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vulcan centaur lancia i satelliti gssap ma segnala un problema a un booster

il lancio ussf-87 del 12/02/2026 ha visto il vulcan centaur consegnare due satelliti gssap in orbita geosincrona nonostante un'anomalia a un booster a propellente solido.

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Vulcan Centaur decolla per la missione USSF-87

Il 12 febbraio, alle 04:22 ET (09:22 UTC), United Launch Alliance ha lanciato da Cape Canaveral il razzo Vulcan Centaur nella configurazione VC4S per la missione USSF-87. A bordo c’erano due satelliti destinati alla sorveglianza in orbita alta e un adattatore ESPA con diversi payload secondari. Il veicolo montava due motori BE-4 a metano liquido/ossigeno liquido e quattro booster solidi GEM-63XL; la combinazione primo stadio/booster ha fornito la spinta richiesta per raggiungere il profilo di volo pianificato.

Comportamento in volo e anomalia su un booster

Nella prima fase del volo i sensori hanno rilevato un’anomalia su uno dei quattro GEM-63XL: i dati preliminari e le immagini suggeriscono un possibile burn-through nella gola dell’ugello, un guasto già osservato in precedenti missioni.

L’anomalia è comparsa prima della separazione dei booster e ha sollevato interrogativi riguardo alla robustezza del componente e alle modalità di separazione.

Nonostante l’evento, la traiettoria del vettore è proseguita in linea con il piano di missione secondo la telemetria disponibile. I team di ULA, insieme ai contractor e alle agenzie coinvolte, stanno ora scandagliando i registri di volo e i filmati per stabilire causa, portata e possibili ripercussioni sulle fasi successive.

Analisi tecnica e prossimi passaggi

Le squadre di controllo stanno esaminando in dettaglio le registrazioni di bordo: telemetria, log dei sensori e immagini ad alta risoluzione saranno incrociati per capire se si tratti di un difetto di fabbricazione, un problema di isolamento termico o una dinamica complicata durante la separazione.

Report più approfonditi, attesi nelle prossime settimane, conterranno le evidenze raccolte e le azioni correttive proposte.

Sequenza di volo e tempistiche

Il lancio ha attraversato il punto di massima pressione dinamica (max q) a circa T+1:02. I quattro booster si sono separati attorno a T+1:37 e sono rientrati nell’oceano come previsto. Il core ha eseguito il cutoff dei motori BE-4 intorno a T+4:57 e la Centaur V si è separata a T+5:03. In seguito la Centaur ha acceso i suoi motori RL-10C-1-1A per inserire i payload in un’orbita parcheggio da cui proseguire verso la destinazione in alta quota. I dati disponibili finora sono coerenti con il profilo di missione; i rapporti tecnici in arrivo chiariranno eventuali scostamenti e mostreranno la telemetria dettagliata.

Payload e obiettivi operativi

I protagonisti principali della missione sono due satelliti del programma GSSAP, noti come Hornet 7 e Hornet 8, costruiti da Northrop Grumman su incarico della Space Force. Questi veicoli sono pensati per operare in orbita geosincrona, a circa 35.000 km, e svolgere osservazioni ravvicinate di altri oggetti nello stesso ambiente orbitale. Posizionati a questa quota, i sensori possono ridurre gli effetti atmosferici e ottenere misure più precise per il tracciamento e la predizione delle traiettorie, utili anche per mitigare il rischio di collisioni.

L’anello ESPA e gli esperimenti secondari

L’adattatore ESPA, rilasciato insieme ai carichi principali, trasportava diversi payload sperimentali. Funziona come una piattaforma per prove di prossimità, test di interoperabilità dei sensori e dimostrazioni di tecniche di sorveglianza attiva.

Le prove condotte a bordo mirano a maturare procedure operative che i team di missione potranno poi replicare in scenari reali: controllo di asset multipli, valutazioni di interoperabilità e simulazioni di contromisure non cinetiche sono solo alcune delle attività previste.

Questi esperimenti hanno anche un valore pratico immediato: i risultati guideranno aggiornamenti procedurali e standard operativi, contribuendo a costruire routine affidabili per operare in ambiente geosincrono, dove le finestre operative sono lunghe ma il margine di errore è ridotto.

Il ruolo di Vulcan nel contesto dei lanci futuri

Vulcan è nato come successore dell’Atlas V e, dopo il primo impiego operativo all’inizio, ha progressivamente ampliato il proprio bacino di clienti tra enti governativi e operatori commerciali. Alcuni voli iniziali hanno mostrato anomalie ai booster, spingendo a revisioni e verifiche tecniche; nondimeno, la piattaforma ha ottenuto la certificazione per missioni di sicurezza nazionale e continua a essere impegnata su manifestazioni diverse, da satelliti per connettività in LEO a carichi più complessi.

Guardando avanti, la serie di missioni programmata includerà test aggiuntivi di integrazione payload e nuove qualificazioni, oltre al previsto impiego operativo del cargo DreamChaser. Decisioni su ulteriori manifestazioni e modifiche tecniche verranno prese sulla base dei report di rendimento e delle verifiche in corso.

Nella prima fase del volo i sensori hanno rilevato un’anomalia su uno dei quattro GEM-63XL: i dati preliminari e le immagini suggeriscono un possibile burn-through nella gola dell’ugello, un guasto già osservato in precedenti missioni. L’anomalia è comparsa prima della separazione dei booster e ha sollevato interrogativi riguardo alla robustezza del componente e alle modalità di separazione.0

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Scritto da Staff

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