Il 19 marzo 2026, nell’ambito del convegno internazionale “Tra le chiome” al Museo Poldi Pezzoli, è stata annunciata una nuova iniziativa educativa che mette al centro le piante urbane. Il progetto, sviluppato nell’ambito di Forestami Academy in partnership con il Gruppo Prada e realizzato con il supporto de La Fabbrica, coinvolgerà 100 classi di IV e V primaria della Città metropolitana di Milano. L’obiettivo è trasformare la percezione degli alberi da semplice elemento ornamentale a vera e propria infrastruttura urbana, facendo delle chiome un parametro da osservare, misurare e valorizzare.
Perché le chiome contano: la Tree Canopy Cover come metro
Oggi si parla sempre più spesso di Tree Canopy Cover perché fornisce una misura immediata di quanta natura è presente nello spazio costruito.
L’indicatore — Tree Canopy Cover è l’indicatore che quantifica la percentuale di suolo urbano coperta dalle chiome — serve per valutare la qualità ecologica delle città, la loro resilienza e la capacità di mitigare caldo, vento e inquinamento. Questo approccio si colloca in continuità con la Nature Restoration Law (Regolamento UE 2026/1991) e con sfide sovranazionali come la 3 Billion Trees challenge, che invitano a piantare alberi in modo selettivo: “l’albero giusto, nel posto giusto, per lo scopo giusto”.
Il progetto didattico: struttura e attività
Al centro dell’intervento per le scuole c’è un diario personalizzato che accompagnerà gli studenti per l’anno scolastico 2026-2027 con esercizi di osservazione, spazi creativi e momenti di scrittura. Accanto al diario, gli insegnanti avranno a disposizione una guida operativa e un calendario di laboratori scientifici e artistico-urbanistici pensati per avvicinare i bambini ai concetti di biodiversità, qualità dell’aria e servizi ecosistemici.
La proposta prevede inoltre una giornata immersiva al Parco Nord Milano, dove gli alberi diventeranno aule a cielo aperto, coinvolgendo famiglie e cittadini in esperienze pratiche e interattive.
Destinatari e obiettivi educativi
Il percorso si rivolge in modo specifico agli alunni di quarta e quinta primaria e mira a sviluppare competenze osservazionali, senso critico e consapevolezza ambientale. Attraverso attività sul campo e strumenti didattici pensati per la fascia d’età, gli studenti impareranno a riconoscere il ruolo delle chiome nell’abbattimento del calore, nella riduzione del traffico di polveri sottili e nel sostegno alla fauna urbana. L’approccio punta a integrare famiglie e comunità scolastica per radicare il concetto che la gestione del verde è una responsabilità collettiva.
Tecnologie e strumenti per gestire il verde urbano
Nel convegno sono stati presentati anche i progressi tecnici che rendono possibile una gestione più intelligente del paesaggio urbano: dall’osservazione satellitare illustrata da rappresentanti dell’ESA alla combinazione di rilievi a terra e telerilevamento proposta da ricercatori come Gherardo Chirici. L’uso di gemelli digitali, cioè modelli virtuali degli alberi, permette di valutare in anticipo gli effetti su microclima e salute pubblica; esperti come Benjamin Rolles hanno collegato questi strumenti alle politiche europee, mentre Paola Vigan ha raccontato le sperimentazioni in corso nel Comune di Milano.
Ruolo degli attori istituzionali e della società civile
Organizzazioni pubbliche e private collaborano per tradurre dati e normative in azioni concrete: Forestami mira a incrementare la copertura arborea nella Città metropolitana di Milano e prevede la piantagione di 3 milioni di alberi come parte del programma locale.
Il coinvolgimento del Gruppo Prada è stato motivato dall’idea che l’educazione sia una leva strategica per facilitare la transizione culturale verso città più verdi, come ricordato da Lorenzo Bertelli, Head of Corporate Social Responsibility del Gruppo Prada.
Prospettive e impatto sul territorio
L’adozione di indicatori come la Tree Canopy Cover e l’investimento in iniziative formative possono accelerare il riconoscimento del verde come componente strutturale della pianificazione urbana. Oltre all’effetto diretto sulla qualità della vita e sulla biodiversità, il progetto educativo può alimentare pratiche quotidiane migliori, decisioni urbanistiche più informate e una partecipazione civica più radicata. Guardando al futuro, l’azione combinata di scuole, amministrazioni e partner privati promette di rendere le città non soltanto più verdi, ma anche più resilienti e inclusive.

