Le prove generali al Teatro Ariston non sono un semplice rito tecnico: rappresentano il primo banco di prova reale per le trenta canzoni in gara e offrono elementi utili per comprendere come funzioneranno i brani in scena. Nel contesto delle esibizioni live si valutano voce, arrangiamento e presenza scenica, fattori che spesso rivelano potenziali sorprese rispetto agli ascolti in anteprima. L’atmosfera dell’Ariston, priva del filtro televisivo, mette in evidenza luci, coreografie e interazione con l’orchestra, fornendo indizi concreti su chi potrebbe conquistare il pubblico e la critica.
Le esibizioni che hanno fatto parlare
Alcuni artisti hanno ricevuto reazioni particolarmente intense: tra questi spiccano nomi che hanno saputo unire tecnica e sentimento. La performance di Serena Brancale è stata percepita come una delle più convincenti, con un’intensità controllata che ha trovato riscontro nell’applauso della platea.
Anche Sal Da Vinci ha raccolto una risposta calorosa grazie al suo stile riconoscibile che legge il pubblico come in una piazza. Altri interpreti come Malika Ayane e Arisa hanno dimostrato sicurezza: la prima per eleganza esecutiva e sonorità colorate, la seconda per la solidità vocale che sostiene un pezzo emotivamente denso.
Performance corali e collaborazioni
Certi accoppiamenti e duetti hanno attirato l’attenzione per la loro dicotomia stilistica. Il binomio Fedez e Marco Masini ha mostrato un contrasto di timbri e approcci che può essere una carta vincente in termini di impatto mediatico, mentre altre collaborazioni hanno funzionato soprattutto per la capacità di costruire un racconto scenico coerente. In molti casi la scelta degli arrangiamenti, l’uso dell’orchestra e la direzione artistica hanno fatto la differenza nel percepito dal vivo.
Chi cresce e chi deve ancora convincere
Le prove hanno anche chiarito chi sta guadagnando terreno rispetto agli ascolti in anteprima. Artisti come Fulminacci e Nayt hanno tratto beneficio dall’esibizione dal vivo, mostrando che una resa semplice e ben articolata può aumentare l’efficacia di un brano. Al contrario, alcuni pezzi che puntano molto su ritmi urban o reggaeton appaiono efficaci solo in parte: la resa sul palco può non compensare una struttura che, dal vivo, risulta poco distintiva. L’uso massiccio di coreografie e ballerini è aumentato, ma non sempre basta a garantire memorabilità: resta fondamentale la combinazione tra canzone e performance.
Voci consolidate e nuovi potenziali protagonisti
Interpreti affermati come Francesco Renga, Ermal Meta e Patty Pravo hanno confermato il proprio ruolo con esibizioni che hanno messo in evidenza coerenza artistica e capacità di gestire l’orchestra.
D’altro canto, alcuni concorrenti meno attesi si sono rivelati sorprese positive: certi brani, grazie a un arrangiamento calibrato e a una resa vocale più a fuoco, hanno guadagnato credibilità e potenziale di promozione durante la rassegna.
Scelte sceniche e tendenze emergenti
Dal punto di vista estetico, si nota una tendenza all’amplificazione visiva: coreografie, piumaggi e movimenti coreografici cercano di creare un hook visivo per rimanere impressi nello spettatore. Tuttavia, la prova ha dimostrato che la strategia funziona se supportata da una performance solida e da una canzone capace di reggere più ascolti. Più in generale, la direzione artistica ha messo in luce una varietà di stili — dal pop orchestrale al rap, dall’urban al soul — che rende la competizione vivace e imprevedibile.
Impatto del pubblico e del televoto
Le reazioni della platea durante le prove possono anticipare dinamiche di televoto, ma non sono determinanti: un’ovazione in teatro può preludere a un successo popolare, ma il In ogni caso, le prove sono utili per osservare come un brano resista alla prova del palco e quali elementi — dal coro alle variazioni arrangiative — aumentino le chance di rimanere nella memoria collettiva.
La competizione rimane aperta e il valore di ogni esibizione si misurerà nel tempo, tra interpretazioni televisive e l’effetto delle scelte sceniche sul pubblico a casa.

