Negli ultimi anni la discussione sull’affidabilità delle GPU ha assunto toni sempre più concreti: non si tratta più solo di aneddoti, ma di numeri che causano ricadute aziendali reali. Secondo i dati raccolti da Warranty Week, le spese di assistenza in garanzia per NVIDIA sono schizzate a livelli mai visti, trasformando il dibattito su singoli casi di connettori fusi in una questione finanziaria e tecnica di più ampia portata. Questo articolo ricompone i fatti, confronta i numeri e prova a spiegare le cause principali di questo aumento.
La situazione non riguarda soltanto i singoli utenti o i forum: le cifre aziendali mostrano come problemi tecnici e l’inflazione dei componenti possano combinarsi e amplificare i costi. Le informazioni disponibili riguardano lo storico delle spese annuali e il dettaglio trimestrale, oltre ai tassi di guasto comunicati dall’azienda.
Metteremo a confronto anche AMD, che ha registrato un aumento più contenuto, per inquadrare meglio la portata del fenomeno all’interno dell’industria delle GPU.
Numeri e andamento dei costi di garanzia
Il dato più eclatante emerge confrontando due anni: nel 2026 NVIDIA ha dichiarato 894 milioni di dollari di spese legate alle richieste di assistenza, una somma nettamente superiore agli 81 milioni di dollari del 2026. Questo incremento quasi decuplicato in termini annui segnala non solo un aumento dei costi produttivi, ma anche criticità tecniche più diffuse. L’analisi trimestrale rivela un percorso accidentato, con 147 milioni di dollari nel primo trimestre, 80 milioni nel secondo e 156 milioni nel terzo; tuttavia è stato il quarto trimestre a determinare il sorpasso definitivo, rendendo necessario un ripensamento delle previsioni finanziarie.
Dettaglio trimestrale e riserve
Nel quarto trimestre la spesa ha raggiunto un picco di 511 milioni di dollari, che ha contribuito in modo decisivo al totale annuo. Questo incremento coincide con una fase di tensione sui prezzi delle componenti, in particolare della DRAM, fattore che ha aggravato il conto complessivo. Di conseguenza NVIDIA ha aumentato le riserve per la garanzia da 416 milioni di dollari a 2,59 miliardi di dollari, una mossa che indica la previsione di oneri importanti anche nel futuro prossimo e che modifica l’assetto della gestione dell’assistenza tecnica.
Il ruolo del connettore 12VHPWR
Tra le cause tecniche più citate c’è il connettore a 16 pin noto come 12VHPWR, introdotto con la serie RTX 4000 e impiegato anche nei modelli successivi.
I primi segnali di problemi erano comparsi già nel 2026 con la RTX 4090, ma il fenomeno si è manifestato ancora nel 2026 con le nuove RTX 5080 e RTX 5090. Le problematiche attribuite al connettore hanno portato a un aumento dei casi di connessioni danneggiate o surriscaldate, generando richieste di assistenza e costi di riparazione che si riflettono direttamente nelle cifre dichiarate dalle aziende.
Aggiornamenti tecnici e impatti
Per mitigare il problema il connettore è stato aggiornato nella spec a una soluzione nota come 12V-2×6, un cambio pensato per ridurre i punti critici nelle connessioni ad alta potenza. Nonostante questo intervento, il tasso di guasto riportato da NVIDIA è salito: nello specifico l’azienda ha registrato uno tasso di guasto dello 0,90% nel quarto trimestre del 2026, contro lo 0,17% del primo trimestre dello stesso anno.
Un aumento significativo che ha reso necessarie modifiche operative nel servizio di assistenza e nella contabilità delle riserve.
Confronto con AMD e prospettive per gli utenti
Anche AMD ha visto una crescita delle spese di garanzia, sebbene meno marcata: le uscite sono salite da 110 milioni di dollari nel 2026 a 238 milioni di dollari nel 2026, con un tasso di richieste che è passato dallo 0,43% allo 0,69%. Le riserve dell’azienda si sono incrementate da 310 milioni di dollari a 597 milioni di dollari. Questi numeri indicano che il fenomeno non è esclusiva di un singolo produttore, ma le dimensioni e l’impatto finanziario su NVIDIA risultano nettamente più rilevanti.
Cosa cambia per chi compra una GPU
Per gli utenti finali la situazione ha due letture: da un lato il volume di riparazioni in garanzia resta contenuto rispetto al totale delle unità vendute, il che suggerisce che i casi gravi non siano la norma; dall’altro, l’aumento dei costi e dei tassi di guasto spinge i produttori a rivedere processi, design e procedure di assistenza. È probabile che non si assisterà a misure drastiche immediate verso i consumatori, ma la maggior attenzione sui connettori e una gestione più prudente delle riserve finanziarie saranno elementi distintivi nei prossimi bilanci aziendali.

