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Xeon 6+ Clearwater Forest: 288 E-core, 18A e focus su 6G ed Edge AI

Intel svela al MWC i nuovi Xeon 6+ Clearwater Forest costruiti con il processo 18A, fino a 288 E-core in un singolo chip con miglioramenti misurati in test reali

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Al Mobile World Congress Intel ha presentato una nuova generazione di processori della famiglia Xeon 6+, battezzata Clearwater Forest. I chip sono prodotti con il nodo Intel 18A e sono pensati per offrire una base di calcolo più densa ed efficiente per applicazioni di Edge AI e per l’evoluzione delle reti verso il 6G. L’obiettivo è permettere agli operatori di inserire capacità intelligenti nei nodi esistenti senza stravolgere le architetture di rete.

Secondo le informazioni diffuse da Intel e dai test condotti con partner come Ericsson, la roadmap privilegia l’equilibrio tra prestazioni e consumo energetico. I dati preliminari indicano miglioramenti significativi nel rapporto performance per watt e una riduzione attesa del TCO. La disponibilità sul mercato server è prevista nel primo semestre , mentre le prime adozioni in ambito telco sono pianificate a partire.

Dal punto di vista ESG, l’aumento dell’efficienza energetica rappresenta un elemento rilevante per contenere l’impronta carbonica operativa e i costi di lungo periodo.

Che cosa cambia rispetto alla generazione precedente

Dal punto di vista ESG, l’aumento della densità per socket contribuisce a ridurre l’impronta operativa e i costi energetici. La novità più evidente è la maggiore concentrazione di core: il modello di punta Xeon 6990E+ integra 288 E-core in un singolo socket. Gli E-core sono progettati per l’efficienza energetica rispetto ai core ad alte prestazioni.

I test comparativi citati da Ericsson mostrano vantaggi concreti. Una CPU Clearwater Forest in socket singolo ha registrato una riduzione del 38% del consumo di potenza a livello rack rispetto a una soluzione dual‑socket basata su Xeon 6780E “Sierra Forest” con 288 core.

Nelle stesse prove è emerso oltre il 60% di miglioramento in perf/watt e un aumento del 30% delle prestazioni complessive.

La maggiore integrazione su singolo socket potrà semplificare l’architettura dei data center, ridurre la complessità delle piattaforme dual‑socket e abbassare i costi operativi nel medio termine.

Vantaggi pratici per i datacenter e le reti

La maggiore densità per socket e i consumi ridotti incidono direttamente sul TCO e sulla progettazione delle infrastrutture. Meno rack e minori esigenze di raffreddamento riducono i costi fissi e lo spazio occupato. Dal punto di vista ESG, la densificazione limita l’impronta operativa e favorisce la transizione a modelli più sostenibili. Gli operatori possono aumentare la capacità dedicata all’AI senza moltiplicare hardware specializzato o creare nuovi silos operativi, facilitando l’integrazione di workload di inferenza nei nodi esistenti.

Si prevede che tali efficienze semplifichino l’architettura dei data center e abbassino i costi operativi nel medio termine.

Approccio di Intel: integrazione dell’intelligenza nella rete

Dopo le efficienze descritte, Intel propone di rendere l’AI parte integrante della rete e non un’aggiunta esterna. La strategia prevede che le CPU E-core e le varianti SoC consentano l’esecuzione di molte inferenze direttamente sul server. I pacchetti funzionali, tra cui Intel AMX e vRAN Boost, sono progettati per ridurre la dipendenza dalle GPU discrete quando non sono necessarie. Questo approccio mira a semplificare la topologia delle reti e l’architettura dei data center, con conseguente diminuzione del TCO e dei consumi operativi. Dal punto di vista ESG, l’ottimizzazione compute-native può contribuire a ridurre l’intensità energetica delle infrastrutture.

Si prevede un’adozione progressiva di queste soluzioni nelle reti degli operatori e nei progettI dei data center.

