Il Cook Fest 2026, tenuto dal 16 al 18 ottobre nelle Cavallerizze del Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia a Milano, ha ospitato un pranzo francescano sostenuto dalla Regione Umbria e da Umbria Tourism. L’evento ha messo insieme cucina di alto livello, riflessioni in chiave umanistica e politiche territoriali: al centro, il tema del recupero alimentare e della dignità del lavoro nelle campagne umbre.
La tavola è diventata palcoscenico di pratiche concrete: uno chef tre stelle Michelin ha presentato piatti realizzati con eccedenze e avanzi, mentre uno psicoanalista ha letto la figura di Francesco d’Assisi interpretabile anche attraverso il cibo. Dietro il progetto c’è un percorso istituzionale chiamato Tavolo del Cibo che riunisce produttori, trasformatori, distributori e consumatori per definire prezzi equi, qualità del lavoro e strategie contro lo spreco.
Menu e identità: il valore del recupero nella cucina di Bottura
Il menú proposto per il pranzo includeva piatti esplicitamente pensati come esempi di cucina di recupero una pasta con pesto di pangrattato ottenuto da pane raffermo ridotto in briciole e una pasta e fagioli dal titolo provocatorio «Dove vuole andare questa pasta e fagioli?». Il terzo piatto, un dessert, è stato lasciato volutamente senza nome nel programma, per sottolineare la natura simbolica dell’atto gastronomico.
Lo chef ha raccontato la propria attitudine al recupero partendo da ricordi familiari: il pane conservato e trasformato in passatelli la domenica è stato evocato come esempio di pratica popolare che oggi trova applicazioni anche nei progetti sociali. Questa attenzione non è solo estetica: dati recenti mostrano che nel Centro Italia il consumo domestico genera spreco alimentare significativo, con il pane fresco tra gli alimenti più scartati, motivo in più per promuovere pratiche di riuso.
I Refettori e la rete solidale
Il modello dei Refettori mense solidali nate dall’idea dello chef, è stato citato come caso concreto: il primo spazio di questo tipo è stato aperto a Milano nel 2015 sfruttando le eccedenze di un grande evento e da allora l’esperienza si è estesa in contesti internazionali, tra cui Rio de Janeiro durante le Olimpiadi del 2016 e successivamente altri interventi nelle città dello chef.
La parola al territorio e la lezione di Recalcati su Francesco d’Assisi
Sul palco insieme agli interventi culinari è intervenuta l’assessora regionale che ha presentato il Tavolo del Cibo una piattaforma pensata per favorire il ricambio generazionale nelle campagne umbre, garantire salari adeguati e ridurre lo spreco. La Regione Umbria ha
Lo psicoanalista ha offerto una lettura di Francesco d’Assisi costruita su incontri trasformativi e su un’idea di salvezza misurata dall’amore praticato nella vita quotidiana verso i poveri, i nemici e le creature. Ha collegato questa visione alla convivialità: la povertà francescana non è rinuncia al piacere della tavola, ma piuttosto una riduzione dell’inessenziale che convive con il rispetto per il corpo. Esempi simbolici, come la richiesta del santo di un dolce di mandorle in punto di morte e il desiderio che a Natale «mangiasse anche il muro», sono stati ripresi per mostrare come il piacere e la sobrietà possano coesistere.
Il contesto operativo del Tavolo del Cibo
Nel racconto istituzionale il Tavolo del Cibo è presentato come lo spazio dove confrontare attori diversi della filiera agroalimentare: produttori, trasformatori, distributori e consumatori. Gli obiettivi dichiarati comprendono il raggiungimento di un giusto prezzo per chi lavora la terra, il potenziamento della qualità del lavoro agricolo e misure per ridurre lo spreco alimentare attraverso pratiche condivise.
Parallelamente agli appuntamenti principali, il programma del festival ha previsto altri momenti legati alla riflessione culturale: reading, spettacoli e tavole rotonde che hanno esplorato temi quali la rappresentazione della fame femminile nella letteratura e la tenuta del pranzo domenicale nella memoria familiare degli chef. La giornata conclusiva ha richiamato chef di peso come Enrico Buonocore, Mauro Uliassi, Davide Oldani, Giorgio Locatelli e Carlo Cracco, confermando la dimensione collettiva dell’iniziativa.
Nel complesso, il pranzo francescano al Cook Fest 2026 ha riunito pratiche di sostenibilità memoria culturale e impegno istituzionale attorno a una tavola pensata come spazio di inclusione, educazione e innovazione gastronomica.



