione ha favorito i beni rifugio come i Treasury e il franco svizzero, in un contesto di maggiore avversione al rischio. La volatilità resta elevata anche su settori che avevano corso di più dall’inizio dell’anno, compresi i nomi legati alla filiera della memoria e alle GPU.
Asia in rosso: Kospi -8%, Nikkei quasi -3% e valute in movimento
La correzione partita da Wall Street ha investito l’Asia, dove il Kospi ha chiuso con un calo dell’8% dai recenti massimi. Il Nikkei ha ceduto quasi il 3%, con lo yen vicino ai minimi da due anni contro il dollaro, segnale di fragilità valutaria in una fase di risk-off. Tra i titoli core, SK hynix e Samsung hanno perso rispettivamente circa il 6% e il 5%, riflettendo timori su prezzi, margini e sostenibilità dei piani di investimento legati all’AI.
Le Borse cinesi hanno mostrato ribassi più moderati: Shanghai -1,4% e Hong Kong -1,8%. Sul fronte commodities il WTI è sceso sotto 73 dollari e il Brent intorno a 76,74 dollari, mentre l’oro ha segnato un -1,5% a circa 4.120 dollari, in controtendenza rispetto al tipico ruolo di bene rifugio. Gli operatori hanno segnalato un ampliamento della volatilità anche sui tassi in attesa di indicazioni dalle principali banche centrali.
Europa e Piazza Affari: Ftse Mib debole tra tech, auto e banche
In Europa, la seduta si è aperta in netto calo e si è mantenuta negativa. A Milano, il Ftse Mib ha sofferto con vendite diffuse su tecnologici e industriali. Stmicroelectronics è scesa di oltre il 7% dai livelli di apertura, mentre tra le blue chip si sono visti arretramenti per StellantisPrysmian e Ferrari. Il comparto auto ha risentito anche di dati più deboli sulle immatricolazioni, accentuando la cautela su volumi e pricing.
Il settore bancario è rimasto sotto osservazione alla luce delle recenti mosse straordinarie: riflettori su Intesa Sanpaolo dopo l’Opas e sugli sviluppi di Banco Bpm in tema di integrazione. Sul fronte utilities, Italgas ha presentato un piano al 2032 con investimenti per 13 miliardi di euro e ha confermato la guidance 2026, muovendosi in controtendenza. Poche le eccezioni positive tra servizi ed energia, con rialzi solo marginali in un quadro di generale risk-off.
Punti da monitorare: AI, utili dei chip, inflazione e geopolitica
Gli investitori stanno valutando se la spesa per l’intelligenza artificiale possa sostenere gli utili attesi. Il mercato guarda ai conti dei produttori di memoria e ai commenti su capex prezzi e domanda end-market. Micron che da inizio anno ha guadagnato oltre il 300%, è considerata un test per misurare la resilienza del ciclo AI lungo la filiera, dai data center alle applicazioni consumer. Qualsiasi segnale su marginalità e tempi di monetizzazione resta centrale per la traiettoria del comparto.
In parallelo, l’inflazione Usa e i prossimi PMI alimentano il dibattito sul timing delle mosse delle banche centrali, con impatto su valutazioni e multipli. Sullo sfondo, la geopolitica resta un fattore: i colloqui tra Iran e Usa in Svizzera hanno registrato alcuni progressi, pur con differenze ancora ampie. La combinazione di prese di profitto dopo i record, incertezza macro e tensioni politiche ha amplificato la correzione, estendendola dai listini americani alle piazze asiatiche ed europee.

