Il vecchio campus di Padriciano diventa polo per la deep tech
La struttura di Padriciano è stata riconvertita in un centro di ricerca che unisce risorse pubbliche e infrastrutture scientifiche per sostenere l’innovazione. L’ente promotore ha avviato un programma destinato alla crescita di progetti ad alto contenuto tecnologico, offrendo finanziamenti diretti e accesso a laboratori specialistici utili nella fase di sviluppo.
La strategia punta sul deep tech, definito come soluzioni basate su scoperte scientifiche e ingegneristiche complesse che richiedono tempo e capitali pazienti. Dal punto di vista strategico, il modello combina supporto economico e servizi di ricerca per ridurre il rischio iniziale e aumentare le probabilità di trasferimento tecnologico sul mercato.
I progetti selezionati e i settori coperti
Il programma ha premiato cinque startup operanti in ambiti diversi ma complementari.
L’insieme spazia dalla chirurgia non invasiva alle comunicazioni ottiche spaziali, fino a soluzioni per l’energia e materiali avanzati. Il modello promosso combina supporto finanziario e servizi di ricerca per facilitare il trasferimento tecnologico verso il mercato.
Chirurgia e biotecnologie
Una delle startup vincitrici ha sviluppato un dispositivo robotico che impiega ultrasuoni focalizzati per l’ablazione meccanica dei tessuti tumorali senza incisioni. Il metodo sostituisce l’ablazione termica con una modalità basata su cavitazione controllata, finalizzata a causare danno meccanico mirato alle cellule. I vantaggi attesi includono tempi di trattamento ridotti e un monitoraggio in tempo reale più accurato.
La tecnologia richiede validazioni precliniche e studi clinici per confermare sicurezza ed efficacia nell’uomo. Gli sviluppatori indicano come prossime tappe la certificazione regolatoria e l’avvio di trial multicentrici per dimostrare la trasferibilità in oncologia clinica.
Altri ambiti premiati
Tra le altre iniziative figurano soluzioni per le comunicazioni ottiche spaziali, sistemi per l’accumulo energetico innovativo e materiali avanzati per applicazioni industriali. Questi progetti puntano a rispondere a esigenze di scalabilità e integrazione con infrastrutture esistenti.
Dal punto di vista strategico, la selezione privilegia tecnologie con potenziale di mercato e percorsi regolatori chiari. Il prossimo sviluppo atteso è la fase di scale-up e il consolidamento di partnership industriali e cliniche.
Bioprocessi e microalghe
Proseguendo la fase di sviluppo, il programma include una soluzione che impiega la stimolazione a ultrasuoni a bassa potenza per aumentare resa e produttività delle coltivazioni microbiche. L’obiettivo è migliorare produzione di biomassa e sintesi di composti bioattivi utili per alimenti e nutraceutici.
Microalghe indica organismi fotosintetici unicellulari utilizzati per estratti nutrizionali e ingredienti funzionali.
I primi risultati in impianti pilota mostrano miglioramenti nella densità di coltura e nell’accumulo di metaboliti secondari. Dal punto di vista tecnico, la tecnologia ottimizza parametri di insonazione per minimizzare stress cellulare e massimizzare il rendimento. I dati mostrano un trend chiaro: la ricerca punta ora al scale-up e alla convalida regolatoria per applicazioni alimentari e industriali.
Energia, materiali e fotonica spaziale
In ambito energetico, una startup ha messo a punto pouch di supercondensatori destinati all’integrazione veicolare. Il dispositivo gestisce picchi di potenza e riduce ingombro e massa rispetto alle soluzioni tradizionali. Supercondensatori indica accumulatori a elevata potenza ideali per cicli rapidi di carica e scarica.
La caratteristica chiave è la durabilità elevata e la compatibilità con pack elettrici a spazio limitato. Dal punto di vista strategico, la tecnologia mira a scenari che richiedono performance transitorie ad alta potenza, come sistemi di recupero energia e propulsione ibrida. Il prossimo sviluppo atteso è l’avvio di prove su veicoli di riferimento e l’implementazione in prototipi industriali.
Superconduttori e alimentatori
Il progetto prosegue con lo sviluppo di alimentatori per magneti basati su tecnologie per superconduttori. Il team accademico mira a ridurre consumi ed ingombri degli apparati. L’obiettivo è rendere accessibili applicazioni oggi proibitive per costi o dimensioni, come la produzione di energia da fusione e la risonanza magnetica.
Dal punto di vista tecnico, il lavoro si concentra sull’efficienza energetica e sulla compattezza dei sistemi di alimentazione. Gli sviluppi previsti mirano alla integrazione in prototipi industriali già pianificati. Il prossimo passo consiste nell’avvio di prove su veicoli di riferimento e nell’implementazione di prototipi per validazione operativa.
Comunicazioni ottiche per lo spazio
Una startup sta sperimentando l’uso dei vortici ottici per moltiplicare i canali di trasmissione su un singolo raggio laser. I vortici ottici sono modalità di luce che portano momento angolare orbitale e consentono multiplexing spaziale dei segnali.
I test hanno superato i precedenti limiti di 500 metri, dimostrando collegamenti affidabili fino a qualche chilometro. L’obiettivo è portare la tecnologia a un livello di maturità utile per applicazioni satellitari e terrestri. I prossimi sviluppi prevedono prove su piattaforme di volo e integrazione con sistemi di comunicazione spaziale per valutare robustezza e tolleranza alle condizioni operative reali.
Il modello operativo: oltre il semplice contributo economico
Il programma finanzia i progetti selezionati con un pacchetto standard di 200mila euro, destinato a liquidità e servizi. Il supporto mira a sostenere la fase di validazione sperimentale e l’integrazione con sistemi complessi già testati su piattaforme di volo, assicurando continuità con le prove precedenti.
Il pacchetto include accesso a infrastrutture specializzate come il laboratorio di genomica, la microscopia elettronica e piattaforme di High Performance Computing (HPC). L’HPC è qui inteso come ambiente per simulazioni ad alta intensità computazionale utili alla validazione dei prototipi.
Per le startup, la possibilità di effettuare analisi avanzate o simulazioni riduce tempi e incertezze nella transizione dalla ricerca alla produzione. Il percorso di accompagnamento della durata di dodici mesi prevede visite internazionali, bootcamp formativi e opportunità di networking mirato, con l’obiettivo di migliorare la capacità di raccolta fondi e facilitare collaborazioni industriali.
Dal punto di vista strategico, il modello combina finanziamento diretto e supporto infrastrutturale per aumentare la readiness tecnologica e la replicabilità dei risultati in contesti operativi reali.
Un contributo pubblico per de-risking e crescita
La scelta di mettere a disposizione risorse pubbliche e infrastrutture è pensata come una forma di de-risking. Assorbire parte del rischio iniziale rende i progetti più appetibili per investitori privati nelle fasi successive. Il modello offre un’alternativa all’iter tradizionale acceleratore-venture capital, in particolare nei settori a sviluppo lungo e capitale intensivo.
Dal punto di vista strategico, l’intervento pubblico facilita la transizione dalla prototipazione alla validazione in contesti operativi reali. Il supporto combina finanziamento diretto e servizi infrastrutturali per aumentare la readiness tecnologica e la replicabilità dei risultati. Il prossimo passo prevede la valutazione delle soluzioni selezionate in ambienti pilota per misurarne efficacia e scalabilità sul mercato.

