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29 Settembre 2026

Quando l’AI di Google trasforma una ricerca sportiva in consolazione

Google ha scambiato una ricerca sportiva per una seduta di counseling virtuale.

Quando l'AI di Google trasforma una ricerca sportiva in consolazione

Nel 2014, quando i Philadelphia 76ers hanno scelto Dario Saric al draft, i tifosi hanno subito creato un meme intorno al suo trasferimento dalla Turchia agli Stati Uniti. Il processo, annullato dall’annuncio che il giocatore avrebbe terminato il contratto in Turchia prima di venire in NBA, ha generato una serie di battute ironiche che si sono propagate sui social, soprattutto sotto forma di tweet provocatori.

Il meme dei Philadelphia 76ers del 2014 e la ricerca su Dario Saric

Il risultato più comune di quel periodo è la frase “hes never coming over dario” usata per scherzare sul fatto che il cestista sembrava non arrivare mai. Qualcuno, anni dopo, ha digitato esattamente quella stringa nella barra di ricerca di Google con l’intento di recuperare i tweet più divertenti pubblicati nel 2014 e successivamente. L’utente cercava semplicemente una raccolta di contenuti storici, non una risposta di tipo psicologico.

L’AI Overview di Google risponde con un monologo terapeutico

Invece di elencare i risultati pertinenti, l’AI Overview di Google ha interpretato la query come una richiesta di supporto emotivo. Il testo generato non conteneva link né riferimenti ai tweet ricercati: invitava l’utente a “elaborare i propri sentimenti” e si presentava come un interlocutore empatico, con un tono decisamente terapeutico. Solo qualche centinaio di pixel più in basso, la lista di tweet ironici era disponibile nell’indice, ma il sistema aveva scelto di nasconderla dietro una risposta di tipo conversazionale.

Perché l’AI ha privilegiato la conversazione

Le AI Overview sono progettate per sintetizzare informazioni complesse quando la domanda è ambigua o richiede una panoramica. Tuttavia, in questo caso la richiesta era chiara e richiedeva solo un elenco di post storici. Il modello ha confuso la necessità di informazione con quella di supporto emotivo dimostrando una difficoltà a distinguere tra query di ricerca tradizionali e quelle che beneficerebbero di una sintesi.

Conflitto tra la mission di Google e le risposte automatizzate

Google ha dichiarato la propria missione aziendale come “organizzare le informazioni del mondo e renderle universalmente accessibili e utili”. Quando un motore di ricerca fornisce un monologo consolatorio anziché i dati richiesti, non adempie a tale scopo: le informazioni rimangono inaccessibili e l’utente non ottiene ciò di cui ha bisogno. Questo episodio evidenzia una problematica strutturale nella calibratura dell’aggressività delle AI Overview, che tendono a intervenire anche quando l’intervento è controproducente.

Il caso di Dario Saric è emblematico perché mostra come l’aggiunta di funzionalità più “umane” possa erodere l’efficacia pratica che ha reso Google leader per decenni. Se gli appassionati di basket non vogliono un counselor virtuale ma i tweet originali del 2014, l’interfaccia deve rispettare la loro intenzione. Altrimenti si rischia di trasformare lo strumento di ricerca in un canale di chiacchiera digitale, allontanando gli utenti dalla sua funzione primaria.

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.