In una fase di tensione internazionale un collettivo di creatori si è distinto per l’uso creativo e provocatorio dei video generati con AI. I clip adottano uno stile visivo che richiama i famosi mattoncini e mettono in scena figure politiche, scenari di guerra e simboli satirici per raccontare la versione iraniana del conflitto. L’operazione ha attirato milioni di visualizzazioni sulle principali piattaforme e ha sollevato domande su chi produca davvero quei contenuti e con quali obiettivi.
Il gruppo, noto come Explosive media, ha affinato un linguaggio che miscela umorismo e narrazione politica, pensato per essere facilmente condiviso. Alcuni elementi ricorrenti — personaggi in miniatura, riferimenti culturali americani e battute visive — rendono i video immediatamente riconoscibili e capaci di attraversare confini linguistici e mediatici.
Un formato virale: i video in stile Lego
I video in questione sono brevi, fortemente montati e arricchiti da colonne sonore orecchiabili, spesso rap in inglese creato ad hoc. L’effetto è quello di condensare temi complessi in sequenze snelle: un Lego-Trump che trama, missili con nomi simbolici, e riferimenti diretti a documenti come il piano in 10 punti proposto dall’Iran. Questo stile funziona perché offre un sistema di lettura rapido e accessibile: gli utenti consumano e condividono senza bisogno di lunghe spiegazioni.
Come nascono e cosa raccontano
I contenuti vengono redatti, prodotti e montati usando strumenti di intelligenza artificiale e tecniche di editing moderne. Nel montaggio si trovano siparietti satirici — ad esempio il protagonista che regge una bandiera bianca o che mangia un taco, riferimento sarcasmo all’acronimo TACO creato per ridicolizzare le minacce non concretizzate — insieme a elementi che rimandano a vittorie simboliche o a umiliazioni degli avversari.
La forza narrativa sta nella capacità di condensare messaggi geopolitici in immagini facilmente riconoscibili.
Strategie, pubblico e controversie
Explosive media ha adottato una strategia mirata: studiare la cultura popolare americana per creare contenuti che possano attrarre spettatori negli Stati Uniti. Questo approccio differisce dai tradizionali post di regime, spesso più grezzi; i video del collettivo mostrano una conoscenza approfondita di simboli, meme e linguaggio condiviso online. Il risultato è un pubblico più ampio rispetto ai canali istituzionali, con numerosi spettatori statunitensi che interagiscono e rilanciano i clip.
Accuse di connessioni e accesso a internet
Nonostante il collettivo neghi legami diretti con il governo, osservatori sottolineano contraddizioni difficili da ignorare: la coerenza ideologica dei messaggi e la capacità di operare in un contesto in cui l’accesso alla rete è rigidamente controllato fanno sorgere dubbi.
Secondo alcuni analisti, per mantenere un flusso così regolare e distribuito di contenuti multimediali in Iran è plausibile che esistano canali privilegiati o forme di approvazione ufficiale.
Impatto e implicazioni per l’informazione
Questo fenomeno evidenzia due tendenze: da un lato l’uso sempre più sofisticato della memetica digitale per influenzare opinioni estere; dall’altro la capacità delle piattaforme social di amplificare messaggi politicamente carichi. Contenuti che un tempo sarebbero stati confinati a pubblicazioni di nicchia ora circolano su X, Telegram, TikTok e Instagram, e persino su playlist Spotify, favorendo la diffusione rapida di narrazioni alternative sui fatti.
La storia recente mostra precedenti simili: già nel 2026 alcuni organi di potere iraniani avevano usato l’estetica Lego come strumento di propaganda, e durante la cosiddetta guerra dei dodici giorni del 2026 i media di Stato avevano diffuso video dallo stile analogo per comunicare vittoria.
Tuttavia, il livello di produzione e la comprensione della cultura americana dimostrati da Explosive media apparivano più evoluti e mirati rispetto a quei tentativi precedenti.
Conclusione: tra satira, strategia e disinformazione
I video in stile Lego prodotti dal collettivo rappresentano un caso emblematico di come AI, estetica pop e obiettivi politici possano combinarsi per plasmare narrazioni internazionali. Che si tratti di satira genuina o di una campagna organizzata, l’effetto sull’opinione pubblica è concreto: semplificare eventi complessi in storie visive può aumentare la comprensione di alcuni segmenti di pubblico, ma può anche alimentare polarizzazione e fraintendimenti. In questo contesto, la capacità dei cittadini e delle piattaforme di riconoscere la fonte e lo scopo dei contenuti diventa cruciale.

