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Crisi di Nacon: istanza di fallimento e futuro dei progetti in bilico

Nacon ha avviato una procedura giudiziaria per la ristrutturazione il 27/02/2026: il futuro dei titoli in arrivo e il destino degli studi rischiano di essere rinegoziati o venduti

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Nacon, gruppo editoriale francese, ha depositato un’istanza di fallimento in tribunale il 27/02/. La misura è stata adottata a seguito dell’aggravarsi della situazione finanziaria della capogruppo BigBen e apre scenari di ristrutturazione, cessione o chiusura per le divisioni del publisher.

Contesto e conseguenze immediate

La decisione segue settimane di turbolenze sul mercato azionario, caratterizzate dalla sospensione delle negoziazioni delle azioni e dall’emergere di debiti significativi. L’iter giudiziario mira a ottenere una procedura di ristrutturazione per riorganizzare i debiti e tentare di preservare le attività operative.

Marco Santini, ex Deutsche Bank e analista fintech, osserva che nella sua esperienza tali procedure possono offrire tempo per la due diligence e per negoziare piani di rientro, ma richiedono garanzie di liquidità e accordi con i creditori.

Chi lavora nel settore sa che i numeri parlano chiaro: senza un piano finanziario credibile, le opzioni restano limitate.

Cause e dinamiche della crisi

Chi lavora nel settore sa che i numeri parlano chiaro: senza un piano finanziario credibile, le opzioni restano limitate. Alla radice della crisi vi è l’incapacità di BigBen di far fronte a passività rilevanti, compreso il mancato rimborso di obbligazioni per 43 milioni di euro verso gli obbligazionisti. Questo squilibrio ha trasferito tensione finanziaria a Nacon, dipendente in misura significativa dal supporto del socio di maggioranza per la gestione dei flussi di cassa e degli investimenti.

La sospensione delle azioni e l’impatto sul mercato

La sospensione della negoziazione azionaria riduce la capacità degli investitori di riallocare capitali e comprime il margine di manovra della società.

La presentazione dell’istanza di fallimento trasferisce la gestione della crisi al tribunale competente e avvia una valutazione giudiziaria della sostenibilità aziendale. Nella sua esperienza in Deutsche Bank, Marco Santini sottolinea che la mancanza di accesso al mercato ostacola ogni strategia di ristrutturazione immediata; dal punto di vista regolamentare, la fase giudiziaria definirà priorità dei creditori e possibili misure di risanamento.

Studi coinvolti e progetti a rischio

In continuità con la fase giudiziaria in corso, la rete di studi appartenenti a Nacon comprende team con progetti noti e in sviluppo il cui destino è al momento incerto. Tra le unità coinvolte figurano Spiders, collegato alla serie attorno a GreedFall, e Cyanide, noto per titoli come Styx e per progetti ambientati nell’universo di Cthulhu.

Nel gruppo rientrano inoltre Kylotonn e il ramo italiano Nacon Studio Milano. Chi lavora nel settore sa che la concentrazione di più studi sotto un unico gruppo rende i rischi sistemici più probabili e può tradursi rapidamente in interruzioni di sviluppo e congelamento di finanziamenti.

Nella mia esperienza in Deutsche Bank, i dati operativi e di cassa diventano determinanti nelle fasi concorsuali. Ristrutturazione in questo contesto indica l’insieme di misure volte a riequilibrare debito e attività. I numeri parlano chiaro: liquidità insufficiente e spread creditizio in aumento riducono le opzioni percorribili, lasciando come esiti possibili cessioni di asset, sospensione temporanea dei progetti o procedimenti di liquidazione.

Dal punto di vista regolamentare, la prosecuzione dell’iter giudiziario definirà le priorità dei creditori e le condizioni per eventuali operazioni di salvataggio o vendita degli studi.

Il prossimo sviluppo atteso riguarda le decisioni sul piano di risanamento che determineranno il livello di continuità operativa dei progetti in corso.

Cosa potrebbe accadere ai progetti in sviluppo

Il prossimo sviluppo atteso riguarda le decisioni sul piano di risanamento, che determineranno il livello di continuità operativa dei progetti in corso. Nella mia esperienza in Deutsche Bank, processi fallimentari e ristrutturazioni riducono rapidamente la disponibilità di capitale per iniziative non essenziali.

I titoli già pubblicati rimarranno sul mercato, ma il supporto post-lancio e gli aggiornamenti potrebbero subire ritardi o riduzioni. Per i progetti in pipeline le alternative principali sono la prosecuzione sotto la stessa proprietà, la cessione degli asset o la chiusura degli studi.

La decisione finale dipenderà dalla capacità della società di presentare un piano credibile al tribunale e dall’interesse di potenziali acquirenti. Chi lavora nel settore sa che gli acquirenti privilegiano asset con metriche chiare di monetizzazione e un piano di integrazione rapido.

