I mercati finanziari europei hanno chiuso la giornata con performance contrastate, riflettendo le tensioni geopolitiche e le incertezze economiche globali. L’annuncio del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, riguardo a nuovi dazi al 50% sulle importazioni di auto e acciaio dal Canada ha scatenato reazioni immediate, influenzando particolarmente i settori automobilistico e industriale.
L’attesa per il vertice dei banchieri centrali a Jackson Hole e la pubblicazione dei conti trimestrali di Nvidia hanno aggiunto ulteriore pressione sui mercati, con gli investitori in cerca di segnali chiari sulla traiettoria dei tassi di interesse e sulle performance del settore tecnologico.
L’impatto dei dazi di Trump sul Canada
Donald Trump ha annunciato che, a partire dal 1° gennaio 2027, i dazi sulle importazioni di auto, camion e componenti automobilistiche dal Canada saliranno al 50%. Questa decisione è stata motivata dall’accusa di truffa da parte del Canada, che avrebbe imposto dazi esorbitanti sui prodotti agricoli americani, creando un deficit commerciale di 60 miliardi di dollari.
“Il Canada ci truffa da anni”, ha dichiarato Trump su Truth, sottolineando che la produzione negli Stati Uniti sarà esente da dazi. “Noi non abbiamo bisogno del Canada, sono loro ad aver bisogno di noi”, ha aggiunto, evidenziando la dipendenza commerciale del Canada dagli Stati Uniti.
Le Borse europee in ordine sparso
Il Ftse Mib di Piazza Affari ha chiuso la giornata con un calo dello 0,24%, in linea con la performance contrastata degli altri listini continentali. Tra i titoli milanesi, Nexi e Moncler hanno registrato performance positive, rispettivamente +4,61% e +2,44%, grazie all’andamento favorevole del settore del lusso.
Dall’altra parte, Prysmian (-5,16%), Avio (-4,73%) e Stellantis (-4,77%) hanno subito pesanti ribassi, riflettendo le preoccupazioni per i nuovi dazi e le sfide del settore automobilistico. Anche il risiko bancario è rimasto sotto i riflettori, con Mps che ha registrato un modesto rialzo dello 0,38%, mentre Banco Bpm e Banca Generali hanno chiuso in negativo.
Petrolio in calo e gas in rialzo
Sul fronte dell’energia, il prezzo del petrolio ha registrato un calo significativo, con il future ottobre sul Wti in discesa del 2,26% a 85,09 dollari al barile e il Brent in calo dell’1,83% a 92,66 dollari. In contrasto, il gas naturale ad Amsterdam ha registrato un rialzo del 3,9%, con il future di riferimento sulla piattaforma Ttf che ha chiuso a 68,4 euro al megawattora.
L’oro ha mostrato un aumento dell’1,5%, con la consegna spot a 4.670 dollari l’oncia, riflettendo la ricerca di beni rifugio da parte degli investitori in un contesto di incertezza economica.
La morte di Klaus-Michael Kuhne
In un altro sviluppo significativo, è morto all’età di 89 anni Klaus-Michael Kuhne, imprenditore tedesco e figura di riferimento della logistica mondiale. Kuhne era azionista di controllo del gruppo svizzero Kuehne+Nagel e controllava il 55,4% del capitale del gruppo attraverso Kuhne Holding AG. Il suo patrimonio includeva anche partecipazioni in Hapag-Lloyd, Lufthansa, Brenntag e nell’operatore di trasporto Flix.
La sua morte rappresenta una perdita significativa per il settore della logistica e del trasporto, dove ha lasciato un’eredità duratura grazie alla sua leadership e alla sua visione imprenditoriale.



