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Marta Evangelisti multa per falso tampone e Green pass: cosa è successo

La capogruppo regionale Marta Evangelisti è stata multata per un falso tampone collegato al Green pass; l'inchiesta coinvolge una farmacia di Sambuca Pistoiese e ha suscitato richieste di chiarimenti dai partiti

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Il 26 marzo 2026 è emersa la sentenza che ha visto coinvolta Marta Evangelisti, capogruppo in Regione Emilia-Romagna di Fratelli d’Italia. Secondo gli atti, la consigliera è stata sanzionata con una multa di 3.150 euro per aver ottenuto un Green pass sulla base di un falso tampone, un episodio che risale al 13 dicembre 2026, nel pieno dell’emergenza sanitaria.

La notizia, riportata dalle cronache locali e nazionale, è uscita in conseguenza di un procedimento più ampio avviato dalla Procura di Pistoia. In fase di prima informazione la consigliera ha preferito non rilasciare commenti ad alcuni organi di informazione, mentre in altre occasioni ha sostenuto di non aver ricevuto comunicazioni ufficiali e di dichiararsi estranea ai fatti.

L’indagine e la sentenza

L’inchiesta che ha portato alla condanna parte dagli accertamenti sulla Farmacia del Ponte di Sambuca Pistoiese, la cui titolare è stata riconosciuta colpevole di falso ideologico e di falso. Nei fascicoli risultano riportati i nominativi delle persone che avrebbero beneficiato di tamponi dichiarati ma non effettuati, tra cui quello di Marta Evangelisti. Gli atti descrivono come i dati siano stati inseriti sulla piattaforma per l’emissione della certificazione senza che il soggetto sia stato sottoposto al test.

Dettagli procedurali

Dalle carte emerge che il rilascio del certificato sarebbe avvenuto anche sulla base di richieste inviate tramite WhatsApp alla titolare della farmacia. La ricostruzione processuale indica che la farmacista, anziché procedere al tampone, ha registrato i dati necessari per ottenere il documento digitale.

La pena iniziale fissata nei confronti di Evangelisti era di sei mesi di reclusione, ridotta a 90 giorni e infine convertita in una sanzione pecuniaria pari a 3.150 euro.

Contesto istituzionale e temporale

Al momento dei fatti del 13 dicembre 2026, il Green pass era richiesto per l’accesso a molti servizi, dal posto di lavoro ai trasporti locali: esisteva anche la versione Super Green pass per i vaccinati e il documento ottenuto tramite tampone aveva durata limitata a 48 o 72 ore a seconda della tipologia di test. In quel periodo Evangelisti ricopriva un ruolo nel Consiglio Comunale di Bologna ed era stata fino a ottobre 2026 vice-presidente dello stesso organo; successivamente ha assunto il ruolo in Regione prendendo il posto di Marco Lisei.

La rilevanza dei fatti

La vicenda riporta all’attenzione il funzionamento dei controlli durante la pandemia, la gestione delle piattaforme digitali che emettono le certificazioni e le possibili falle amministrative. Il caso sottolinea come l’utilizzo improprio di registrazioni telematiche possa tradursi in responsabilità penali e amministrative sia per chi compila i dati sia per chi ne richiede l’emissione.

Reazioni politiche e conseguenze

La notizia ha provocato immediate reazioni dei gruppi politici locali. Partiti come il Partito Democratico, il M5S e la Coalizione Civica hanno chiesto chiarimenti e, in alcuni casi, invocato le dimissioni di chi ricopre incarichi pubblici. Il segretario provinciale del Pd di Bologna ha definito l’accaduto «inaccettabile per chi rappresenta le istituzioni», sottolineando il bisogno di un segnale di responsabilità verso i cittadini che hanno rispettato le regole.

Dimensione politica

Oltre alla richiesta di chiarimenti formali, i rilievi hanno una valenza politica: un comportamento irregolare, se confermato, può minare la fiducia verso chi rappresenta gli enti locali e regionali. Le opposizioni hanno ricordato precedenti casi analoghi che avevano già sollevato polemiche sull’uso improprio di certificazioni durante la pandemia, sottolineando l’importanza della trasparenza.

Il procedimento e le contestazioni restano dunque al centro del dibattito pubblico: da una parte la necessità di accertare responsabilità penali secondo quanto stabilito dalla sentenza, dall’altra le richieste politiche di chiarimento e possibili conseguenze istituzionali. Il caso di Marta Evangelisti rimane un esempio di come le emergenze sanitarie abbiano generato anche problematiche legate alla gestione documentale e alla fiducia nelle istituzioni.

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Scritto da Staff

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