Da anni, i commercianti di corso Francia a Torino convivono con recinzioni, restringimenti e una clientela sempre più ridotta. Ora, l’interruzione dei lavori per il prolungamento ovest della linea 1 della metropolitana, tra Collegno e Rivoli, rischia di peggiorare ulteriormente la situazione. Il blocco dei cantieri, causato dal rigetto del piano di rientro presentato da Ici, l’impresa incaricata dei lavori, ha scatenato la preoccupazione tra i negozianti.
Le richieste dei commercianti
Confesercenti, l’associazione di categoria che rappresenta i commercianti, ha espresso forte preoccupazione per la situazione. Il presidente Vincenzo Nettis ha dichiarato: «La vicenda dei cantieri della metropolitana sta diventando sempre più preoccupante. Dopo le lungaggini che hanno già dilatato enormemente i tempi, ora il blocco: in queste condizioni il commercio non può farcela». L’associazione chiede interventi straordinari sul piano economico e coinvolge anche il Governo nella risoluzione della crisi.
Lo stato dei lavori e le risorse necessarie
I lavori per prolungare la linea 1, partiti nel 2019, prevedono quattro nuove stazioni lungo un tracciato di 3,4 chilometri. L’opera, del valore di oltre 200 milioni di euro, si sarebbe dovuta completare nel 2026, ma oggi è realizzata solo per l’81%. Per ultimarla, restano lavori per 34 milioni di euro, già finanziati, ma calcolati sul prezziario del 2019. Per un nuovo affidamento, serviranno circa 30 milioni di euro aggiuntivi per coprire l’aumento dei costi registrato negli ultimi anni, risorse che al momento non sono disponibili.
La proposta di Confesercenti
Per affrontare la situazione, Confesercenti propone l’istituzione di un fondo preventivo per ristorare le attività economiche danneggiate dai grandi cantieri, da prevedere direttamente nei bandi di appalto. «Gli sgravi oggi riconosciuti sono drammaticamente insufficienti, tanto più di fronte a rallentamenti o addirittura a blocchi come in questo caso», sostiene Nettis. «Siamo favorevoli ai grandi interventi sul territorio, ma questo non può significare la morte di un tessuto commerciale già messo a dura prova. Un negozio non è una grande fabbrica: una volta costretto alla chiusura, non ha più la forza per riaprire».
Intanto, Torino punta a candidarsi per i 13,7 milioni del programma nazionale PNCIA per migliorare la mobilità urbana. L’assessora alla Transizione Ecologica e all’Innovazione Chiara Foglietta ha comunicato che, se la candidatura andrà a buon fine, il finanziamento previsto per il Comune di Torino ammonta a 13.670.407,91 euro. Il progetto, dal titolo “La transizione di Torino verso una mobilità urbana sostenibile”, avrebbe una durata di quattro anni e coinvolgerebbe, oltre alla Città, GTT, 5T e la Città Metropolitana di Torino.
Le risorse, se assegnate, sosterrebbero il potenziamento del servizio notturno a chiamata sulla linea Star Plus, nuove tecnologie come la priorità semaforica e le corsie riservate, pensate per ridurre i tempi di percorrenza dei mezzi pubblici. Il finanziamento sosterrebbe inoltre il rafforzamento della rete ciclabile lungo l’asse centro-sud della città e nuovi interventi per la sicurezza stradale, zone 30, pedonalizzazioni e strade a velocità ridotta, nelle aree collegate agli assi ciclabili e alle linee del trasporto pubblico, in particolare in prossimità delle scuole.