Match tra workload e architettura

Intel afferma che non esiste una soluzione universale per i carichi di lavoro AI. Alcuni task richiedono acceleratori specializzati, altri rispondono meglio se eseguiti sulla CPU adeguata. L’obiettivo è selezionare l’architettura che bilanci prestazioni, efficienza energetica e costi operativi. Un approccio GPU‑first applicato in modo indiscriminato può aumentare complessità e spesa. Dal punto di vista ESG, l’efficienza energetica diventa un criterio operativo rilevante: la sostenibilità è un business case che influenza la scelta delle piattaforme. Si prevede un’adozione graduale di soluzioni miste nelle reti degli operatori e nei progetti dei data center.

Casi d’uso e prime adozioni

Già oggi alcuni operatori e vendor sperimentano e distribuiscono piattaforme basate su Xeon 6. Tra gli esempi citati figurano Rakuten Mobile, che impiega modelli AI per carichi vRAN con latenza ultra‑bassa, e Vodafone, che ha pianificato adozioni su larga scala per la modernizzazione Open RAN in Europa. Inoltre, operatori come SK Telecom e NTT DOCOMO hanno integrato Xeon 6 con E‑core nei loro ambienti core per migliorare efficienza e densità.

Questi casi illustrano come l’esecuzione dell’inferenza sullo stesso server che gestisce funzioni di rete possa fornire benefici concreti. Le operazioni risultano più semplici, i costi operativi diminuiscono e diventa possibile scalare soluzioni intelligenti in centinaia o migliaia di siti senza rivoluzionare l’architettura. Si prevede una adozione graduale di soluzioni miste nelle reti degli operatori e nei progetti dei data center, con una maggiore integrazione tra funzioni di rete e modelli AI nei prossimi cicli di aggiornamento dell’infrastruttura.

Implicazioni per il futuro del 6G e dell’Edge

Con l’arrivo del 6G, gli operatori privilegiano soluzioni evolutive rispetto a riprogettazioni totali. I processori Clearwater Forest mirano a incrementare la capacità di calcolo in spazi già operativi. L’obiettivo è migliorare le performance per watt e abilitare servizi intelligenti in tempo reale, mantenendo sicurezza e apertura della piattaforma.

Se i test e le prime integrazioni verranno confermati in produzione su larga scala, i benefici attesi includono infrastrutture più agili e costi operativi ridotti. Dal punto di vista ESG, la sostenibilità è un business case: minori consumi energetici e maggiore efficienza rendono i servizi AI più sostenibili e competitivi. Le aziende leader hanno capito che l’integrazione tra funzioni di rete e modelli AI facilita offerte trasparenti per gli utenti e economically viable per gli operatori, con probabile adozione diffusa nei prossimi cicli di aggiornamento dell’infrastruttura.

Sviluppi attesi

Intel propone di integrare il Xeon 6+ su Intel 18A per aumentare l’intelligenza nei nodi di rete senza ristrutturare le architetture esistenti. La disponibilità per il mercato server è indicata per il primo semestre , mentre le prime adozioni nel settore telco sono attese. I dati preliminari segnalano risparmi energetici significativi e miglioramenti di performance compatibili con i requisiti di bassa latenza e elevata efficienza richiesti dal percorso verso il 6G e dalle applicazioni di Edge AI.

Dal punto di vista ESG, la riduzione dei consumi operativi rappresenta un elemento concreto. La sostenibilità è un business case che può rendere l’aggiornamento tecnologico economicamente vantaggioso per gli operatori. Le aziende leader hanno capito che ottimizzare l’efficienza energetica è parte integrante della strategia competitiva.

Il modello proposto mira a soluzioni evolutive preferite dagli operatori rispetto a riprogettazioni totali. Nei prossimi cicli di aggiornamento infrastrutturale si prevede una diffusione graduale, guidata da valutazioni sul ritorno sull’investimento e dalla readiness delle reti 5G/6G. Il prossimo sviluppo tecnologico sarà monitorato per verificare metriche operative e impatti sugli scope 1-2-3 delle aziende coinvolte.

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Scritto da Staff

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