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6 Ottobre 2026

Mercati in crisi: rendimenti obbligazionari alle stelle, Nasdaq vola

Borse europee in caduta, Wall Street a lieve rialzo: bond a livelli record, Nasdaq in crescita e le banche italiane colpite.

Mercati in crisi: rendimenti obbligazionari alle stelle, Nasdaq vola

All’inizio di ottobre i mercati azionari hanno subito una forte pressione a causa dell’impennata dei rendimenti obbligazionari. I Treasury statunitensi e i Gilt britannici hanno toccato livelli non visti da decenni, spingendo gli spread verso l’Italia oltre i 118 punti base. Questo contesto ha provocato una discesa generalizzata degli indici sia in Europa che negli Stati Uniti, alimentata da timori inflazionistici e da una crisi energetica ancora irrisolta.

Rendimenti record e conseguenze sui principali indici europei

Il FTSE MIB ha chiuso la giornata con una contrazione dell’1,9%, indossando quasi una “maglia nera” dopo che le principali banche italiane hanno subito pesanti perdite: Mediolanum, Mediobanca, UniCredit, Banco BPM e Intesa Sanpaolo hanno tutte registrato cali tra il 3,5% e il 3,8%. L’onda di vendite ha colpito anche assicurazioni, automotive, telecomunicazioni e utility, mentre solo alcuni titoli come Fincantieri (+3%) e Tenaris (+0,7%) sono riusciti a mantenere un leggero rialzo grazie a specifiche notizie settoriali.

Le banche in prima linea

Le minorazioni delle banche sono state il risultato di una combinazione di fattori: l’aumento dei costi di finanziamento, la pressione su margini già compressi e la mancanza di segnali di rilassamento della politica monetaria. Alcune realtà più piccole, come BFF e Banco Desio, hanno subito ribassi ancora più marcati, rispettivamente -11% e -7,2%.

Wall Street reagisce con un lieve rialzo grazie ai dati sull’occupazione

Negli Stati Uniti i futures sui tassi hanno indicato un’80% di probabilità che la Federal Reserve mantenga i tassi invariati nella prossima riunione, dopo un rapporto sull’occupazione di settembre sorprendentemente debole: solo 29.000 nuovi posti, con un tasso di disoccupazione salito al 4,2%. Questa notizia ha ridotto temporaneamente i rendimenti dei Treasury a 10 e 30 anni, sebbene siano rimasti vicini ai massimi dal 2002.

Il risultato è stato un leggero rialzo di mercato: il Dow Jones è aumentato dello 0,04%, l’S&P 500 dello 0,25% e il Nasdaq ha guadagnato l’1,15%, raggiungendo un nuovo record storico. Il boom è stato alimentato soprattutto dalle azioni tecnologiche, con Nvidia in crescita dell’1,7% e AMD +0,5% dopo l’annuncio dell’acquisizione di World Labs, azienda di intelligenza artificiale.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale

Oltre a Nvidia e AMD, anche Meta Platforms ha registrato un +1,4% grazie all’estensione del suo servizio AI “Muse” al segmento enterprise, mentre società come CrowdStrike e Palo Alto Networks hanno toccato nuovi massimi. Al contrario, Alphabet è rimasta in zona rossa nonostante la presentazione di Gemini 4, un modello AI con miglioramenti in sicurezza e programmazione.

Il prezzo del petrolio e il contesto energetico

Il mercato dell’energia ha mostrato una contrazione: il WTI è sceso del 3,07% a circa 90 USD al barile, contribuendo a contenere le pressioni inflazionistiche. Tuttavia, la persistenza delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente impedisce una completa normalizzazione del mercato energetico, lasciando gli investitori cauti.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.