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Sanremo 2026, look e tendenze: cosa ci ha detto il green carpet

Prima dell’apertura ufficiale del 76esimo Festival, il green carpet ha messo in mostra un Sanremo dal volto sartoriale: dai cappotti strutturati ai look minimal, con qualche sorpresa tra i protagonisti

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La vigilia del Festival di sanremo 2026 ha trasformato il centro città in una vera e propria passerella: il green carpet che parte dal Teatro Ariston ha visto sfilare i 30 Big, ognuno con la propria strategia di immagine pronta a sostenere la settimana di spettacolo. L’arrivo degli artisti, ripreso dal PrimaFestival, è stato il primo test pubblico — non solo di stile, ma anche di comunicazione. Subito dopo la serata sono emersi segnali chiari: pubblico, stampa e addetti ai lavori hanno reagito con interesse alle scelte estetiche, fornendo già le prime indicazioni sulle narrazioni che accompagneranno le serate successive.

Clima fresco lungo la riviera — attorno ai dieci gradi — ma scelte d’abito puntate sull’effetto scenico e sulla praticità. Tra flash e inquadrature televisive i look sono stati valutati in tempo reale: non solo per il loro impatto visivo, ma anche per come si sarebbero comportati sotto i riflettori e nei lunghi turni promozionali.

Per i team di comunicazione è stata l’occasione per misurare le reazioni e adattare rapidamente contenuti e annunci.

Un ritorno al capospalla: eleganza funzionale
I trend emersi mostrano un ritorno d’interesse per il capospalla come elemento distintivo. Cappotti lunghi, soprabiti strutturati e tagli sartoriali sono stati protagonisti: non tanto per seguire una moda passeggera, quanto per rispondere a criteri estetico-funzionali. Tessuti di peso medio, che fotografano bene e resistono alle ore sul set, sono cresciuti nella domanda; investitori e operatori del settore sottolineano come silhouette lineari e sostenibili possano diventare un vantaggio competitivo sul mercato.

Il minimalismo cromatico che ha contraddistinto molti outfit ha aiutato a spostare l’attenzione sulla voce e sulla performance, più che sull’eccesso di dettaglio. In pratica, il guardaroba è stato pensato per operare: caldo, riconoscibile, e in grado di sostenere la narrazione visiva senza sovraccaricare lo spettatore.

I dettagli che fanno la differenza
Gli accessori sono stati dosati con precisione: pochi elementi scelti con cura per completare il look senza rubare la scena. L’abbinamento tra capi classici e inserti contemporanei ha funzionato come linguaggio comunicativo: il soprabito, oltre a proteggere dal freddo, è diventato un elemento scenico capace di rafforzare l’identità dell’artista. È un esempio lampante di come moda e logistica possano convivere in eventi ad alta visibilità, modellando percezioni e semplificando operatività.

Nel complesso si è percepita una ricerca di identità calibrata, priva di esibizionismi gratuiti: scelte pensate per durare oltre la singola serata e facilmente trasferibili ad altri contesti pubblici.

Green carpet come primo banco di prova
Il green carpet non è stata solo una passerella di abiti: è il primo scrutinio pubblico, il momento in cui la stampa e il pubblico iniziano a costruire le storie intorno ai protagonisti.

Il PrimaFestival ha amplificato questa vetrina, accelerando la circolazione di commenti, pagelle di stile e prime impressioni che spesso fanno da cornice alle esibizioni successive.

Sui social la reazione è stata immediata: post, reel e thread dedicate ai look hanno catalizzato conversazioni e creato spunti di discussione che si sono propagati nelle ore successive. Un cappotto, una silhouette particolare o un dettaglio inaspettato sono diventati argomenti di conversazione capaci di durare giorni, influenzando anche la copertura stampa.

Moda e intrattenimento,

Il contesto della 76esima edizione
La 76esima edizione del Festival si svolge dal 24 al 28 febbraio nella consueta cornice ligure. Al timone Carlo Conti, affiancato da Laura Pausini per tutte le serate; sul palco si alterneranno artisti affermati e interpreti emergenti, con ospiti nazionali e internazionali che arricchiranno il programma.

Le scelte estetiche emerse prima della prima serata hanno già tracciato le prime chiavi di lettura mediatiche, contribuendo a costruire il racconto visivo dell’intera manifestazione.

Clima fresco lungo la riviera — attorno ai dieci gradi — ma scelte d’abito puntate sull’effetto scenico e sulla praticità. Tra flash e inquadrature televisive i look sono stati valutati in tempo reale: non solo per il loro impatto visivo, ma anche per come si sarebbero comportati sotto i riflettori e nei lunghi turni promozionali. Per i team di comunicazione è stata l’occasione per misurare le reazioni e adattare rapidamente contenuti e annunci.0

Clima fresco lungo la riviera — attorno ai dieci gradi — ma scelte d’abito puntate sull’effetto scenico e sulla praticità. Tra flash e inquadrature televisive i look sono stati valutati in tempo reale: non solo per il loro impatto visivo, ma anche per come si sarebbero comportati sotto i riflettori e nei lunghi turni promozionali. Per i team di comunicazione è stata l’occasione per misurare le reazioni e adattare rapidamente contenuti e annunci.1

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Scritto da Staff

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