Eventi e comunicazioni pubbliche a rischio

Tra le conseguenze più immediate figura l’incertezza sugli appuntamenti promozionali. L’evento Nacon Connect , previsto il 4 marzo, risente dell’attuale contesto giudiziario e negoziale.

È improbabile che la società presenti annunci sostanziosi o nuove date se è impegnata in trattative con creditori e investitori. Dal punto di vista regolamentare, una procedura in corso complica inoltre la comunicazione trasparente verso stakeholder e partner commerciali.

I numeri parlano chiaro: la priorità degli amministratori diventa frequentemente la tutela della liquidity aziendale e la gestione delle obbligazioni verso i creditori. Lo sviluppo operativo degli eventi rimane subordinato all’esito delle trattative e alle decisioni giudiziarie.

Un ulteriore sviluppo atteso riguarda le comunicazioni ufficiali da parte dei curatori o dell’azionista di controllo, che chiariranno tempi e condizioni per la ripresa delle attività promozionali.

Impatto su marketing e community

Un’interruzione delle attività promozionali riduce immediatamente la visibilità dei titoli imminenti e può erodere la fiducia della community. La sospensione dei canali ufficiali complica l’informazione su roadmap e supporto tecnico, con effetti operativi sui team di sviluppo.

Dal punto di vista finanziario, Marco Santini, ex Deutsche Bank e analista fintech, sottolinea che i numeri parlano chiaro: una perdita di fiducia degli utenti si traduce spesso in riduzione della domanda e in tensioni sulla liquidità dei progetti. Chi lavora nel settore sa che cali prolungati della visibilità complicano anche le trattative con potenziali acquirenti e partner.

Per gli utenti, l’assenza di comunicazioni ufficiali aumenta il rischio di abbandono e di richieste di rimborso. Per gli sviluppatori, l’indisponibilità di un canale stabile per il supporto tecnico può determinare ritardi nelle consegne e l’interruzione di aggiornamenti programmati.

Scenari possibili e tempistiche

La presentazione dell’istanza non equivale automaticamente alla chiusura definitiva. La richiesta apre una finestra in cui il tribunale può autorizzare una procedura di ristrutturazione mirata a preservare l’attività mediante rinegoziazione dei debiti e riduzione dei costi.

Se il piano riceverà l’autorizzazione, è possibile una continuità parziale delle operazioni, con piani di rilancio subordinati all’accordo con i creditori. In assenza di un piano approvato o di offerte d’acquisto, gli studi potrebbero essere ceduti o posti in liquidazione.

Dal punto di vista regolamentare, Marco Santini ricorda le lezioni del 2008: processi di ristrutturazione complessi richiedono tempi lunghi per la due diligence e per l’accordo con i creditori. Le decisioni dei tribunali e le offerte degli investitori determineranno i tempi effettivi di risoluzione.

Restano decisive le comunicazioni ufficiali dei curatori e dell’azionista di controllo, che chiariranno i tempi e le condizioni per la ripresa delle attività promozionali e per la gestione dei progetti in corso.

Il tribunale fisserà la decisione nei giorni successivi all’avvio della procedura. La tempistica dipenderà dalla complessità delle posizioni creditorie e dalla presenza di proposte concrete da parte di investitori o fondi interessati all’acquisizione degli asset. La definizione degli accordi tra i creditori e l’azionista di controllo chiarirà tempi e condizioni per la ripresa delle attività promozionali e per la gestione dei progetti in corso.

Implicazioni per il settore

La crisi di Nacon evidenzia la fragilità derivante da concentrazioni di debito e dalla dipendenza da una capogruppo in difficoltà. Per il mercato dei videogiochi, la vicenda mostra che anche publisher consolidati possono essere costretti a ristrutturare rapidamente le attività, con impatti su progetti, posti di lavoro e portafogli titoli. Marco Santini, ex Deutsche Bank e analista fintech, osserva che chi lavora nel settore sa che la liquidità e la due diligence degli investitori saranno determinanti per l’esito delle trattative. I numeri parlano chiaro: la presenza di offerte vincolanti entro le prime settimane influirà sulla probabilità di cessione degli asset rispetto a un percorso di ristrutturazione controllata.

In attesa delle decisioni giudiziarie successive al 27/02/, gli operatori e gli investitori sono invitati a monitorare gli annunci ufficiali delle autorità competenti. I titoli già negoziati sul mercato restano acquistabili secondo le regole vigenti. Le emissioni e i prodotti futuri potrebbero subire revisioni o ricollocazioni in funzione dell’esito della procedura. Marco Santini, ex Deutsche Bank e analista fintech, osserva: “Chi lavora nel settore sa che l’incertezza giudiziaria incide immediatamente su spread e liquidity. I numeri parlano chiaro: offerte vincolanti nelle prime settimane influiranno sulla probabilità di cessione degli asset rispetto a un percorso di ristrutturazione controllata”. Le comunicazioni ufficiali definiranno tempi e condizioni operative; il prossimo sviluppo atteso riguarda la pubblicazione delle misure attuate dagli organi responsabili.

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Scritto da Staff

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