In un contesto geopolitico sempre più instabile, l’Alleanza Atlantica si trova ad affrontare nuove sfide che richiedono un approccio strategico rinnovato. L’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare Nato, ha recentemente ribadito la necessità di incrementare gli investimenti nella difesa, parlando di una Nato 3.0 che possa garantire sicurezza e stabilità in un mondo in rapida evoluzione.
In vista del vertice Nato di Ankara, Cavo Dragone ha fatto il punto sulla situazione attuale, sottolineando come le minacce contemporanee richiedano una risposta coordinata e decisa. Le parole dell’ammiraglio arrivano in un momento cruciale, mentre l’Europa e il Canada stanno già aumentando i loro impegni finanziari e operativi all’interno dell’Alleanza.
La necessità di investire nella difesa
Secondo Cavo Dragone, investire nella difesa non è un’opzione, ma una necessità. L’ammiraglio ha chiarito che si tratta di un impegno che va oltre la semplice spesa, ma che rappresenta un investimento strategico per la sicurezza e la stabilità dell’Alleanza. Durante il vertice di Ankara, si valuteranno i progressi compiuti rispetto agli impegni presi all’Aia nel 2026, con l’obiettivo di raggiungere il 5% del Pil in difesa entro il 2035.
Un aspetto cruciale sarà il coinvolgimento dell’industria, con un forum dedicato alla produzione, all’innovazione e agli investimenti congiunti. Questo approccio mira a rafforzare non solo le capacità militari, ma anche l’economia e l’occupazione dei paesi membri.
Le minacce globali e la risposta della Nato
Oggi, le minacce non si manifestano solo attraverso conflitti aperti, ma anche attraverso guerre ibride che combinano strumenti militari e non militari. Cavo Dragone ha spiegato che queste minacce includono cyberattacchi, sabotaggi, disinformazione e pressioni economiche, che richiedono una difesa moderna e resiliente.
La guerra in Ucraina rappresenta un esempio concreto di come i conflitti moderni richiedano un adattamento costante. L’uso massiccio di droni ha reso indispensabile lo sviluppo di sistemi efficaci di contrasto, un tema su cui la Nato sta lavorando attraverso il Centro Jatec in Polonia.
La minaccia russa e il fronte sud
La Russia rimane la minaccia più diretta e persistente per l’Alleanza Atlantica. Mosca punta a ristabilire sfere di influenza e a ridefinire gli equilibri della sicurezza euro-atlantica, utilizzando strumenti convenzionali, cyber e ibridi. Cavo Dragone ha sottolineato che le forze russe si stanno riarmando rapidamente e potrebbero rappresentare una minaccia per gli Alleati entro pochi anni.
Non meno importante è il fronte sud che comprende l’Africa e il Mediterraneo. Instabilità, conflitti, terrorismo e migrazioni irregolari in queste regioni incidono direttamente sulla sicurezza dell’Alleanza. Rafforzare i partenariati in queste aree è fondamentale per prevenire l’instabilità e gestire le crisi.
Il futuro della Nato e le critiche interne
Cavo Dragone ha risposto alle critiche interne, in particolare quelle che contrappongono le spese per la difesa a settori come sanità, scuola e welfare. Secondo l’ammiraglio, investire nella difesa non significa scegliere a discapito di altri settori, ma proteggere le condizioni che li rendono possibili. Una difesa forte è come un’assicurazione personale: quando serve, si è sollevati di averla sostenuta nel tempo.
Con una Nato 3.0 l’Alleanza Atlantica può garantire sicurezza e stabilità in un mondo sempre più complesso e interconnesso.



