Salta al contenuto
14 Ottobre 2026

Milano 2040: la trasformazione dello Scalo Porta Romana

Scalo Porta Romana diventa il modello di città verde e sociale di Milano

Milano 2040: la trasformazione dello Scalo Porta Romana

Nel cuore del sud milanese, dove un tempo sorgeva la stazione ferroviaria di Porta Romana, si sta delineando un progetto urbanistico di portata europea. L’area, ormai dismessa, è stata inserita nell’Accordo di Programma stipulato tra Comune, Regione Lombardia e Ferrovie dello Stato e rappresenta il primo tassello di una più ampia metamorfosi della capitale lombarda verso il 2040.

Il piano urbanistico dello Scalo Porta Romana

Il Programma Integrato di Intervento prevede la riqualificazione di 164.000 m² di superficie lorda, destinati a residenze, uffici, negozi e servizi pubblici. Una quota significativa, circa 34.850 m², è riservata alla edilizia sociale garantendo alloggi a prezzi ribassati per famiglie in difficoltà. Il disegno prevede inoltre 130.000 m² di verde organizzati intorno al Parco Romana che diventerà il polmone verde del nuovo quartiere. I percorsi pedonali e ciclabili saranno la principale modalità di spostamento interno, mentre i vecchi binari saranno interrati per creare una corsa pedonale sospesa che collega la zona nord al polo terziario di piazzale Lodi.

Studentato e spurghi culturali

Il Villaggio Olimpico costruito per le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, è stato riconvertito nel più ampio studentato convenzionato d’Italia con 1.700 posti letto già occupati da oltre 1.300 studenti universitari. Murales realizzati da artisti emergenti celebrano il passaggio da area sportiva a nucleo di formazione, segnando simbolicamente la continuità tra passato industriale e futuro creativo.

Le nuove linee di trasporto che collegano il quartiere

Il progetto di sviluppo urbano è strettamente legato alla rete di trasporto pubblico. La linea M6 attualmente in fase di definizione, promette di creare una circolazione trasversale che collega tutti gli assi radiali senza attraversare il centro storico. Tra le varie ipotesi, la versione a anello di circa 28 km, con 23 fermate, includerebbe una fermata strategica nei pressi del nuovo quartiere, rendendo Scalo Porta Romana un nodo di scambio cruciale.

Metrotranvie e collegamenti extraurbani

Oltre alla M6, la città sta ampliando la rete di metrotranvie. Linee come Milano-Limbiate (12 km, 19 fermate) e Milano-Desio-Seregno (14,3 km, 25 fermate) possono essere viste come estensioni della mobilità sostenibile che collegano il centro metropolitano ai comuni della Brianza. Queste infrastrutture, dotate di piste ciclabili e sistemi di regolazione intelligente del traffico rafforzeranno la sinergia tra il nuovo quartiere e l’intera area metropolitana.

San Siro, spazi sportivi e il grande progetto verde

Nel frattempo, a ovest della città, il progetto di rinnovamento dell’area San Siro prevede la costruzione di un nuovo stadio per Milan e Inter, ma anche la riqualificazione di un ampio territorio destinato a sport, servizi e verde urbano. Il piano prevede la trasformazione del complesso La Maura-Trenno-Cottica in un parco urbano di dimensioni notevoli, collegato al nuovo quartiere tramite percorsi pedonali e ciclabili, creando così una cintura verde che avvolge il centro della città.

Riapertura dei Navigli e gestione idrica

Un ulteriore elemento di sostenibilità è la proposta di riattivare parte dei Navigli. Il nuovo Piano del Verde e del Paesaggio contempla il recupero di tratti idraulici storici, favorendo la biodiversità e contribuendo alla mitigazione degli effetti climatici, in linea con gli obiettivi di resilienza urbana per il 2040.

Un quartiere pedonale e verde, integrato in una rete di trasporto avanzata, progetta una vita urbana più sana, più equa e più connessa, ponendo le basi per la capitale italiana del futuro.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.